(DI ANTONIO D’AMORE – ilfattoquotidiano.it) – Teramo. Come se non bastassero i manifesti dei candidati alle Regionali, sui muri del Teramano, tra i sei per tre dei candidati presidenti Marsilio e D’Amico, sono comparsi all’improvviso anche manifesti che rivelano una verità inquietante: “Bergoglio non è il Papa”. I teramani, già alle prese con la difficile scelta del futuro presidente della Regione, costretti anche a sopravvivere all’orda famelica dei candidati che hanno battuto il territorio palmo a palmo, con alluvione di propaganda social e sterminio di porchette, proprio non se l’aspettavano di doversi porre anche il problema della Santa Sede. Eppure, la notizia clamorosa è lì sui muri della città, con tanto di timbro comunale delle pubbliche affissioni, benché qualcuno ventili il sospetto che, da quei manifesti, trasudino gli estremi di un vilipendio della religione o, quanto meno, del reato di “offese all’onore o al prestigio di un Capo di Stato”, se non addirittura di un reato previsto nei Patti Lateranensi del 1929: “Le offese e le ingiurie pubbliche commesse nel territorio italiano contro la persona del Sommo Pontefice con discorsi, con fatti e con scritti, sono punite come le offese e le ingiurie alla persona del Re”. Il re non c’è più, ma il Papa sì. E il reato anche. Vilipendi o meno, quei manifesti hanno incuriosito non poco i teramani, tanto che si è aperta la caccia all’autore, che ha portato alla scoperta dell’anti-papa locale, ovvero Fabrizio Filipponi, già noto alle cronache perché 5 anni fa ebbe il desiderio di tentare la sorte, candidandosi sindaco del Comune di Sant’Egidio alla Vibrata, alla guida della lista del Popolo della Famiglia. Raccolse solo 75 voti, ma cominciò la sua “crociata”, che così motiva: “… in Italia è attivo un dibattito – censurato dal mainstream – incentrato sulle dimissioni di Benedetto XVI: la Declaratio non sarebbe una abdicazione: si sarebbe verificata la sede impedita alla guida del Vaticano. Questa condizione è contemplata nel diritto canonico…”. Il fatto che il papa emerito Ratzinger adesso riposi nelle grotte vaticane sembra ininfluente per il “crociato” teramano, che considera viziata ab origine l’elezione di papa Francesco. Il sospetto, però, è che tutto questo sacro furore religioso, sia in realtà anche un tentativo di lucrare visibilità, in vista magari di una nuova candidatura. A giugno, a Sant’Egidio si vota…