
(di Silvia Truzzi – ilfattoquotidiano.it) – In Senato c’è una rissa al giorno. Anche ieri la seduta – si discute del disegno di legge per l’elezione diretta del premier – è stata sospesa per intemperanze dei senatori, tra contumelie e precipitose discese dai banchi (sul genere “ti aspetto sotto”). Intanto, com’è noto all’intero orbe terracqueo, la presidente del Consiglio si è presentata a Caivano dicendo al presidente della Regione “sono quella stronza della Meloni”, facendo il verso a un poco gentile apprezzamento che il medesimo De Luca le aveva rivolto in una conversazione privata, registrata e divulgata. Anche la performance elettorale di Meloni è stata registrata e divulgata, ma dal suo ufficio stampa. Cosa che ha prodotto paginate sui giornali – storia dell’insulto in politica – allo scopo di informarci che tutto sommato nulla di nuovo sotto il sole. Siamo maleducati noi, sono maleducati loro.
Mentre si cazzeggia (parolaccia d’obbligo) sui giornali e in Parlamento, il Consiglio dei ministri ha varato ieri mattina la riforma della giustizia, otto articoli che riscrivono la Costituzione (il titolo IV): carriere separate per pm e giudici, separati anche i Csm, istituzione di un’Alta corte disciplinare incaricata di esprimersi sugli illeciti dei magistrati, “sottraendo questa attività al Csm in modo da superare la criticità registrata finora di un sistema condizionato dal correntismo, e che quindi tende a non sanzionare mai neppure le violazioni più grosse”, come spiega senza alcun pudore la premier. Il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti entrambi dal Presidente della Repubblica (finché non gli levano pure questo incarico); ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo Presidente e il Procuratore generale della Corte di cassazione. Per gli alti componenti ci pensa la lotteria: sono estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori universitari in materie giuridiche e avvocati e per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti.
Il ministro competente, Carlo Nordio, non si tiene e in conferenza stampa annuncia la “riforma epocale”, facendo notare quanto sono stati carini a non toccare l’obbligatorietà dell’azione penale: “L’abbiamo mantenuta, mentre in alcuni ordinamenti anglosassoni è discrezionale, proprio perché abbiamo accolto le osservazioni fatte dall’Anm. Anche se sappiamo che questa obbligatorietà molto spesso si trasforma in discrezionalità o addirittura in arbitrio”. Infatti proveranno ad addomesticare le inchieste mettendo una gerarchia dei reati da perseguire: abigeato e scippi in testa a tutto. Sappiamo che l’abuso d’ufficio non esisterà più, il traffico di influenze pure e che le intercettazioni si potranno autorizzare sì, probabilmente solo nelle notti di luna piena, per al massimo un quarto d’ora e con il consenso dell’intercettato. Le indagini, quelle su chi amministra potere e denaro, semplicemente non si faranno più: e se si faranno ci penserà l’Alta corte disciplinare. Magistrati avvisati…
Galliani e Tajani (con mezza maggioranza) esultano commossi in memoria di Silvio. “Coronato il sogno di Berlusconi”, non per nulla uno che è stato condannato per frode fiscale e pure cacciato dal Parlamento. Cosa che spiega meglio di una lezione universitaria quale porcheria sia questa ennesima manomissione della Costituzione. Esulta anche detta Giorgia: “Una riforma giusta, necessaria, storica. E si aggiunge alle altre riforme che questo governo ha già varato, come la riforma del fisco e la riforma istituzionale. Continueremo così, perché in questa Nazione le cose che non funzionano bene vanno cambiate. E più cercheremo di cambiarle più le forze della conservazione si muoveranno contro di noi. Non abbiamo paura”. Purtroppo noi sì.
"Mi piace"Piace a 4 people
FATTA LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE- viviana vivarelli
Separazione delle carriere, il governo vara la riforma: due Csm distinti e sorteggio anche dei laici. Tajani esulta: “Coronato sogno di Berlusconi”, ma pure quello di Licio Gelli.
Il programma di eiliminare l’indipendenza della Magistratura mettendola sotto il tallone della politica va avanti.
