Protocollate le dimissioni da sindaco di Terni annunciate ieri. Ora l’ex parà ha venti giorni per ripensarci: “Ma qualcuno in Alternativa popolare deve farsi un esame di coscienza”

(di Antioco Fois – repubblica.it) – PERUGIA – Nel day after di Bandecchi c’è ancora un Bandecchi a tutto campo. L’annuncio delle sue dimissioni da sindaco di Terni, innescate su Instagram come una bomba politica, non gli ha tolto il gusto della polemica e del turpiloquio associato alla risata.
Una mossa a sorpresa quella di ieri, giocata nel tardo pomeriggio, che a Palazzo Spada ha seminato stupore, lasciando prima ipotizzare lo scherzo di carnevale e poi campo libero alle interpretazioni.
Il sindaco ex parà, livornese fumantino, che ha fatto parlare di sé per le risse in consiglio comunale, smentisce l’ipotesi della clamorosa boutade e punta il dito alle logiche locali della sua Alternativa popolare. Il suo colpo di teatro sui social sarebbe da ricondurre ad appetiti politici montati tra i suoi nelle ultime settimane. Zavorra di personalismi che, dice, costringerebbe a una quota troppo bassa la sua idea di politica e di città.
L’atto di dimissioni “è stato protocollato stamattina”, rivela il sindaco dimissionario a Repubblica e la miccia dei termini, dopo i quali saranno effettive, ha iniziato la sua corsa di venti giorni. Nel mentre, il primo cittadino ha facoltà di ripensarci, altrimenti a Terni sarà commissariamento, fino a nuove elezioni.
Sindaco Bandecchi, ma cos’è successo ieri?
“Niente di particolare, semplicemente mi sono accorto come anche Alternativa popolare a Terni stesse iniziando ad avere le stesse logiche dei partiti che negli ultimi trent’anni hanno rovinato l’Italia”.
Cosa significa?
“Le lotte servono per il miglioramento della vita dei cittadini e non per una poltroncina affidata pro tempore. Ho voluto dare un segnale preciso affinché, chi deve capire, capisca l’idea di un partito che è mio, perché lo rappresento come segretario nazionale”.
Ma può chiarire le circostanze particolari?
“Parliamo di piccole lotte interne di potere. Se devo fare politica, non posso tollerare un movimento succube di una mentalità scorretta”.
Qual è l’idea di politica che non è stata rispettata?
“La politica non è un elemento di potere, ma un servizio nobile che nobilita. Ai miei elettori ho promesso di essere a servizio della città, come un operaio in fabbrica. A livello nazionale siamo già circondati da chi consegnava pizze a domicilio e poi si è arricchito. Il M5s è il massimo esempio di chi ha infamato la politica e non possiamo nemmeno lasciare potere a questi ‘scappati di casa’ di FdI”.
Sul governo cos’ha da dire?
“Che Meloni prometteva di tagliare le accise e poi si è scordata di farlo. Due anni fai, insieme a Forza Italia aveva poi fatto un emendamento contro il provvedimento che interessava le università telematiche, ma adesso ha dimenticato anche quel tema”.
Si riferisce alla bocciatura della proroga degli obblighi di adeguamento per le università online? Una decisione che la danneggia direttamente.
“Non me ne fregherebbe niente. Se dovessi rispettare la nuova legge continuerei ad andare al mare e a lavorare sereno”.
Torniamo a Terni. Ha depositato l’atto di dimissioni?
“Sì, è stato protocollato ufficialmente stamattina”.
Da ora ha venti giorni per ripensarci.
“Se qualcuno di Ap capisce potrei tornare sui miei passi, ma serve un esame di coscienza. Questa è una lezione alla politica e a tutti gli italiani”.
Le sue dimissioni sono state lette anche come un modo per smarcarsi in anticipo per le Europee. Oppure motivate da incompatibilità sulla sua carica o guai giudiziari arrivati al pettine.
“Ma potrei dimettermi per queste cazzate? Dal 2009 sono indagato ogni giorno, ma nessun magistrato ha trovato motivo per cui dovessi essere condannato. Se poi penso alla vicenda di Enzo Tortora, l’unico magistrato che non ha fatto carriera è quello che ha scoperto quell’errore giudiziario. Non c’è alcuna incompatibilità con la mia posizione, per essere in regola ho dovuto anche lasciare la Ternana. Su di me in politica c’è ancora tanta paura e speranza che lasci. Al massimo non sarò più sindaco di Terni e avrò più tempo libero per andare in Europa”.
E per le Europee correrete da soli?
“Andiamo per conto nostro e Ap supererà il 4%, togliendo voti al centrodestra, ma anche ai moderati di centrosinistra”.
Se non dovesse andare bene andrà all’Elba, come diceva facendo un parallelo con Napoleone?
“In esilio ci manderei chi ha rovinato l’Italia. Ci spedirei almeno 500 parlamentari, altri 100 li salverei”.
Tra pochi giorni sarà San Valentino, patrono di Terni. Cosa farà per incarnare lo spirito che simboleggia?
“Essere una persona onesta e schietta, che se ama, ama davvero. Ma quando sarò a Palazzo Chigi le cose cambieranno. Del resto è stato talmente mal frequentato negli ultimi trent’anni che avere Stefano Bandecchi sarà un privilegio”.
Porterà a Palazzo Chigi quel simbolo con le sue iniziali, sovrastate da una corona?
“No, quello è stato creato per una linea di abbigliamento che sto lanciando. Ma mi faccia capire, lei cos’ha votato alle ultime elezioni?”.
Sindaco, ma ha già iniziato a fare campagna elettorale per le Europee, casa per casa, telefonata per telefonata?
“Vede che si vergogna a dire per chi ha votato? Sappia che da ora c’è Alternativa popolare”.
“Quando sarò a Palazzo Chigi”: 😂😂😂😂
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Sarebbe l’ultimo atto prima del suicidio: votare Bandecchi premier.
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L’avevo già scritto. A me questo fa paura. Molto più paura della Melonara e del suo circo di imbecilli buzzurri, burini e cafoni. L’italiota medio ama l’uomo forte. Ed ecco, arriva Bandekki. Di questo cialtrone fascista nel DNA francamente ho paura davvero. I vari Mussoleenee e compagnia cantante iniziano sempre così…
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