Toti arrestato, ma davvero c’entrano le escort a Montecarlo? Ci siamo stati: ecco il reportage su quanto costa e come si organizza un weekend come un politico “corrotto” qualsiasi

(di Jacopo Tona – mowmag.com) – Come funziona la corruzione e quanto costa? Con tutto quello che sta succedendo in Liguria, abbiamo provato a rispondere a questa domanda almeno sul fronte degli scambi di “doni” sessuali. Così ci siamo informati su un preventivo da veri imprenditori: due notti allo stesso hotel di Montecarlo dove avrebbero soggiornato i soggetti coinvolti nell’inchiesta, in compagnia di una escort specializzata in clientela politicamente esposta. I prezzi e i dettagli? Eccoli, ma preparatevi a spalancare il portafogli…
L’arresto del governatore Giovanni Toti ha assunto i contorni di una mareggiata, di quelle che spesso affliggono la Liguria. A quanto pare, lo scandalo è andato anche oltre il confine segnato da Ventimiglia, fino al Principato di Monaco. L’ex presidente dell’Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini, attuale dirigente di Iren energia, stando alle indagini arebbe stato corrotto con soggiorni di lusso ed escort a Montecarlo, biglietti per tornei di tennis, fiches per giocare al casinò. Bella vita e turbofregne, in cambio del rinnovo di alcune concessioni e altri favori. Il tutto pagato da Aldo Spinelli, imprenditore ed ex presidente del Genoa e del Livorno Calcio. La solita favola italiana, alla quale anche noi abbiamo voluto partecipare. O meglio, abbiamo sognato di partecipare, essendo desolatamente con le pezze al cu*o e non in posizioni di potere. Per assaporare un po’ di dolce vita, abbiamo finto di voler organizzare un weekend in stile imprenditore o politico “corrotti”, prenotando una stanza allo stesso hotel in cui avrebbe alloggiato Signorini. Ovviamente, prenotando anche una escort. Preparate la calcolatrice e prendete carta e penna, come si faceva una volta. Il periodo delle elezioni si avvicina: se non sapete cosa fare al posto di andare a votare, questa è l’idea giusta per il vostro weekend elettorale. Una bella maratona sotto le coperte, altrochè maratone di Mentana. L’idea è questa: spacciarsi come assistenti di un noto imprenditore milanese. Telefonare alle escort. Chiedere i prezzi e le modalità di incontro, ma non solo. Il nostro imprenditore viaggia in compagnia di alcuni politici, e visto quello che succede ultimamente, la sicurezza non è mai abbastanza. Partiamo.

Partiamo dall’hotel, che è la cosa più semplice da prenotare. Se si è sfondati di soldi, beninteso. L’albergo in questione si chiama Hotel de Paris, e lo si può prenotare facilmente da Booking, il portale di prenotazione più utilizzato al mondo. Purtroppo, pur non essendo una bettola, risulta quasi sempre pieno. Abbiamo trovato un buco nelle date tra il 3 e il 5 giugno. Una suite vista città, nemmeno fronte mare, costa 4527 euro per due notti. L’equivalente di tre mesi di lavoro di un operaio metalmeccanico ben retribuito. Ovviamente abbiamo prenotato una doppia, che non vogliamo di certo portarci dietro i bimbi. Il prezzo si intende per camera, quindi a coppia. La colazione non è inclusa, e costa la bellezza di 60 euro a persona, per notte. Senz’altro sarà buona e abbondante, e magari il prezzo è giustificato dal fatto che ormai gli albergatori hanno capito che gli ospiti, di fronte ai buffet, diventano delle belve insaziabili. Per il resto, l’Hotel de Paris ha ben tre ristoranti al suo interno, e non osiamo nemmeno immaginare i prezzi del menù. Per cui dalla colazione diremmo di passare direttamente al dolce, ovvero al dopo cena.