Gli organi di autogoverno diventeranno due e saranno composti interamente da membri estratti a sorte. La funzione disciplinare passa dal Csm a un nuovo organismo, l'”Alta corte”, anch’essa formata in gran parte di sorteggiati.
Ovviamente isorteggiati saranno presi da liste di magistrati scelti dal governo.
Dicono che così spariranno le correnti. E infatti ne avremo solo una, quella di chi comanda e gestirò il diritto penale secondo i proprio interessi.
Il sogno di Berlusconi diventa realtà. Non avremo più toghe rosse, ma tutte rigorosamente nere.
Nordio ha detto che questa riforma cura gli interessi degli Italiani. Se per Italiani intendiamo Meloni, sodali e famiglia, non c’è dubbio.
Non bastava che i politici delinquenti fossero candidati in Europa, ora saranno assolti per decreto. Locke si rigirerà nella tomba. Sparita la separazione dei poteri che è il capisaldo di ogni democrazia, possiamo dire addio al sistema democratico mentre il premierato avanza.
Di solito una legge che cambia la Costituzione, deve fare quattro passaggi parlamentari, distanti fra loro almeno 6 mesi. Al termine se non c’è l’approvazione dei due terzi del Parlamento si ricorre al referendum. Pertanto la legge sulla distruzione sistematica della magistratura, ancora ne deve fare di strada. Purtroppo anche se andassimo a un referendum c’è poco da sperare, Ai cittadini italiani, della separazione delle carriere non interessa un fico secco.
Con questa riforma i politici diventeranno intoccabili, qualunque reato facciano. Non basta mandare i peggiori al potere, dovevamo pure consolidarli?
Sarebbe bastato solo la frase di Tajani: “si avvera il sogno di berlusconi” per dar da pensare ai cittadini che questa è una riforma per i potentati… ma vai a spiegarglielo…noi non abbiamo cittadini,solo tifosi o gente a cui dell’Italia non importa una breata minchia, manco vivessero in un Paese straniero.
Questa bella pensata non era solo nel progetto massone della P2, non era solo nel programma inattuato di Berlusconi ma era pure nelle speranze dei pregiudicati italiani.
Nei fatti passare dalla carriera di Pm a quella di giudice non era così frequente.
“Il passaggio è possibile non più di quattro volte in carriera e servono cinque anni di permanenza e un concorso di idoneità ogni volta; ma soprattutto bisogna cambiare distretto e anche Regione, e a volte nemmeno basta, perché è precluso anche l’ufficio competente per legge a occuparsi di indagini che coinvolgono magistrati del distretto di provenienza” . Non bastava?
No, evidentemente l’intento era di avere giudici e magistrati sotto controllo.Ora sarà più difficile che un PM simetta a fare indagini dove qualche potente non vuole. Per i PM serve un surplus di controllo. Molto più accurato. E il sorteggio su liste preformate dal Governo dice chiaramente che sarà più possibile scegliere “fin nella culla” i soggetti più adatti alle squallide esigenze di una casta politica che è già la più corrotta e delinquenziale d’Europa e in cui le mele più marce sono protette con cura come opere di valore (vedi i Cuffaro, i Toti, le Montaruli, le Santanchè, gli Sgarbi).
Si avvera il progetto macabro di delinquenti di governo come dei tanti pregiudicati e condannati che pullulano dentro o ai margini della politica: il sogno di distruggere la Magistratura e sottomettere il giudice al volere del Parlamento. Separando totalmente le carriere, si potranno condizionare i giudici nel modo più adatto per i giudici, e i PM nel modo più adatto per i PM. Senza errori. mentre, con carriere NON separate, è tutto molto più complicato e faticoso.
Ci voleva giusto un Magistrato venduto come Nordio per portare a termine un progetto simile. È il Piano massone di Rinascita democratica che si sta attuando.
Finalmente il partito dei delinquenti, orfano de capo camorra, è riuscito, nel proprio interesse dei singoli componenti a realizzare il sogno del defunto che ora potrebbe perfino essere beatificato dai 40 ladroni che festeggiano sguaiatamente la distruzione dello stato di diritto in Italia. Ora finalmente due csm e due “giustizie”.
