Se dei giornalisti diventano bersaglio di una campagna pianificata da parte di chi detiene gli strumenti del potere esecutivo, sentiamo puzza di bruciato. Per questo esprimiamo […]

(DI GAD LERNER – ilfattoquotidiano.it) – Se dei giornalisti diventano bersaglio di una campagna pianificata da parte di chi detiene gli strumenti del potere esecutivo, sentiamo puzza di bruciato. Per questo esprimiamo solidarietà alla redazione di Repubblica che – non importano in questo caso gli interessi della proprietà, né la linea editoriale della direzione – si trovano oggetto di una circolare studiata da Palazzo Chigi al fine di intimidirla; con istruzioni che arrivano direttamente dalla nostra aspirante ducetta. Ciò è intollerabile, sempre e comunque. Poco importa che tale solidarietà non sia stata reciproca in occasione delle “liste nere” degli opinionisti o delle richieste di censura per vignette e scoop sgraditi alla famiglia regnante. Giorgia Meloni è una navigata professionista della politica. Quando sclera, sclera a comando. Ora è in campagna elettorale per cui rispolvera l’abito della “destra sociale”. Ma in 16 mesi di governo non ha mosso un dito per frenare la spregiudicatezza di due multinazionali come Stellantis (ex Fiat) e ArcelorMittal (Ex Ilva). Liberista sempre, per compiacenza, e sovranista a singhiozzo. Chissà se ora troverà un minimo di tempo da dedicare, in ritardo, alla sorte di Mirafiori e di Taranto. Tocca a noi, comunque, farle perdere il vizio di prendersela sempre con l’anello debole della catena, in questo caso la libera informazione cui si vuole imporre l’ossequio col metodo antico delle minacce dirette, oltre che con normative censorie. Possiamo pensare il peggio dell’attuale proprietà di Repubblica, e anche dell’eccesso di zelo con cui se ne fa interprete chi dirige il quotidiano. Ma quella redazione resta piena di validissimi colleghi e non può essere lasciata sola quando le tocca fare i conti con l’analfabetismo istituzionale della destra. Personaggi che amano travestirsi da esordienti essendo, per lo più, veterani addestrati dal berlusconismo.