Ed eccoci qua, a scrollare col pollice su e giù per i siti dove le escort caricano i loro annunci. La prima cosa che si capisce è il ricircolo: le ragazze seguono dei turnover ben precisi, dettati dal mercato e dalle leggi dei paesi ospitanti. Molte delle ragazze praticano il nomadismo. Due settimane a Cannes, due a Nizza, due a Montecarlo. Molte sono originarie dell’est Europa. Russe, moldave rumene, ucraine. Cominciamo a telefonare, e impariamo subito un altro fondamentale del puttanie*e d’alto bordo. Lasciate perdere le chiamate anonime, non vi risponderà nessuna. Le cose non vanno certo meglio usando le app di messaggistica dove puoi nascondere il numero, tipo Telegram o simili. Proviamo a contattarne una in questo modo e ci brucia al volo: “You fake idiot bla bla bla”. Letteralmente. Abbandoniamo la prima pretesa di anonimato e ricominciamo. In fondo le ragazze sono professioniste, e odiano i perditempo. Un’altra ci risponde laconicamente, in un italiano elementare. Ha 24 anni. “Tesoro amore” e tutto il resto. I prezzi non sono male, per un imprenditore come il nostro: 5000 euro per 24 ore. Però poi andiamo avanti con le domande sulla privacy, ma la ragazza non ci rassicura appieno. Non le è mai capitato, non sa dire. La riservatezza è garantita, certo, ma a noi serve qualcosa in più.

Alziamo il livello che siamo degli imprenditori, mica dei barboni. Qualcuna ha delle recensioni, qualcuna mostra una fotografia da vincitrice di concorsi di bellezza, con tanto di fascia. Ma a noi serve una vera professionista, il top di gamma. Eccola. Riservatezza totale: già sul sito specifica che non risponde nemmeno ai numeri riconosciuti. Prima bisogna mandarle un Sms con la richiesta di contatto, oppure una mail. Sembra quella giusta. Una ragazza mulatta, con un cespuglione di capelli, abbastanza appariscente. “Ciao, sto cercando di organizzare un weekend per un cliente importante, ci serve la massima privacy, ti posso richiamare?”. Ci mettiamo in contatto, e parla anche abbastanza bene l’italiano. Non per fare gli straccioni, ma visto che stiamo parlando di affari, iniziano con le tariffe. Una notte costa 2500. Il trattamento con cena e due giorni insieme costa 5000 euro. C’è anche il pacchetto da cinque giorni a 12500 euro, il costo di un’auto a chilometro zero. I prezzi si intendono all-inclusive, e comprendono tutti i tipi di servizio. Ce n’è per ogni gusto: feticismo dei piedi, frustate, piogge dorate, sculacciate con la pagaia. Chissà cosa sceglieranno di solito i personaggi di un certo livello? La ragazza ridacchia e ci spiega senza spiegare: di tutto. Questi sono i costi per una trasferta, la nostra professionista ha anche un appartamento nei pressi di Parigi, e se la si va a trovare c’è perfino uno chef che ti cucina il pranzo o lo spuntino, ovviamente afrodisiaco. Però ti devi pagare il parcheggio. Ma non è il nostro caso, noi siamo all’Hotel de Paris. A proposito, passiamo alla privacy. Questa è una professionista seria. In casi come il nostro si firma un contratto di riservatezza, che impegna a non divulgare assolutamente nulla della serata. Poi c’è il divieto di ripresa. Niente foto, niente video, niente social finché si sta in compagnia. Ci piace, e piacerebbe anche ai teorici del mondo desmartphonificato. Però se vuoi un ricordo della serata nessun problema, la ragazza si appoggia a un professionista che può venire a fare servizi fotografici o anche video. Il tutto vincolato dai contratti di privacy, per forza. La nostra escort organizza anche un servizio di trasporto di alto profilo, con professionisti del settore. Volendo, anche escursioni in yacht. Dovesse mai servire, offre anche un servizio di bodyguard, con dei gorilla personali. Su questo però non riesce a farci un preventivo immediato. Facendo una stima così, a naso, un weekend con fotografo e guardie del corpo potrebbe arrivare tranquillamente a 20000 euro. Stando bassi. Se poi ci aggiungiamo l’hotel, la colazione, i pranzi e le cene, si capisce bene che ad arrivare sui 50000 ci vuole un attimo. Se due notti in hotel costavano come tre mesi di uno stipendio medio, un weekend alla Signorini – sempre che siano accertate le responsabilità – vale quasi tre anni di lavoro di un operaio. Ma Signorini si nasce, non ci si diventa.

E che si può dire? Che siamo in una società delirante, bestiale, senza più alcun freno. Che bisognerebbe che davvero ci arrivasse sulla testa una bella bomba tipo Hiroshima e cancellasse questo cosiddetto Occidente del cavolo tutto spocchia e diseguaglianze. Altro che le malefatte della “nobiltà” dei secoli scorsi.
