L’INCHIESTA – La difesa. “C’è la totale tracciabilità dei soldi in entrata e in uscita”. Oggi davanti ai pm si avvarrà della facoltà di non rispondere

(DI MARCO GRASSO E VINCENZO IURILLO – ilfattoquotidiano.it) – Genova. Si indaga anche per finanziamento illecito ai partiti nell’inchiesta sul sistema Toti. La Procura di Genova sta passando al setaccio la rubrica degli imprenditori che hanno bonificato cifre importanti in favore del movimento e delle liste del governatore della Liguria, politico dalle percentuali elettorali modeste a livello nazionale, ma tra i più finanziati d’Italia, quasi 2 milioni di euro in diversi anni. Per ora il reato è contestato ufficialmente solo a Francesco Moncada, del Cda di Esselunga e destinatario di una misura interdittiva per corruzione, e a Maurizio Rossi, perquisito quattro giorni fa, editore della testata Primocanale, “per il pagamento occulto di alcuni passaggi pubblicitari sul pannello esposto sulla Terrazza Colombo”, di cui c’è traccia in alcuni passaggi dell’ordinanza di custodia cautelare per corruzione di Toti, del suo capo di Gabinetto, Matteo Cozzani, che risponde di corruzione elettorale con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, e dell’imprenditore Aldo Spinelli, tutti ai domiciliari. Mentre è finito in carcere Paolo Emilio Signorini, l’ex presidente dell’Autorità Portuale del mar Ligure Occidentale e oggi Ad di Iren (sospeso), corrotto da Spinelli con 22 soggiorni a Montecarlo e la promessa di un’assunzione da 300.000 euro annui a Roma a incarico concluso. Ieri Signorini è rimasto muto davanti al giudice. “Preferiamo prima leggere attentamente gli atti” ha spiegato il suo avvocato, Enrico Scopesi.
Tornando all’inchiesta per finanziamento illecito, è forse pleonastico precisare che la lista dei finanziatori di Toti non si limita ai due indagati noti, e comprende persone e aziende che non hanno nulla da temere se hanno seguito le procedure corrette (delibera degli organi societari e iscrizione in bilancio come contributo politico) e non hanno subordinato l’operazione a piaceri e favori illeciti. Ci sono costruttori, imprenditori marittimi, petrolieri, leader della grande distribuzione. Gli inquirenti ci stanno lavorando da anni, dal 2020, in seguito ad alcune operazioni sospette segnalate dall’Ufficio antiriciclaggio di Banca d’Italia. Come ha scritto il Fatto Quotidiano nel marzo del 2021, la Finanza ha chiesto a Moby di Antonio Onorato, Europam della famiglia Costantino, Waste Italia di Pietro Colucci “di fornire le delibere con cui negli anni scorsi i rispettivi Cda hanno autorizzato versamenti da decine di migliaia di euro a beneficio del Comitato Change e del Comitato Giovanni Toti – Liguria, entrambi legati al presidente della Regione Liguria”.
Colucci, come emerge dall’ordinanza, è indagato per corruzione nell’inchiesta madre: tra il 2016 e il 2020 avrebbe finanziato con 195 mila euro il governatore in cambio del “rilascio di autorizzazioni in materia di gestione delle discariche” e un fascicolo per finanziamento illecito iscritto nel 2021 nei suoi confronti è ancora aperto. E nelle carte notificate nei giorni scorsi si accende un faro anche sui finanziamenti di Luigi Alberto Amico, titolare di un’azienda di riparazione e manutenzione di navi: “L’immediata manifestazione di interessamento per la sua pratica – scrive il gip – faceva seguire l’elargizione di finanziamenti in favore del Comitato Toti”. Il 7 giugno 2021 “veniva riscontrato” un versamento di 30 mila euro “in favore del Comitato Toti (“di cui 10.000 transitati la settimana successiva sul conto ‘dedicato’ del presidente Toti)”. Anche questa è tra le operazioni sospette secondo Bankitalia.
Tra i finanziatori di Toti ci sono Msc di Aponte, Europam (controllata dai Costantino), Spinelli ma anche Sanlorenzo spa, Grimaldi holding spa, Officine Meccaniche Navali e Fonderie San Giorgio del Porto spa, Agenzia marittima Le Navi spa, Fratelli Cosulich spa.
