Grillo in teatro contro Conte: «Movimento vaporizzato»

(di Emanuele Buzzi – corriere.it) – Beppe Grillo rompe il silenzio dopo il voto. E lo fa dal palco, con una serie di stoccate che hanno come obiettivo Giuseppe Conte. Il garante del Movimento 5 Stelle contro il presidente. «Ho incontrato Conte, mi ha fatto un po’ tenerezza. Ha preso più voti Berlusconi da morto che lui da vivo», ha ironizzato lo showman a Fiesole nel corso del suo spettacolo Io sono un altro . Il comico ha insistito sul crollo elettorale: «Non è più il momento di gridare, è l’epoca di Conte, è una persona moderata. Il Movimento che abbiamo fatto forse non c’è più, dicono che forse siamo vaporizzati, forse è la parola giusta. Abbiamo fatto delle cose meravigliose». Grillo non si è risparmiato, tirando in causa anche Giorgia Meloni, che eredita il nomignolo affibbiato dal fondatore dei 5 Stelle anni fa a Silvio Berlusconi

«Mi piace la psiconana — ha detto Grillo —, ha anche senso dell’umorismo. La battuta che ha fatto a De Luca è stata strepitosa, l’avrei abbracciata. Dovremmo riconquistare un po’ di senso dell’umorismo, poi basta che parli 15 minuti con Conte e ti passa, perché è un accademico, un professore, un avvocato». Passata l’analisi della sconfitta elettorale, il garante ha parlato anche della condanna di Chiara Appendino per i fatti di piazza San Carlo a Torino. La Cassazione ha confermato la colpevolezza della ex sindaca (che con la sentenza di ieri subisce così una brusca frenata delle sue ambizioni per la guida del M5S): si dovrà rifare un processo d’appello per ridurre la pena. «Appendino è l’unica condannata per una disgrazia a Torino, il prefetto e il questore no, la polizia no», sostiene Grillo mentre la vicepresidente M5S commenta: «Non posso nascondervi un senso di amarezza». «Ti siamo vicini e comprendiamo la tua amarezza per cui a pagare sei solo tu», ribadisce Conte. 

L’uscita di Grillo, dopo la presa di distanza dalla linea politica del M5S da parte di Virginia Raggi nella sua intervista al Corriere, inizia a segnare in modo profondo un solco tra l’anima contiana e la vecchia guardia stellata. A schierarsi con il garante anche Danilo Toninelli: «Bisogna ricostruire quello che è stato decostruito. Il Movimento 5 Stelle non è né di destra né di sinistra. Si allea con le idee che propone a tutti, chiunque essi siano, e si cerca di votarle. Il fatto di essersi messi nel campo progressista o nel campo di centrosinistra significa non aver capito cosa sia il M5S», afferma l’ex ministro. La presa di posizione della vecchia guardia ora apre nuovi scenari nel gruppo parlamentare, con l’ala ortodossa a fare da perno, critica verso l’operato del presidente e legata da antichi vincoli al garante.