(Dott. Paolo Caruso) – E’ stato ucciso probabilmente avvelenato l’acerrimo oppositore di Vladimir Putin, il quarantasettenne Aleksej Novalny, che era rinchiuso con una condanna di trent’anni nella colonia penale “Lupo polare” situata nell’Artico russo. Una vicenda umana e politica che mette in luce le forti restrizioni, le attività persecutorie e le torture nei confronti degli oppositori attuate dal regime russo di Putin. Ogni anelito di libertà viene soffocato sul nascere e tutto viene avvolto da una cortina impenetrabile. Impenetrabile come il mistero dell’ora della morte di Navalny, le cause del decesso, “sindrome della morte improvvisa”, una vera falsità, e ancor di più il mistero della scomparsa del cadavere. Anche da morto il grido di Aleksej Navalny risuona esplosivo e assordante da oltre le tundre del Circolo polare Artico dove era stato internato e rimbomba come una valanga nelle coscienze e nei cuori degli Uomini liberi. Perseguitato, incarcerato più volte, e anche avvelenato era voluto rientrare dalla Germania nella sua Russia per dare voce autorevole a chi non l’aveva. Ma stavolta il Davide che ha voluto sfidare Golia e il suo regime repressivo e criminale ne è rimasto sconfitto. Putin ha agito da par suo, relegandolo in un penitenziario a duemila kilometri da Mosca oltre le tundre del Circolo Polare Artico, dove sperava che non facesse più notizia. Certamente si sbagliava! Oggi, alla sua morte, quella voce è urlo planetario. Come tanti birilli Putin aveva pianificato gli oppositori, eliminandoli con la sagacia del ragno che tesse la tela. Navalny è l’ultimo in ordine di tempo. Con sevizie e sicuramente con qualcos’altro, che forse non riuscirà a superare la rigida cortina di silenzi e menzogne, hanno cercato di spegnere la voce più autorevole della dissidenza al regime corrotto e poliziesco di Putin e dei suoi oligarchi. Una voce che però del Sangue è diventato grido di Libertà. Molte manifestazioni di dissenso contro il regime e accuse dirette a Putin per l’assassinio di Navalny si sono tenute a Mosca, a San Pietroburgo e in diverse città dello sconfinato Paese, tutte soffocate da centinaia di arresti. Così il regime risponde al dissenso, attuando la repressione sistematica delle libertà e l’indebita limitazione dei diritti civili. Il mondo libero ha reagito con sprezzo alle notizie che arrivavano da Mosca e tanti cittadini hanno manifestato spontaneamente davanti all’ambasciata russa dei diversi Paesi in segno di solidarietà a Navalny e a tutti gli oppositori del regime. Bisogna sempre tenere alta la bandiera della libertà e della democrazia anche nel mondo occidentale perché nulla è scontato e le guerre che insanguinano interi territori a noi vicini ne sono la dimostrazione.