Ieri il legale di Toti, Stefano Savi, ha fatto capire che anche il suo cliente si avvarrà della facoltà di non rispondere e ha anticipato un perno della linea difensiva: “Nessun illecito, era tutto tracciato e registrato”. Bisognerà capire se era così anche per i suoi finanziatori.
Io non ho capito bene quale sarebbe il reato contestato a Toti e ai suoi. Il lobbismo? Ma non mi risulta essere reato.
Visto che il finanziamento pubblico non c’è si è passati al finanziamento privato, stile USA. Se io sono una lobby (cioè una corporazione) e decido di finanziare Mario Rossi è logico che poi una volta eletto, Mario Rossi farà leggi a favore della corporazione che l’ha appoggiato. Si chiama lobbismo, basta dichiarare i finanziamenti.
La Coldiretti ha appoggiato, e non so se anche finanziato, il centrodestra nel 2022, il CDX ha vinto e infatti hanno fatto la legge contro la carne sintetica. È corruzione pure questa?
Seguendo la logica di questi PM tutto il Congresso USA dovrebbe stare in galera visto che ad esempio la NRA finanzia le campagne dei senatori repubblicani che poi infatti votano contro il bando ai fucili d’assalto.
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si parla pure di cene e vacanze nonché cerimonie di matrimoni pagati nonché di voti comprati alla mafia.Diciamo che è lobbismo all’ amatriciana.Morta¢¢i loro e de sti gargarozzoni che non si saziano mai
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Procura della Repubblica di Genova
Direzione Distrettuale Antimafia
COMUNICATO STAMPA
Ravvisato l’interesse pubblico nella divulgazione di informazioni riguardanti l‘accertamento di episodi di corruzione ritenuti essere stati perpetrati in occasione di consultazioni elettorali riguardanti la Liguria, nonché nell’ambito della Autorità di sistema portuale e della P.A. regionale, e fatta salva la presunzione di innocenza – in base agli artt. 27 della Costituzione, 6 della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, 47 e 48 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea – delle persone sottoposte ad indagini preliminari, nonché la possibilità per queste e per le aziende coinvolte (ma allo stato non destinatarie di contestazioni), di far valere, in ogni fase del procedimento, la propria estraneità ai reati per cui si procede
Si comunica che:
nella mattinata odierna militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari (coercitive ed interdittive) personali e reali emessa in data 06.05.2024 dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Genova, su richiesta della Procura della Repubblica depositata in data 27.12.2023.
nei confronti
di Paolo Emilio Signorini, già Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura della custodia cautelare in carcere),
del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (accusato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari),
di Aldo Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini e del Presidente della Regione Liguria),
di Roberto Spinelli, imprenditore nel settore logistico ed immobiliare (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria),
di Mauro Vianello, imprenditore operante nell’ambito del Porto di Genova (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti di Paolo Emilio Signorini),
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− di Francesco Moncada, consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A. (destinatario della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale e professionale, accusato di corruzione nei confronti del Presidente della Regione Liguria),
− di Matteo Cozzani, capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria, accusato del reato di “corruzione elettorale” (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dalla circostanza di cui all’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova, e di corruzione per l’esercizio della funzione, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari,
− di Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa, rappresentanti della comunità riesina di Genova, destinatari dell’obbligo di dimora nel Comune di Boltiere, accusati del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p. in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova,
− di Venanzio Maurici, destinatario dell’obbligo di presentazione alla p.g., accusato del reato di corruzione elettorale (art. 86 dpr 570/1960), aggravato dall’art. 416-bis.1 c.p., in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
Nei confronti di Signorini Paolo Emilio, Spinelli Aldo e Spinelli Roberto, il G.I.P. ha altresì disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni per un importo complessivo di oltre 570 mila euro, ritenuti profitto dei reati di corruzione contestati.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AI REATI DI CORRUZIONE
al Presidente della Regione Liguria si contesta di avere accettato da Aldo Spinelli e Roberto Spinelli le promesse di vari finanziamenti e ricevuto complessivamente 74.100 euro (40.000 euro erogati in data 8.12.21 e 9.12.21 al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 25.5.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; ulteriori 15.000 euro erogati in data 8.9.22 sempre al COMITATO GIOVANNI TOTI; e 4.100 euro erogati in data 10.3.23 quale partecipazione alla cena elettorale del 10.3.23 per Giovanni Toti) a fronte dell’impegno
– di “trovare una soluzione” per la trasformazione della spiaggia libera di Punta Dell’Olmo da “libera” a “privata”,
– di agevolare l’ter di una pratica edilizia relativa al complesso immobiliare di Punta Dell’Olmo di interesse di Aldo Spinelli e Roberto Spinelli e pendente presso gli uffici regionali,
– di velocizzare e approvare la pratica di rinnovo per trent’anni della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) pendente innanzi al Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, approvata il 2.12.2021,
– di assegnare a Spinelli gli spazi portuali ex Carbonile ITAR e Carbonile Levante (assegnazione avvenuta rispettivamente in data 7.6.22 e in data 19.12.22),
– di assegnare a Spinelli un’area demaniale in uso al concessionario Società Autostrade (ASPI),
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– di agevolare l’imprenditore nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter (approvata dal Comitato di Gestione in data 29.7.2022).
