Quelle frasi potrebbero costare all’ex ambasciatrice Elena Basile una querela per diffamazione, annunciata dal figlio della senatrice a vita Liliana Segre, Luciano Belli Paci. […]

(DI DAVIDE MILOSA – ilfattoquotidiano.it) – Quelle frasi potrebbero costare all’ex ambasciatrice Elena Basile una querela per diffamazione, annunciata dal figlio della senatrice a vita Liliana Segre, Luciano Belli Paci. Che le ha giudicate “vergognose”. Qualche giorno fa, Basile in un video aveva spiegato: “Dice (Segre, ndr) di non poter più dormire pensando ai bambini ebrei uccisi il 7 ottobre (…) Ma, cara signora, possibile che i bambini palestinesi non la tocchino?”. E ancora: “Da ebrea che ha vissuto nei campi di concentramento lei dovrebbe sentire il dolore di tutti gli oppressi e in particolare ora del popolo palestinese… Sa che i tedeschi nazisti erano molto buoni coi loro bambini? E non sentivano nulla per la morte degli ebrei. Lei vuole imitarli?”. Belli Paci aveva chiesto a Basile di scusarsi. “Mi sono pervenute due mail in risposta. Basile sostiene che il pensiero di Liliana Segre sarebbe stato travisato da non meglio precisati articoli di stampa… e che la senatrice dovrebbe chiedere a quei giornali che l’hanno fraintesa, e non a lei, di rettificare”. Ieri sera però Basile si è pubblicamente scusata: “Sono molto spiacente di questo atroce malinteso. Sono stata tratta in inganno da una intervista letta forse superficialmente nella quale il giornalista attribuiva dichiarazioni unilaterali alla Senatrice. Non mi importa della querela… Mi allarma avere ferito con un paragone inappropriato la Senatrice per la quale ho sempre avuto stima per la sua opera di testimonianza dell’esperienza atroce che ha vissuto. Sarei sconvolta al pensiero di averle arrecato dolore. Mi sono guardata le sue interviste che non conoscevo e le sue parole umane mi hanno commosso”. La diplomatica riconosce che Segre “ha dichiarato in molte occasioni che era triste per la morte dei bambini ebrei e palestinesi” e “contraria a ogni tipo di vendetta… La mia reazione era contro i doppi standard di una certa stampa con cui ora, meglio informata, so che la Senatrice ha poco a che vedere. Mi sono rivolta a lei riconoscendole statura morale, come avevo fatto col Presidente Mattarella perché si può fare ancora molto contro il clima d’odio, di due pesi e due misure, di antisemitismo”. “Il mio sogno – conclude Basile – sarebbe vedere il Presidente Mattarella e la Senatrice riconoscere lo Stato di Palestina e condannare i crimini di guerra del governo Netanyahu. Chiedo umilmente scusa alla Senatrice se l’ho ferita… Spero che potrà dimenticare l’offesa ricevuta credendo tuttavia nella mia buona fede”.