Propongono alle vittime “pratiche magiche” e finiscono derubandole o violentandole. Un fenomeno che Covid e social hanno aumentato

Viaggio tra sette e santoni d’Italia, tra pratiche magiche e schiavitù: ecco come funziona e chi è più a rischio

(NICCOLÒ ZANCAN – lastampa.it) – Sette sataniche. Sette religiose. Sette motivazionali. Sette del «potenziale umano». Sette che inghiottono persone, risparmi, famiglie, intere esistenze. Per capire davvero come va a finire, serve pelo sullo stomaco. Serve, per esempio, leggere il capo di imputazione della «psico setta delle bestie» che si riuniva a Cerano, fra Piemonte e Lombardia. Il processo è in corso. Il capo si chiamava Gian Maria Guidi, detto il dottore. È morto a marzo del 2023, all’età di 79 anni. Dieci le vittime, reati così: «Le applicava delle mollette sui capezzoli e sul clitoride, la frustava e a volte le urinava addosso, con la scusa che voleva sottometterla tramite il dolore fisico per annientare l’io e farle vedere i colori». Le chiamavano pratiche magiche. Doveva essere il modo «per accendere il fuoco interiore». Erano violenze sessuali di gruppo. «Con l’aggravante di aver adoperato sevizie consistenti in congiunzioni con animali, penetrazioni anali con oggetti disparati, bruciature, morsi e piercing praticati a freddo nelle parti intime». Così c’è scritto, anche, in un caso: «Con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di persona minore».

Le storie delle sette finiscono sempre allo stesso modo. O con una persona spogliata di tutti i suoi averi, o con una persona abusata sessualmente. Spesso queste due cose insieme. Sono scelte che uccidono.

Il caso della signora Roberta Repetto, insegnante di yoga, operata per un neo che in realtà era un melanoma su un tavolo da cucina di un centro olistico a Borzonasca in Liguria. Operata senza anestesia, per volere del santone Paolo Bendinelli e per mano del medico Paolo Oneda. Curata per due anni con meditazione e tisane zuccherate, è morta per le metastasi. È in corso il processo d’appello. Il procuratore ha detto: «La signora Repetto era stata resa schiava».

Così va a finire. Non sono più solo associazioni segrete, spesso le sette si nascondono dietro il paravento di attività legali: centri di meditazione, dietologi, centri yoga, corsi di auto potenziamento. «Tutte le vittime cercano rassicurazioni. Possono essere più o meno giovani, più o meno istruite. Ma questo è il tratto comune: bisogno di rassicurazione e di appartenenza». La psicologa forense Lorita Tinelli è una delle massime esperte italiane del fenomeno. Da 25 anni lotta contro gli abusi dei santoni. A lei il compito di definire una setta: «Quando all’interno di un gruppo c’è un’ideologia radicalizzante ed estrema voluta da un leader carismatico accentratore, un’ideologia che viene assorbita in maniera acritica. In questi gruppi il resto del mondo viene visto con disprezzo. Chi è dentro ritiene di essere nella verità assoluta».

L’unico censimento ufficiale del governo risale al 1998: le sette in Italia erano 38. Oggi sono diventate almeno 500. «La pandemia e i social hanno peggiorato le cose», dice ancora Tinelli. Quali sono le ultime evoluzioni? Risponde la giornalista Giorgia De Carolis, che da due anni cura un podcast sull’argomento: «La novità sono le sette del potenziamento. Le vittime sono soprattutto giovani studenti che vogliono eccellere. Vengono adescati fuori dalle università. La proposta è un corso di memoria. Ma finiscono dentro un’organizzazione piramidale a reclutare altre vittime».