Al Presidente della Regione Liguria ed a Matteo Cozzani (capo di gabinetto del Presidente della Regione Liguria) viene contestato di aver accettato la promessa di Francesco Moncada, (consigliere di amministrazione di ESSELUNGA S.p.A.) di un finanziamento illecito rappresentato dal pagamento occulto di alcuni passaggi pubblicitari sul pannello esposto sulla TERRAZZA COLOMBO per la campagna elettorale comunale del 12.6.2022, a fronte dell’impegno di sbloccare due pratiche di ESSELUNGA pendenti in Regione relative alla apertura di due punti vendita rispettivamente a Sestri Ponente e Savona.
A Paolo Emilio Signorini, in qualità di Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, viene contestato di avere accettato da Aldo Spinelli utilità ed altre promesse di utilità a fronte dell’impegno
– di accelerare la calendarizzazione della pratica in Comitato di Gestione (da lui presieduto) di rinnovo della concessione del Terminal Rinfuse alla TERMINAL RINFUSE GENOVA S.r.l. (controllata al 55% dalla SPINELLI S.r.l.) e per aver rinnovato la suddetta concessione per trent’anni,
– di favorire Aldo Spinelli nella concessione di ulteriori spazi portuali nei rimanenti tre anni del suo mandato presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, e in particolare nella concessione delle aree Enel (ex Carbonile) e nella pratica del “tombamento” di Calata Concenter,
– di consentire ad Aldo Spinelli un’occupazione abusiva dell’area dell’ex Carbonile lato levante Nord e Sud in assenza di un titolo legittimante.
Le utilità sono consistite:
– nella consegna da parte di Aldo Spinelli di 15.000 euro in contanti a Paolo Emilio Signorini in data 14.7.2022,
– nell’avere Aldo Spinelli, nel periodo compreso dal 31.12.21 al 12.3.23, procurato a Signorini
22 soggiorni di lusso a Montecarlo presso l’Hotel de Paris di Monte Carlo, per un totale di 42 notti, comprendenti anche giocate al casinò e servizi extra quali servizi in camera, massaggi e trattamenti estetici, un posto tenda nella spiaggia della struttura alberghiera durante il periodo estivo e la partecipazione ad eventi esclusivi, quali la finale del torneo internazionale di tennis “Rolex Monte Carlo Masters” o serate a tema con annesso spettacolo musicale, riservate ai clienti più importanti del Casinò di Monte Carlo per un valore complessivo superiore a 42.000 euro,
nonchè fiches per effettuare puntate alla Casa da Gioco di Montecarlo, una borsa Chanel (regalo destinato a terzi) in data 31.12.2021 un bracciale in oro marca Cartier del valore di 7.200 euro (regalo destinato a terzi) in data 30.7.2022,
– nell’avere l’imprenditore offerto in data 28.1.2022 a Signorini un incarico con retribuzione pari a 300.000 euro all’anno una volta terminato il mandato quale presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale,
– nell’avere l’imprenditore offerto in data 16.12.2022 a Signorini la possibilità di disporre, durante un programmato viaggio a Las Vegas, di un’elevata quantità di denaro, attingendo dalle disponibilità delle carte di credito di Aldo Spinelli.