Il punto è che separare le carriere ha il fine non troppo recondito di sottrarre le procure al campo del potere giudiziario. Perchè una volta che lo si sottrae al Potere Giudiziario (che per definizione è autonomo dal Potere Esecutivo nelle democrazie), ecco che diventa possibile soggiogare le procure al Potere Esecutivo. Perchè mai la separazione delle carriere è di tanto interesse dei politici, se non per poter soggiogare le procure? Avrebbero ben altre priorità in caso contrario, invece che avere questa ossessione pluridecennale tra le prime in ogni loro gerarchia di interessi.
E piace molto al popolo che vota un certo schieramento, sapere che fa il suo interesse non solo la loro parte politica, ma pure le procure soggiogabili ad essa. Per l’elettorato di CDX è una manna sapere che le Procure si occupino solo di perseguire gli immigrati, invece degli evasori; in generale dei reati degli altri e non dei propri.
Nella realtà la difesa ha molto più potere, perchè non ha gli obblighi della Procura. E difatti in Italia non abbiamo affatto un problema di eccessi di condannati innocenti, ma un’infinità di delinquenti che non si riescono a condannare per un’infinità di ostacoli, volti ad un eccesso di garantismo.
Procura e difesa non possono e non devono essere sullo stesso piano, perchè la Procura agisce senza interessi (facendo carriera ed essendo pagata indipendentemente dal suo agire). Invece la difesa è pagata dagli imputati e questo la rende non disinteressata all’esito del procedimento, anche se difende uno che meriterebbe la galera. Quindi, si confronta una parte disinteressata, contro una parte interessata e già questo è uno squilibrio.
In virtù di interesse e disinteresse detti, la difesa è di parte ed il PM è parte terza come il giudice. Ed è questo status di parte terza per entrambi che ne ammette la carriera in comune.
Al contrario di quanto asserisce lei, il PM non sarebbe più parte terza, ma parte interessata se uscisse dall’alveo del potere giudiziario. Il fine della separazione delle carriere, difatti è togliere i PM dall’alveo detto, perchè questo è per definizione autonomo dal potere esecutivo. Tolti i PM dall’alveo del potere giudiziario, sarà possibile assoggettarli al potere esecutivo e quindi allo schieramento politico del momento. A questo punto, i PM non saranno più parte terza, ma una parte faziosa, interessata a soddisfare il potere esecutivo.
Se venisse distrutta la magistratura almeno non ci sarebbero costi, invece probabilmente aumenteranno i costi e naturalmente anche la probabilità di corruzione e quindi di mancanza di giustizia… L’unica riforma necessaria sarebbe quella di rendere non obbligatori i gradi di giudizio successivi al primo e la possibilità di non procedere per i reati non penali in cui le spese sono superiori alle possibili pene pecuniarie…
Quasi 6 milioni di italiani in povertà assoluta, milioni di lavoratori che faticano ad arrivare alla fine del mese, crollo della produzione industriale e c’è chi si esalta sulla separazione delle carriere. Totalmente sconnesso dalla realtà.
La Meloni ha detto che “si realizza il sogno dei cittadini taliani”!
“un sogno per i cittadini italiani” ?? Io che sono una cittadina normale non conosco nessuno che si sia mai stracciato le vesti per questo. Credo anzi che la maggioranza degli italiani ignori proprio non solo il significato di questo ddl, ma anche che si stia discutendo in CDM. C’è una parte di paese che addirittura non sa nemmeno che ci siano le elezioni europee… ma di cosa stiamo parlando ?
Temo che la maggior parte dei cittadini italiani non abbia chiara neanche la distinzione fra magistratura inquirente e magistratura giudicante e a questo contribuiscono anche frasi come quella della PdC “assicurando i principi di indipendenza e parità tra accusa e difesa” (altro “pallino” di B.) che tradisce l’obiettivo finale di questa riforma: separare la magistratura inquirente dal Potere Giudiziario e fagocitarla nel Potere Esecutivo: così diventa intoccabile chiunque sia sostegno al governo e inquisibile chiunque sia contrario.
A parte Conte (disprezzato sostanzialmente da tutto l’italico popolo), tutti gli altri non fanno differenza e le mani lorde ce le continueranno a mettere.
Tajani esulta: “Coronato sogno di Berlusconi” Infatti lo candidano anche da morto. La necrofilia era una delle poche perversioni che mancavano al nostro parlamento. Son soddisfazioni!
