Francia e Spagna corrono molto più del nostro Paese. I numeri dell’Enit alla borsa internazionale di Turismo certificano che siamo in difficoltà

(affaritaliani.it) – In Italia c’è un problema legato al turismo, lo certificano i dati Eurostat e Unwto. Le stime parlano chiaro, il nostro Paese ha segnato il calo più grande in Europa per i pernottamenti in estate rispetto al 2022, , ha perso moltissimo terreno su Francia e Spagna (che invece hanno superato i livelli 2019) e segna il maggior aumento per quanto riguarda la spesa per viaggi all’estero (+15% sul 2022). Il sistema turistico nostrano, insomma, – si legge su Il Fatto Quotidiano – non è andato benissimo. I dati iffusi qualche giorno fa offrono un quadro fosco, pur in un trend di crescita netta rispetto al 2022. Enit, alla borsa internazionale del Turismo, il 6 febbraio ha spiegato che nei primi 11 mesi del 2023 sono stati 412 milioni i pernottamenti turistici (+4,4% sul 2022, -1,7% rispetto al 2019), con un aumento del 10,6% degli stranieri sul 2022, ed è record di soggiorni all’estero (+15%). superando anche il pre-pandemia, e un -1,5% per gli italiani sul 2022, -4% sul 2019.

Eurostat – prosegue Il Fatto – stima per l’anno intero un -1,3% dei pernottamenti in Italia rispetto al 2019, in controtendenza netta rispetto a quanto si registra in Grecia (+1,8%), Spagna (+3%), Francia (+2,2%), Croazia (+1,8%) per non parlare dei “casi ”Portogallo (+9,6% sul 2019) o Albania (+49%, la crescita maggiore nel continente). C’è anche chi cala, in un anno ancora di assestamento: i Paesi baltici, con cali da -10% e oltre, Cipro (-2%), la Germania (-0,9%). Ma non parliamo esattamente di competitor per un’Italia che resta la meta più “desiderata” al mondo, secondo gli indici reputazionali. Quel -1,3% è dovuto soprattutto al crollo verticale dei pernottamenti turistici in estate e in particolare a luglio.