Zelensky riceverà i cinquanta miliardi promessi dalla Commissione europea, ma le presunte doti diplomatiche di Meloni, lodate dal Corriere della Sera, non hanno avuto alcun […]

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – Zelensky riceverà i cinquanta miliardi promessi dalla Commissione europea, ma le presunte doti diplomatiche di Meloni, lodate dal Corriere della Sera, non hanno avuto alcun ruolo nella soluzione di una vicenda basata sulla minaccia, il ricatto e l’intimidazione. La Commissione europea ha fatto sapere a Orban che, se non avesse ritirato il veto, la sua economia e il suo governo avrebbero subito un attacco concentrico per danneggiare la prima e destabilizzare il secondo. Il Financial Times ha colto tutto ciò nell’articolo del 28 gennaio scorso: “Brussels threatens to hit Hungary’s economy if Viktor Orbán vetoes Ukraine aid”.

I ricatti e le minacce della Commissione europea contro l’Ungheria riconducono alla lezione fondamentale del realismo politico, secondo cui il diritto internazionale non è altro che il diritto del più forte. Lo dimostra la crisi nel Mar Rosso, dove gli Houthi bersagliano le navi americane affinché Biden smetta di armare il massacro israeliano a Gaza. Gli Houthi non hanno causato nemmeno un morto, mentre Israele ha ucciso 27.000 civili. Eppure, l’Unione europea interviene contro gli Houthi, che non hanno ucciso nessuno, per difendere Israele, che ha ucciso 27.000 palestinesi, tra cui 12.000 bambini. Israele ha causato anche l’amputazione di 1.000 bambini, molti dei quali senza anestesia, come testimonia il chirurgo britannico-palestinese Abu Sittah. Israele ha ridotto gli ospedali di Gaza al collasso causando persino la morte dei neonati nelle incubatrici sotto i colpi di una conclamata punizione collettiva. Sebbene la Corte internazionale di giustizia dell’Onu abbia ingiunto a Israele di prendere “tutte le misure in suo potere” per impedire al suo esercito di commettere atti di genocidio nella Striscia di Gaza, Tajani ha ribadito il proprio sostegno al bombardamento ricevendo le lodi del suo omologo israeliano, Katz, che, il 22 gennaio scorso, ha presentato ai ministri degli Esteri dell’Unione europea un progetto per deportare i palestinesi di Gaza su un’isola artificiale controllata da Israele: “Tajani – ha detto Katz – è un vero amico d’Israele”. Il fatto che le istituzioni italiane non abbiano mai espresso una parola di condanna contro Israele aiuta a comprendere come mai così tanti giovani siano nauseati dalla politica istituzionale, in cui vedono il luogo della menzogna, dell’ipocrisia e del doppio standard morale, dove tutti si lavano la coscienza con lo slogan: “Due popoli, due Stati” pronunciato a ogni nuovo crimine contro l’umanità d’Israele.

Le democrazie occidentali non hanno fatto in tempo a condannare moralmente la Russia che si sono ritrovate a difendere un proprio consociato dall’azione moralmente più ripugnante dalla fine del nazismo a oggi: talmente ripugnante che i giudici dell’Onu hanno dovuto ordinare a Israele di sospendere qualunque azione genocida contro i palestinesi senza poter ordinare il cessate il fuoco giacché quella Corte non ha giurisdizione su Hamas e, pertanto, non può ordinare a un solo contendente di cessare le ostilità. Il bombardamento di Gaza non ha precedenti nemmeno nella Seconda guerra mondiale. La missione di Tajani contro gli Houthi è concepita per assicurare che il bombardamento continui fino a quando Netanyahu vorrà. “Tutte le pressioni su Israele devono essere impedite” è lo slogan di Tajani. La presunta superiorità morale dell’Occidente riposa sotto il corpo di 12.000 bambini palestinesi trucidati da Israele con l’appoggio della Commissione europea e le armi della Casa bianca.