Questo è il governo degli evasori, dei corrotti, dei corruttori, dei raccomandati, degli abusatori edilizi, … in breve dei paraculi e dei fessi. Il governo più dannoso di sempre.
Un paese fascio-mafio-piduista; che si ritrova nel sogno di un pregiudicato.
A raccontarlo si fa fatica a crederlo.
(I vari periodi sono stati tratti dalla posta di IFQ)
"Mi piace"Piace a 8 people
@Viviana Vivarelli..chapeau….!!!👏👏👏👏👏
"Mi piace""Mi piace"
L’argomento, lo ammetto, non mi appassiona. Come tutte le dispute infinite che in Italia diventano bandierine di parte. Quindi dico: Berlusconi, Gelli, certo. Ma anche Giovanni Falcone:
«Timidamente, dunque, e tra molte esitazioni e preoccupazioni, comincia a farsi strada faticosamente la consapevolezza che la regolamentazione delle funzioni e della stessa carriera dei magistrati del pubblico ministero non può più essere identica a quella dei magistrati giudicanti, diverse essendo le funzioni e, quindi, le attitudini, l’ habitus mentale, le capacità professionali richieste per l’espletamento di compiti così diversi: investigatore a tutti gli effetti il pubblico ministero, arbitro della controversia il giudice. Su questa direttrice bisogna muoversi, accantonando lo spauracchio della dipendenza del pubblico ministero dall’esecutivo e della discrezionalità dell’azione penale, che viene puntualmente sbandierato tutte le volte in cui si parla di differenziazione delle carriere.
Disconoscere la specificità delle funzioni requirenti rispetto a quelle giudicanti, nell’antistorico tentativo di continuare a considerare la magistratura unitariamente, equivale paradossalmente a garantire meno la stessa indipendenza e autonomia della magistratura, costituzionalmente garantita sia per gli organi requirenti che per gli organi giudicanti.
È unanimemente riconosciuto che i valori dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura non costituiscono un privilegio di casta, ma un necessario riconoscimento previsto al fine di garantire l’imparzialità del giudice e l’eguaglianza del cittadino di fronte alla legge; si tratta quindi di valori che debbono essere intesi non in senso formale, ma in funzione dei fini in vista dei quali sono stati riconosciuti.
Se così è, a me sembra che continuando a disciplinare unitariamente la carriera dei magistrati con funzioni giudicanti e quella dei magistrati requirenti, non si potranno cogliere normativamente le specificità delle funzioni requirenti e, quindi, non si potranno disciplinare adeguatamente quei passaggi centrali in cui in concreto si gioca l’autonomia e l’indipendenza del pubblico ministero; dal momento che non si può disconoscere che un giudice penale, ormai passivo e terzo rispetto all’esercizio dell’azione penale e alla attività di acquisizione delle prove, ha esigenze di indipendenza e di autonomia, identiche nella sostanza ma ben diverse nel loro concreto atteggiarsi, rispetto a un pubblico ministero che ha la responsabilità e l’onere, non solo dell’esercizio dell’azione penale, ma anche della ricerca delle notizie di reato e degli elementi che gli consentiranno di esercitare utilmente il suo magistero. Se non si porrà mente con attenzione a questo delicato aspetto della questione, si correrà il rischio – e già si colgono alcuni segnali in questa direzione – di impantanarsi in dibattiti estenuanti e fuorvianti su problemi che, pur essendo indubbiamente importanti (come ad esempio quello sulla obbligatorietà dell’azione penale), non colgono l’essenza della questione, che è quella di dare slancio e incisività all’azione penale del pubblico ministero, garantendo, però, l’indipendenza e l’autonomia di tale organo.
I valori di autonomia e indipendenza rapportati al ruolo del pubblico ministero nell’impianto complessivo della Costituzione, non equivalgono a sostanziale irresponsabilità.