A Paolo Emilio Signorini viene contestato anche di aver ricevuto da Mauro Vianello (titolare del 54,19% delle quote dell’impresa SANTA BARBARA S.r.l., attiva nel settore degli affari concernenti i trasporti e le comunicazioni e
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specializzata nei servizi di Prevenzione, Vigilanza e Primo Intervento Antincendio nell’ambito del porto di Genova), a fronte di un provvedimento che disponeva l’aumento della tariffa oraria per le prestazioni del servizio integrativo della Società Santa Barbara S.r.l.,
– la disponibilità di un’autovettura di proprietà di Vianello per raggiungere e rientrare da Montecarlo nelle date rispettivamente del 15 e del 18 aprile 2022,
– il pagamento della fattura datata 27/06/2022 dell’importo di € 6.600,00 emessa a favore di Paolo Emilio Signorini dall’impresa incaricata dell’organizzazione del banchetto nuziale della figlia di Signorini,
– un Apple watch del valore di 439 euro (regalo destinato a terze persone – acquisto effettuato in data prossima al 1.8.2022), – un soggiorno nell’appartamento di proprietà di Vianello dal 3.8.2022 al 10.8.2022, messo a disposizione dall’imprenditore alla moglie e alla figlia di Paolo Emilio Signorini.
SECONDO LA PROSPETTAZIONE DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, QUANTO AL REATO DI C.D. CORRUZIONE ELETTORALE (ART. 86 DPR 570/1960)
A Matteo Cozzani quale coordinatore regionale della campagna elettorale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente”, Italo Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa, quali rappresentanti della comunità riesina di Genova, viene contestato (in concorso con il presidente della Regione Liguria, per il quale non è stata chiesta alcuna misura cautelare/interdittiva in relazione a questo delitto) il reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960). In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 costoro sono accusati di aver promesso posti di lavoro ed il cambio di un alloggio di edilizia popolare per convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova (almeno 400 preferenze) e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente”, nonché verso l’indagato Stefano Anzalone ed alcuni altri candidati della predetta lista (QUESTI ULTIMI NON SOTTOPOSTI AD INDAGINI).
A Italo Cozzani, Maurizio Testa e Arturo Angelo Testa (NON ANCHE AL PRESIDENTE DELLA REGIONE, non essendo emersi elementi a suo carico) è contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p., per aver commesso il reato di corruzione elettorale al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Italo Maurizio Testa, Arturo Angelo Testa, in concorso con Stefano Anzalone, quale candidato al Consiglio regionale per la Lista “Cambiamo con Toti Presidente” (nei confronti del quale non è stata formulata alcuna richiesta di misura cautelare con riferimento al reato di cui all’art. 86 DPR 570/1960).
In occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020 questi promettevano posti di lavoro a più persone per far convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova e comunque siciliani verso la lista “Cambiamo con Toti Presidente” e verso il candidato Anzalone Stefano. Anzalone offriva ai fratelli Testa il sostenimento delle spese di vitto e soggiorno in Genova dei predetti fratelli nel periodo compreso tra il 10 ed il 19 settembre 2020). Il reato è aggravato (per quanto concerne i fratelli Testa, NON ANCHE PER ANZALONE) per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
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Analogo reato di c.d. corruzione elettorale (art. 86 DPR 570/1960) viene contestato a Venanzio Maurici. Quale elettore e referente “genovese” del clan Cammarata del Mandamento di Riesi, in occasione delle consultazioni elettorali della Regione Liguria del 20 e 21 settembre 2020, per dare il proprio voto alla lista “Cambiamo con Toti Presidente”, accettava la promessa di un posto di lavoro in favore del compagno convivente della figlia. All’indagato viene contestata l’aggravante di cui all’art. 416-bis.1 c.p. per essere stato commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del Mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.
L’indagine scaturisce da una trasmissione di atti per competenza proveniente dalla Procura della Repubblica della Spezia che ha svolto indagini in un procedimento collegato, nell’ambito del quale in data odierna è stata data esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale della Spezia.
Gli indizi a carico degli indagati sono stati raccolti nel corso di attività di intercettazione, pedinamento ed osservazione, adottate successivamente alla trasmissione degli atti da parte della citata Procura della Repubblica.