Questa nostra schifosa società si fonda sulla schiavitù, sulla massificazione e obnubilazione delle masse che devono tirare la carretta per mantenere questo esercito di maiali da ingrasso che invece di fare il loro dovere (parola di cui manco sanno il significato) grufolano come indemoniati in ogni truogolo per mangiare senza tregua mai sazi… ormai hanno perso i freni inibitori e sono totalmente avulsi dalla realtà che non si preoccupano più di nascondersi.
Fanno schifo, mostrano la loro faccia da c@lo senza vergogna, spavaldi, arroganti, sicuri di non pagare mai per le loro malefatte, tutelati da leggi inique che li innalzano al di sopra della plebe che viene vessata per ogni minimo sgarro al posto loro.
Mai come in questi anni mi sono sentita così umiliata, offesa, impotente e schifata di vivere in un paese inutilmente “il più bello del mondo” che, grazie ai maiali più ladri e corrotti al governo, è diventato il regno del malaffare, della corruzione e dell’ingiustizia.
SIATE MALEDETTI PER L’ETERNITA’
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Gentilissimo/a, il tuo sconforto è anche mio, però non pensare che un tempo non fosse così. Prima della mia nascita, ovviamente, non saprei dire – anche se quanto successo nel Vajont, una delle più grandi tragedie a livello mondiale per quanto riguarda la malagestione del… “volere economico” rispetto al “controllo politico”, qualche dubbio (ironico) lo fa venire – ma posso assicurarti che già negli anni ’80 corruzione e malaffare erano a livelli impensabili. Solo che non c’erano social e tante porch€rie non vennero alla luce. Però sotto il tappeto la spazzatura era davvero tanta. Difatti la storia politica di quei tempi (poi definita “prima Repubblica”) terminò in tangentopoli, non esattamente un gioco di società. O, forse, sì: società per azioni, società nei paradisi fiscali, società a delinquere, società a scopo di lucro e… soc…mell, all’Hotel de Paris. Non mi piace sottolineare sempre il marcio di questo mondo, anche perché – come cantava Frankie energy – ne faccio parte, ma ancor meno gradisco le menzogne. Buon week.
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@Pino Lucino, purtroppo tutte queste cose le conosco anch’io, forse sono stupida e idealista e non mi rassegnerò mai a questo schifo e al fatto che in Italia ci facciamo andare bene tutto pur di non rinunciare al nostro tran tran fatto di telefonini/tablet/PC ultimo modello, palestra, capi firmati, pizzeria/trattoria, auto, vacanze, ecc.
Gran parte di questo disastro ci è arrivata dagli Usa ma il ventennio di B. ha messo il turbo all’incenerimento neuronale di questo popolo che non aspettava altro per fare il salto di qualità: da servo affamato a servo venduto, o ansioso di vendersi (citaz.). Il colpo di grazia l’hanno dato purtroppo i social dove i de-neuronizzati si affacciano per autogratificarsi essendo ormai lo “struscio” caduto in disuso.
Quindi… No, non ce la possiamo fare. Nessuno abbandonerà il divano e la TV per andare a prendere i pezzi di m@rda che stanno rosicchiando le ossa di questo povero paese… anzi la maggior parte voterà di nuovo per questa “sottocane” e sarà pure soddisfatta.
E’ vero che la storia si ripete e nulla è cambiato ma questo anziché calmarmi mi rende ancora più idrofoba e inca§§ata! Saranno cavoli con le prossime elezioni, che guaio andare a votare sapendo che è inutile!
“Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare!” Mark Twain (forse ma non è certo).