E con ciò, ovviamente, non mi riferisco soltanto alle responsabilità penale, civile e disciplinare, connesse a violazioni di doveri di condotta espressamente sanzionati. Mi riferisco, piuttosto, alla responsabilità per la funzionalità degli uffici di procura e per la politica giudiziaria complessiva, che non può essere lasciata alla mercé delle scelte, prive di adeguati controlli, dei capi degli uffici – o peggio dei singoli magistrati – senza alcuna possibilità istituzionale di intervento. Tanto non giova alla resa del servizio- giustizia in termini di reale, coordinato e generalizzato contrasto delle manifestazioni di criminalità, e non giova nemmeno in termini di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; dato che, ad esempio, un evasore fiscale di Torino sarà perseguito, a differenza di quello di Palermo, perché il procuratore della Repubblica del luogo avrà privilegiato – nell’impossibilità di attivarsi per tutti i reati di competenza – la persecuzione di siffatte attività illecite, piuttosto che, ad esempio, della microcriminalità, senza dovere per questo rendere conto delle ragioni e dei criteri che hanno orientato la sua scelta. Ma ciò non giova neanche all’immagine della giustizia, che a fronte di interventi talora tempestivi soltanto per fatti di scarsa rilevanza sociale, e talora tardivi per episodi di elevata pericolosità, appare all’opinione pubblica come una variabile impazzita del sistema.
Mi rendo perfettamente conto che l’argomento è fra i più delicati e che merita attenta riflessione. Mi piace in proposito ricordare, che in sede di Costituente, proprio uno dei maggiori sostenitori dell’indipendenza della magistratura, l’on. Calamandrei, sul rilievo che un sistema di assoluta separazione della magistratura dagli altri poteri dello Stato presentava inconvenienti di segno opposto, ma non meno gravi, rispetto a quelli di dipendenza dall’esecutivo, propose la istituzione di un «Procuratore Generale Commissario della Giustizia», scelto tra i procuratori generali di Corte d’appello o di cassazione, nominato dal presidente della Repubblica su designazione delle Camere, con diritto di prendere parte alle sedute del Consiglio dei ministri con voto consultivo e responsabilità di fronte al Parlamento per il buon funzionamento della giustizia».
"Mi piace""Mi piace"
e meno male che non ti appassiona,
se ti appassionasse che scrivi?
l’Enciclopedia universal europeo-americana.?
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ah ah ah!
"Mi piace""Mi piace"
Puntualizzazione per IUESEI e lo stolto che ride. Ho postato il discorso di Falcone con spirito di servizio per il blog/bar che anche voi frequentate. Chissà, magari un avventore (non ubriaco come voi) ha voglia di leggere qualcosa di diverso da “la legge del pregiudicato Berlusconi” o “di Gelli” o “della Mafia”.
"Mi piace""Mi piace"
…detto da un fine giurista e costituzionalista quale sei tu, Vero?
Ma leggi quello che posti, oltre al copia incolla?
"Mi piace""Mi piace"
E tu CAPISCI quello che posto? Te lo rispiego. L’argomento non mi appassiona proprio perché non sono un “fine giurista”. Leggo, se mi gira bene, quello che posso e cerco di farmi un’idea. Non mi sentirai mai dire: ha ragione Tizio o ha ragione Caio. In soldoni non sono un ciarlatano come te.
"Mi piace""Mi piace"
“non sono un ciarlatano come te”
detto da uno che posta quello che non capisce
"Mi piace""Mi piace"
Che rancoroso (cit.) che sei Guasto…
"Mi piace""Mi piace"
E se ancora non avessi capito (con te le cose bisogna ripeterle almeno tre volte) te la metto cosi: NON SONO un fine giurista, ok? Sono un cittadino medio che sulle cose di giustizia si limita a informarsi come può e soprattutto quando gli va. Da anni leggo e sento Travaglio parlare della possibile riforma sulla separazione delle carriere. Il quadro è da fine del mondo. I pubblici ministeri saranno sotto il giogo del potere politico, l’indipendenza della magistratura verrà praticamente annullata, Nordio è istigato dal fu Berlusconi, dal fu Gelli, e dal fantasma di Totò Riina. Io cittadino medio mi dico: caxxo, ma qui c’è da scendere in piazza! E comincio a preparare le bandiere, gli striscioni e le trombette. Prima di uscire però, mi capita di leggere un vecchio articolo di Giovanni Falcone, quello esploso a Capaci con una bomba di tritolo per mano della Mafia. E lui dall’oltrtomba mi dice che si, la separazione delle carriere è una cosa delicata e ha sempre creato polemiche e inutili discussioni, ma che lui è a favore. Anzi, mi dice che è addirittura un bene che si faccia, e che ll’indipendenza della magistratura non verrà minimamente intaccata. Minchia! A quel punto io, cittadino medio, mi fermo. Rimetto nell’armadio bandiere, striscioni e trombette e mi dico: aspetta. Non sei un fine giurista come IUESEI. Prova, se ti va (non mi va) a capirci qualcosa di più.
