I giudici di sorveglianza: “A Roma uscite notturne e incontri con imprenditori e politici”

(Valeria Pacelli e Vincenzo Bisbiglia – ilfattoquotidiano.it) – Denis Verdini entra in carcere. Di nuovo. E stavolta ci ritorna perché ha violato le prescrizioni dei domiciliari: stava scontando la pena definitiva a sei anni e mezzo per il crac dell’ex Credito Cooperativo Fiorentino (Ccf). E dai domiciliari – secondo i giudici – continuava a fare il “Mr. Wolf” della politica italiana, colui che tutto risolve, stavolta però nelle retrovie, tra i tavoli del ristorante “Pastation” del figlio Tommaso. Perché se a Firenze l’eterno Denis aveva rispettato le regole imposte, una volta a Roma, dove era stato autorizzato ad andare per le visite odontoiatriche, non ha resistito: partecipava a cene, parlava al telefono con soggetti estranei al suo nucleo familiare, incontrava dirigenti, politici e imprenditori. E così ieri il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso che deve tornare in carcere.
È stato il Fatto a settembre a rivelare l’inchiesta romana per evasione a carico dell’ex senatore. Mentre indagava sul figlio per altre vicende, la Guardia di Finanza aveva notato e ascoltato la presenza del buon padre di famiglia.Denis era stato autorizzato a seguire le cure dal suo dentista di fiducia nella capitale e dunque poteva dormire a casa del figlio.
Una volta a Roma però gli investigatori lo hanno visto il 26 ottobre 2021 alle 20.30 al “Pastation” con il figlio, l’ex Ad di Anas Massimo Simonini, l’imprenditore ed ex politico Udc Vito Bonsignore e Fabio Pileri, socio di Tommaso nella Inver. Si intratteneva in una saletta riservata dove viene rivisto il 30 novembre 2021: stavolta alla presenza del figlio, di Simonini e di Pileri, ma anche del sottosegretario leghista al Mef Federico Freni. “Quando ho visto Denis non sapevo che fosse ai domiciliari né tantomeno conoscevo le prescrizioni”, aveva detto il sottosegretario al Fatto. E di nuovo l’11 gennaio 2022 Denis viene visto entrare a casa del figlio con Pileri e Simonini. Questi tre incontri sono costati all’ex senatore l’accusa di evasione.
A dicembre poi scattano i domiciliari per il figlio Tommaso per altre vicende: è indagato in un’inchiesta sui presunti appalti Anas pilotati. Anche Denis è iscritto per corruzione, ma non è raggiunto da misure.
Intanto gli atti da Roma arrivano a Firenze. Tra questi c’è un’annotazione della Finanza che riassume “conversazioni e incontri non autorizzati di Denis Verdini”. Per gli investigatori il 26 febbraio 2022 Verdini “viene costantemente informato telefonicamente delle attività della Inver”, il “30 marzo 2022 incontra Pileri”, con il quale conversa il 12 aprile, il 3 giugno e il 12 luglio 2022 (circostanze queste non contestate). In udienza a Firenze, Denis – ricostruisce il Tribunale – ha detto che pensava “fosse lecito parlare con ‘soci’ e ‘conoscenti’ del figlio al quale aveva dato consigli per aiutarlo nella sua attività imprenditoriale, come un qualunque padre avrebbe fatto”. I suoi legali poi hanno spiegato che gli incontri contestati erano solo tre e che risalivano ad oltre due anni prima, inoltre l’ex senatore oggi è ultrasettantenne e ha problemi di salute, come una “cardiopatia ischemica cronica”. Per i giudici di sorveglianza “gli atti di indagine (…) documentano una vita sociale e di relazione impegnativa comportante uscite notturne, incontri con imprenditori, politici e pubblici funzionari che sembrano smentire una condizione di salute critica quale quella descritta dal consulente”. Non solo. I giudici parlano di un “fondato dubbio (…) che le autorizzazioni richieste (…) al Magistrato per svolgere le lunghe e ripetute cure dentarie a Roma fossero in realtà uno strumento per poter più facilmente eludere il vincolo delle prescrizioni”.
E così Denis ieri è tornato in carcere, stavolta a Sollicciano. A Rebibbia dopo la condanna per il crac dell’ex Ccf era entrato a novembre 2020. Ci era rimasto tre mesi: a gennaio gli erano stati concessi i domiciliari per il Covid. Nel frattempo è arrivata un’altra condanna: 5 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta nel fallimento della Società Toscana di Edizioni. Dovrebbe finire di scontare la pena nel 2032.
Mr. Denis saprà risolvere anche questo problema.
MATTEO SALVINI IN CARCERE A SOLLICCIANO (FIRENZE) FA VISITA A DENIS VERDINI

(ANSA) – Matteo Salvini si è recato stamani nel carcere di Sollicciano dove da ieri è recluso Denis Verdini, l’ex senatore di Ala, padre di Francesca, compagna del leader della Lega. Da quanto appreso Salvini, che come ministro può accedere al carcere, ha visitato il penitenziario e poi ha incontrato, nella sala colloqui, Verdini, dopo essere stato autorizzato dalla direttrice del carcere fiorentino Antonella Tuoni. Da quanto appreso al momento l’ex senatore di Ala, a cui sono stati revocati i domiciliari per averli evasi, si trova in quello che è chiamato il percorso di accoglienza per chi entra in carcere. Dovrà essere poi deciso come e dove collocarlo.
Si potrebbe tenerlo in galera al 41 bis, ma andrebbero a trovarlo i suoi sodali parlamentari come già avvenuto in passato.
No, non credo sia possibile tenerlo lontano dai guai!
A meno che…
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Buttare le chiavi no?
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MATTEO SALVINI IN CARCERE A SOLLICCIANO (FIRENZE) FA VISITA A DENIS VERDINI
MA NON SI VERGOGNA NEMMENO UN PO’ il capitone?
Dovrebbe schifarlo e invece va lì come se fosse un martire del giustizialismo!
L’aveva già fatto nel 2020, se ricordo bene.
Per me dovrebbero chiudere dentro anche questo soggetto, si approfitta indegnamente della carica di ministro per poter fare gli affari di famiglia!
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Ma nessuno pensa mai alla vita di mierda di quella povera donna, con un padre come Verdini e un fidanzato come Salvini ? 😧
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Be’ per padre ok: mica se lo è scelto. Ma il “fidanzato” ….
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Povera Cenerentola 🤔
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