PARTITI E CANDIDATURE ARCOBALENO – Divisi alla mèta. Il giornalista deve sciogliere i dubbi sulla sua lista, poi c’è la rissa Conte-Schlein sul “bellicismo” (e Avs che lotta per il 4 per cento)

(DI WANDA MARRA E TOMMASO RODANO – ilfattoquotidiano.it) – Tra le bombe in Ucraina e gli scempi di Gaza, il pacifismo sarà uno degli spartiacque su cui si giocheranno le prossime elezioni europee. Soprattutto a sinistra. Dove però si procede divisi, secondo copione. Giuseppe Conte ha tutte le intenzioni di sfidare il Pd “bellicista” un giorno sì e l’altro pure, con l’obiettivo di trasformare i Cinque Stelle nel punto di riferimento dell’elettorato pacifista nella corsa a Bruxelles. Il Pd si prepara a presentare delle liste con dentro tutto e il contrario di tutto: dunque atlantisti di provata fede, ma anche autorevoli rappresentanti del pacifismo nostrano. E poi c’è la variabile Michele Santoro, che vorrebbe correre con una propria lista e un simbolo nuovo, mentre la galassia di sinistra radicale, che fa capo all’Alleanza Verdi Sinistra, ha quasi rinunciato alla speranza di assorbire l’iniziativa del giornalista in un’operazione unitaria.
A sinistra.
Fratoianni e Bonelli stanno preparando delle candidature che abbiano il pacifismo (insieme alla transizione ecologica) come radice identitaria. Nei sondaggi sono poco sotto alla soglia di sbarramento del 4%. Forti di questo presupposto, i rossoverdi hanno cercato di convincere Santoro a rinunciare a correre da solo, senza riuscirci. Ieri Bonelli gli ha mandato un altro messaggio pubblico: “Noi lavoriamo per unire e non per dividere, perché la frammentazione è un antico problema della sinistra, abbiamo già visto sigle che nascono e muoiono nel giro di un’elezione”. Con Avs dovrebbe presentarsi invece Massimiliano Smeriglio, appena uscito dal gruppo del Pd al Parlamento europeo, proprio per le “ambiguità” sulla guerra.
Santoro, dicevamo, è la vera incognita. Non ha ancora sciolto la lunga riserva sulla presentazione di una sua lista personale. Chi ci ha parlato sostiene sia molto determinato a farlo, ma pure frenato dagli ostacoli che troverebbe sul percorso. Il primo è la raccolta firme: per presentarsi alle Europee, i partiti che non sono già presenti in Parlamento ne devono raccogliere non meno di 30 mila (e almeno 3 mila in ognuna delle cinque circoscrizioni elettorali). Il secondo ostacolo sarebbe la già citata soglia di sbarramento: il 4%, in un campo elettorale in cui competono già Pd, M5S e Avs, rischia di essere utopia. Per i candidati dell’eventuale lista la stampa fa girare diversi nomi (da Yanis Varoufakis e Ignazio Marino a Luigi de Magistriis, fino a Tomaso Montanari, che però ha già smentito pubblicamente). Alcuni contatti ci sono stati ma nulla è minimamente definito (e anzi tra alcuni degli interessati si respira un certo scetticismo). Santoro è a Parigi e riflette. Martedì dovrebbe sciogliere la riserva e presentare la sua iniziativa elettorale in un incontro alla Stampa estera.
PD e M5S.
Il nome di Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire, è centrale nei discorsi per le Europee di Cinque Stelle e Pd. Lui non ha ancora sciolto del tutto la riserva a monte sul candidarsi ma chi ci ha parlato recentemente sostiene che se lo farà, sarà con i dem. Sulla candidatura di Tarquinio lavora il mondo che fa capo a Demos, il braccio politico della Comunità di Sant’Egidio, il cui segretario è Paolo Ciani, ora vicepresidente del gruppo del Pd a Montecitorio, che ha sempre votato contro l’invio delle armi a Kiev.
Elly Schlein, che cerca di conciliare le posizioni pacifiste del popolo dei gazebo con l’atlantismo che caratterizza il partito di cui è diventata segretaria, ha già chiesto a Tarquinio di candidarsi. Nonostante le resistenze del blocco cattolico, in primis di Lorenzo Guerini, nel nome dell’atlantismo. Schlein vuole anche candidare Cecilia Strada, che però avrebbe un ostacolo: se si candiderà la segretaria – come più che probabile – il rischio è che i voti vadano a lei in quanto capolista e che la figlia dell’ex fondatore di Emergency non ne abbia di propri. Pronta a correre è anche Laura Boldrini, mentre sarebbe certa la ricandidatura di Piero Bartolo. A fianco di personaggi come questi, le liste saranno piene di esponenti su posizioni del tutto diverse, da Pina Picierno a Alessandra Moretti, passando pure per Dario Nardella e Stefano Bonaccini.
Anche a Giuseppe Conte la candidatura di Tarquinio piacerebbe molto, i due si conoscono e si parlano da tempo. Nei corridoi delle Camere è circolata l’ipotesi, smentita, di Moni Ovadia. Di certo però il pacifismo sarà uno dei temi qualificanti della campagna elettorale del M5S: la sfida a Schlein si gioca soprattutto lì.
Che tristezza. Ma poi chi è sto Tarquinio? Un giornalista che conosceranno tre cristiani messi in croce. Non beccherà un voto.
Si spera che a essere candidati siano nomi degni (Basile, Ovadia, Orsini, ecc), altrimenti sarà un flop.
Un PD che candidasse Picierno, Boldrini, Moretti, Nardella, Bonaccini, ecc. sarebbe anti-sesso persino per i suoi elettori.
Domanda: Yanis Varoufakis, essendo greco, può candidarsi per un partito italiano?
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Bella domanda, in effetti. Ad occhio direi di no.
I nomi di cui sopra Picierno, Boldrini, Moretti, Nardella, Bonaccini sono dei repellenti PURI. La Boldry quando entrò nella sinistra del 2018, dimezzò i voti rispetto alle previsioni. Bel colpo, dal 6 al 3% in un battito di ali.
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Ho stima di Santoro ma credo che sia velleitario, almeno in questo momento, improvvisare un movimento politico, così su due piedi. L’offerta politica, “diciamo” a sinistra, è effettivamente concentrata sul PD ( per me invotabile sempre e a maggior ragione in Europa) e sul M5s ( la cui identità “progressista” è un bicchiere mezzo pieno, almeno per me). AVS è già più “naturale” espressione della Sinistra italiana, col supporto degli ambientalisti può raggiungere il quorum. Ed è più coerente del PD sul fronte pacifista. Aggiungo che andrebbe inserita anche Democrazia Sovrana e Popolare come forza dell’area di sinistra o comunque del mondo pacifista. È tra l’altro più coerente nella battaglia antiSistema e del dissenso ma non ha grosse chance di imporsi anche per il silenzio mediatico di cui è bersaglio.
Vedremo.
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Mi auguro per i 5 stelle che si tengano lontani dail i Santoro e i pd .Questi con chi campa di salario non hanno niente a che fare🤔
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