I POSTI A TARQUINIO & C. – Avendo servito il Pd, ora Topo attende di essere riverito: “Mi vuole il partito di Napoli e chi sono io per dire di no? “

(DI ANTONELLO CAPORALE – ilfattoquotidiano.it) – Conoscete Raffaele Topo, detto Lello, figlio di Francesco, detto Ciccio, da Villaricca, provincia di Napoli? Per ragioni che vi spiegheremo tra qualche rigo, Elly Schlein, per via della fame di voti che affligge il Pd, deve fare in modo di non scontentare Topo, già sindaco appunto di Villaricca per dieci anni, già consigliere regionale della Campania per due mandati, già deputato per una legislatura. Lello è un democristiano di notevole fattura, figlio prediletto di Ciccio, autista personale di Antonio Gava, viceré di Napoli e capo dei dorotei, ma siamo al secolo scorso. Attualmente, e il fatto ha dell’incredibile, Lello – benché gonfio di voti – è disoccupato.

“Con le preferenze vado forte, ho sempre vinto e raccolto il meglio. Mi sono immolato alle scorse elezioni facendomi maciullare dall’immondo Porcellum per spirito di servizio. Col Porcellum non conta chi sei, dove abiti, quanti amici hai al tuo fianco, quanti voti da raccogliere. Conta solo il posto in lista. Ho aiutato Roberto Speranza, che era davanti a me, a vincere la scommessa, sono stato soldato tra i soldati”.

Avendo servito il Pd, ora Topo attende di essere riverito: “Mi vuole il partito di Napoli e chi sono io per dire di no? E il fatto che finalmente si giochi con le preferenze mi fa essere più ottimista, volitivo, speranzoso”. Topo è una macchina di voti che ingombra il tavolo senza dividere buoni e cattivi. Fanpage l’ha fotografato a una cena elettorale con imprenditori e amministratori dal passato complicato. “Tutto falso, ho smentito dettagliatamente”.

Al sud si candida la segretaria, e deve essere la più votata, poi c’è Antonio Decaro, il sindaco di Bari, e deve essere secondo. Poi Lucia Annunziata, giornalista di grande popolarità. E poi? “Poi forse io, ma metto il forse perché sono rispettoso della gerarchia e accetto le decisioni”, dice Topo. Lello è un facilitatore di consorzi, un raccoglitore di assemblee Asl. Ma se c’è Topo, il pensiero illuminato e borghese dei volti che dovrebbero far bello e soprattutto di sinistra il Pd, dove va a finire? Marco Tarquinio, l’ex direttore di Avvenire, chiamato a dare peso all’anima pacifista e cattolica è sotto il fuoco incrociato dell’opposizione interna, la corrente di Bonaccini, il presidente del partito. Tarquinio sarebbe stato dichiarato non gradito in Toscana. Nel caso, dal centro Italia emigrerebbe – per trovare ruolo e vigore – verso sud, ma qui appunto c’è l’onorevole Topo.

Il Pd veleggia intorno al 20 per cento nella media nazionale, al Sud scende al 17 e con questa percentuale sono solo quattro le candidature vincenti.

Schlein è la segretaria e dev’essere votata da tutti, poi c’è il sindaco di Bari che è un’altra presenza a forte intensità di voti. E siamo a due. E Lucia Annunziata? Riceverà l’aiuto del partito ma anche il sostegno del presidente della Campania De Luca che con lei ha un’antica amicizia e soprattutto un sentimento di affetto che ha nutrito verso il papà di Lucia, tesoriere della federazione del Pci di Salerno al tempo in cui proprio De Luca ne era segretario. E siamo a tre.

Il quarto dovrebbe essere, mannaggia, proprio Topo, ma se è lui non c’è Tarquinio. E allora la Toscana dovrebbe accoglierlo, sciogliendo la riserva. Se la Toscana si impunta e lo fa emigrare? E se emigra, e ammesso Schlein scelga poi di rinunciare al seggio, ci sarebbe Pina Picierno, eurodeputata uscente e vicepresidente del Parlamento, da sistemare. E qui di nuovo siamo al punto: e Topo?