Così va meglio?
"Mi piace""Mi piace"
insomma ti informi con Falcone attraverso una seduta spiritica
"Mi piace""Mi piace"
Posso essere d’accordo con le parole di Giovanni Falcone il quale, come è noto, nell’ambito dell’introduzione in Italia del processo con rito “accusatorio” (come nei paesi anglosassoni) vedeva ovviamente come conseguenza necessaria la separazione delle funzioni tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti. Ma a differenza di Nordio e della banda di cialtroni che ci sgoverna, Falcone aveva in mente un progetto nuovo per l’ordinamento giudiziario italiano che non era limitato soltanto alla “separazione delle carriere”, ma aveva tante misure e provvedimenti da intraprendere. Per esempio, Falcone chiedeva la possibilità per i PM (che nell’ottica falconiana dovevano diventare i dominus delle indagini) di infiltrare degli agenti informatori o “provocatori” in modo da rafforzare le indagini e il quadro probatorio. Nell’ambito della corruzione, delle indagini sulla criminalità organizzata, sull’evasione fiscale, Falcone vedeva il rito accusatorio (anche chiamato processo alla Perry Mason) come un’opportunità per dare più forza alle indagini dei PM salvando le garanzie per i Cittadini.
Niente di tutto questo c’è nella schiforma Nordio che spero verrà ampiamente bocciata al Referendum o cestinata dal prossimo governo.
"Mi piace""Mi piace"
A giudicare da quanto vedo scritto, sembra quasi che la riforma, se così la si vuol chiamare, proposta da Nordio sia già legge dello stato.
Il tentativo in atto di stampo piduista è indbbiamente pericoloso, se non eversivo ( Licio non può più rispondere), su questo non ci piove.
Ma la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e magistratura giudicante prevede la riforma di 4 articoli della costituzione
L’art 104 che disciplina il CSM sarebbe soggetto a modifica perchè i CSM diventerebbero 2
L’art 105 per assunzioni, trasferimenti, promozioni, provvedimenti disciplinari; vale quanto detto per l’art 104
L’art 107 che riguarda le garanzie dei magistrati; anche qui vale quanto detto per l’art 104
L’art 111 che garantisce il giusto processo, la garanzia di indipendenza dei magistrati
L’art 112 relativo all’obbligatorietà dell’azione penale dicono che non vogliono toccarlo.
Resta il fatto che la riforma epocale deve passare le forche caudine della maggioranza qualificata in parlamento o il referendum costituzionale.
Se dovesse passare, per una delle due vie, il problema non è più la riforma della giustizia, il problema diventano la maggioranza degli italiani, compresi gli astenuti che firmano cambiali in bianco.
Tra le varie riforme poste in essere da questo governo, giustizia, premierato e autonomia differenziata, quella più cogente è sicuramente l’autonomia differenziata perche tale riforma può essere fatta con legge ordinaria e il risultato sarebbe uno sfascio totale dei conti pubblici già mooooolto mal messi.
Poi ci sarebbe anche l’allargamento del divario Nord-Sud,; ma questo è solo un problema di tempistica.
L’autonomia differenziata non farebbe altro che accelerare i tempi; in sua assenza ci pensa il sud da solo a dare il suo contributo
"Mi piace""Mi piace"
Quante storie: hanno solo reso ufficiale quello che prima era ufficioso.
"Mi piace""Mi piace"
perchè non sorteggiare pure i parlamentari ? Basta creare un elenco nazionale di eleggibili (basterebbe alla bisogna superare un test di educazione civica e grammatica morale ). Si eviterebbero così le inutili elezioni politiche e il popolo diventerebbe finalmente sovrano.
"Mi piace""Mi piace"