L’indagine, inizialmente concentrata su ipotesi di corruzione elettorale, si è successivamente sviluppata su specifiche vicende riguardanti:
– finanziamenti (ritenuti illeciti) per la compagine politica facente capo al presidente della Regione Liguria;
– erogazioni (ritenute illecite) di varie utilità in favore dell’ex presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale;
– l’individuazione delle determinazioni sollecitate, promesse e/o adottate dagli indagati pubblici ufficiali a fronte dei finanziamenti/utilità ricevuti.
Sono in corso altresì perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica
Genova, 7 maggio 2024
Il procuratore della Repubblica
Nicola Piacente
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Miiiiiiiiiii…. Grazie, Viviana! 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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Ma infatti!
Uno paga e si prende una spiaggia, un appalto, una concessione, un pezzo di demanio … sdoganiamo la corruzione, è una pratica democratica, ce l’hanno anche in America!
Basta con questa fissa delle leggi e dell’uguaglianza democratica, il mondo deve essere di chi paga, e i fessi che non corrompono devono morire poveri, è giusto!
Fa piacere sentire che ci sono ancora persone sensate in giro.
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Non mi hai capito. Il punto è distinguere tra il lobbismo e la corruzione, la linea di demarcazione qual è? Ci sono fior di avvocati e giuristi che da anni dicono che la linea è molto sottile. Se una lobby finanzia la campagna di un politico lo fa perchè ovviamente si aspetta favori, ma favori legali. In America le leggi sulle lobby sono molto stringenti e si impone la trasparenza massima. In Italia invece per la furia populista si è abolito il finanziamento pubblico ma di fatto si criminalizza pure quello privato. Ma allora come si finanzia la politica? O possono farla solo i ricchi a questo punto?
Si può parlare di corruzione se c’è un arricchimento personale.
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Domenico sei un politico immagino, o magari un lobbista, o un parente di toti?
Comunque hai ragione, la linea è sottile, ma qui siamo parecchio oltre la linea e se hai il dubbio te lo levo io: è corruzione bella e buona, infatti toti è stato arrestato. Aggiungo che se la magistratura fosse onniscente toti sarebbe stato arrestato probabilmente già da bambino.
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Davvero un grande esempio quello USA!
Essere un sistema di potere e finanziare l’ascesa politica di pupazzi, al fine da illudere le masse di vivere in una democrazia, che legifereranno a esclusivo interesse del finanziatore è una DITTATURA.
Non è che, da servi quali siamo, dobbiamo proprio trasformare completamente il nostro paese nella pedissequa replicazione del wc degli USA.
Toti, in cambio di denaro e voti, aggiustava autorizzazioni, appalti e concessioni a beneficio dei suoi Padroni che, ed è sufficiente una semplice deduzione, ha reso anche Padroni nostri e ai danni nostri.
Toti è un traditore delle Istituzioni, del mandato conferito dagli elettori e di tutti i cittadini italiani.
Che poi questa storia finirà in nulla, ovvero senza alcun annullamento dei benefici ottenuti dai suoi sponsor e senza danno alcuno con risarcimento e sequestro dei patrimoni societari e personali di questi mafiosi, nessuno dubita: stanno sdoganando la mafia istituzionalizzata e alla luce del sole e la chiamano “lobbismo”.
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Ma allora tu sei favorevole al totale finanziamento pubblico, giusto? No, perchè di solito quelli che ragionano come te sono gli stessi che parlano di casta e che si batterono per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
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Evidentemente non hai capito che il mio discorso è assai più ampio e radicale della questione finanziaria dei partiti fantoccio.
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tanto sappiamo benissimo che vi siete appropriati di diverse unità immobiliari dalla versilia alla Liguria, mica per caso , vi siete assicurati il futuro anche se non saret
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Domenico della Valle incantata è un minchione!
Un michione ed un provocatore.
Lo sanno anche all’asilo che se tu dai una caramella per ottenere un giochino che non ti spetta, si tratta di corruzione.
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sono spariti due commenti:
la risposta Della Valle Incantata
e la mia di seguito.
Cos’è, ad INFOSANNIO non piacciono le diatribe e sceglie anche i commenti oltre agli articoli??????
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