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Hai ragione, difatti non andrò alle urne, come del resto non feci per un trentennio prima dei 5s, sostenuti per un decennio. Votare non serve a nulla, se non legittimare i ns. persecutori (dividi et impera). Dunque: andare a votare non ha utilità, dimostrazione 50 anni (forse più) di mala politica, dove si sono alternati (un attimo, guardo su wiki quanti!!!) 14 governi, con 4 leggi elettorali diverse. Non andare a votare – se non altro – consente al “qualunquista” di farsi i razzi propri in un giorno di festa. Insomma, viviamo di speranze. Chi si reca alle urne spera che il proprio partito vinca e migliori questo Paese e, per ottenere questo risultato, si augura che ai seggi si rechino il 90% dei cittadini. Speranza lecita ma illogica, in quanto una grande affluenza sposterebbe il risultato finale forse di un paio di punti, motivo per il quale NULLA cambierebbe. Chi si astiene “spera” (parlo per me e per chi la pensa come il sottoscritto) lo facciano la stragrande maggioranza degli italiani, così che un’astensione massiccia possa davvero provocare un terremoto politico, perché nessuno potrebbe sentirsi legittimato da… 10 milioni di elettori e, con pochi milioni di , non ci sarebbe da sorridere. Speranza lecita ma illogica, in quanto un’astensione dell’80% non è prevedibile; forse potrà accadere in futuro (ammesso non concesso esista un “futuro” nell’epoca del nucleare) quando noi non ci saremo più. Morale: chi vive sperando, muore cantando. Tutti felici e contenti, soprattutto chi ci prende per i fondelli, raccontando di essere diverso dagli altri. E noi – perché è sempre comodo credere a qualcosa, più difficile dubitare – come criceti, continuiamo a “girare la ruota”. Visto che oggi è domenica, concludo con un aforisma divertente, così da alleggerire la pesantezza di certi argomenti:
“Sono molti i preti che si danno alla politica, tanto i voti li hanno già presi.” 😉
Buona giornata.
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Sono storie vecchie come il mondo e Jacopo Tona fa benissimo a ricordaci come stanno le cose. Il sottoscritto, qualche mese fa (ironico), aveva lavorato in un porto turistico. Ebbene, in questo caso la frase è quanto mai appropriata, “ho visto (e sentito) cose che voi… Cipputi non potete nemmeno immaginare”. Anche da lì, oltre che dal militare, nacque la chiara avversione nel recarmi alla urne. Perché nell’ambiente portuale (come in quasi tutti i lavori) tutti sanno tutto e tutti sapevano che un “Baglietto” di oltre 30 metri, ovviamente intestato a società con sede a… Panama, era di **** (politico) ma comprata da **** (imprenditore). Parlo di… – cactus serve la calcolatrice…!!! – 44 anni fa. Di acqua, soldi, corruzione, favori, politici e, perché no, anche qualche troi@, sotto i ponti ne sono passati a raffica e, nonostante le “alluvioni” cui abbiamo assistito, nulla è cambiato, avendo sensazione, purtroppo, che mai cambierà.
Perché, come scrisse oltre 100 anni fa Prezzolini, “L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa”. Hasta la victoria ma vota Antonio La Trippa, siempre!! Prosit! 🍾
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Sarà che sono una donna ma la cosa che mi domando è: ma tutta questa fatica, tutta questa riservatezza, tutte queste decine di migliaia di euro più qualche regalino nelle boutique per la bagascia e qualche regalino per tener buona la moglie lasciata a casa, tutti questi spostamenti, preparativi, ingozzamenti, tutta questa selezioni di bella mensa un tanto al chilo per poi avere prestazioncine mediocri e brevi o magari imbottite di Viagra?!?! Ma ve lo immaginate Toti o quegli altri cialtroni a maneggiare quelle sgherre in lingerie? E mica sono Rocco Siffredi? Sono mediocri in politica, figuriamoci a letto! I trombatori virtuali…..che pena!
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*bella mensa = bella manza
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Non preoccuparti, oltre all’occhio anche la bocca vuole la sua parte!! 🍽🍕🍰🍾
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Difficile rispondere… Però credo che molte donne vivano la sessualità in modo diverso, soprattutto quelle della mia generazione o precedenti. Oggi è tutto diverso, non è un modo di dire ed è ironico come la vita sia davvero una “ruota che gira”. 😂 Sorrido perché ieri sera sono andato da un nipote (figlio di cognato), che abita in campagna, per tentare di vedere l’aurora boreale. Ha 26 anni e parlava della serata di venerdì, “bestemmiando” perché si era perso l’aurora boreale (che c’è stata, ben visibile al contrario di ieri) per andare a far serata in un locale. Più o meno le sue parole, “arrivano una serie di bambinetti e le ragazzine, che avranno avuto 15/16 anni, minigonne vaginali, stivali sopra le ginocchia, stacco di cosce incredibili… Ai nostri tempi non succedeva” 😂😂😂 Comunque, immaginare Toti in… tutù mentre si fa sculacciare da una valchiria venticinquenne, beh, parafrasando Concato, è davvero “una domenica bestiale”. 😂 Ad maiora, ci vorrà davvero poco!
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