L’inarrestabile ascesa di Federico Mollicone, fedelissimo di Meloni: da Colle Oppio a Peppa Pig, fino alla presa del Teatro di Roma. Romano, 53 anni, è riuscito a coronare il suo sogno: imporsi come l’intellettuale della destra, la voce del nuovo potere, che siede al tavolo con i potenti del mondo

(di Clemente Pistilli – repubblica.it) – Due anni fa la crociata contro «Peppa Pig», poi l’idea di una legge per certificare la veridicità delle notizie e ora il colpo di mano sul Teatro di Roma con la nomina di Luca De Fusco. Dai tempi di Colle Oppio a quelli di Governo, Federico Mollicone, romano, 53 anni, è riuscito a coronare il suo sogno: imporsi come l’intellettuale della destra, la voce del nuovo potere, che siede al tavolo con i potenti del mondo, e che appare distante anni luce da quella che, quando lui era appena adolescente, il politologo Marco Tarchi indicò come «voce della fogna». Uno degli esponenti di Fratelli d’Italia che si presenta come un uomo che «crede nel futuro, ama la filosofia e la poesia, detesta i pessimisti e ama i gemelli».

Mollicone, che gli ormai ex camerati chiamavano e chiamano «Mollica», è tra i big cresciuti nella caverna di Colle Oppio con Fabio Rampelli, tra Ezra Pound e Gramsci, Tolkien e Pasolini. Nella storica sede dell’Msi, a due passi dalla Domus Aurea, l’attuale presidente della Commissione cultura a Montecitorio, ha stretto i rapporti con Giorgia Meloni, la sorella Arianna, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari e il ministro Francesco Lollobrigida. Anche lui era indicato tra quelli che potevano ambire alla guida del Ministero della cultura, andato però alla fine a Gennaro Sangiuliano.
Al lavoro nel marketing, nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi culturali, «Mollica» ha sempre unito la passione per la politica, passando dall’Msi ad An, dal Pdl a Fratelli d’Italia, di cui è stato uno dei fondatori. Consigliere dei Municipi IX e I, consigliere capitolino e, dal 2008, deputato. E sempre dove si parlava di cultura spuntava Mollicone. Senza contare che, sul fronte della comunicazione, si è occupato tanto di quella di Alleanza Nazionale quanto di quella della stessa Giorgia Meloni ai tempi in cui era ministra della gioventù nel Governo Berlusconi.
Rivendica la realizzazione di tre circuiti culturali a Roma, la valorizzazione dell’arte equestre, il rilancio del Carnevale romano, la valorizzazione delle associazioni di rievocazione storica dell’antica Roma e di aver portato nella capitale «le grandi mostre di Leonardo, Michelangelo e Canova, promuovendo importanti esposizioni di arte moderna e contemporanea, tra cui l’installazione di Javier Marin alla Terrazza del Pincio e al Macro».
Prima di finire al centro delle polemiche per il Teatro di Roma, nel 2022 fece parlare di sé, strizzando l’occhio al movimento Pro Vita, quando chiese alla Rai di non mandare in onda una puntata del cartone animato «Peppa Pig» in cui era inserito un personaggio con due mamme. «Come ha dimostrato recentemente Giorgia Meloni – disse – siamo e saremo sempre in prima linea contro le discriminazioni, ma non possiamo accettare l’indottrinamento gender. Per questo chiediamo alla Rai, che acquista i diritti sulle serie di Peppa Pig in Italia col canone di tutti gli italiani, di non trasmettere l’episodio in questione su nessun canale o piattaforma web».
Poi la proposta per certificare la veridicità delle notizie, al fine di «difendere l’attendibilità delle fonti e la veridicità delle informazioni». Abbastanza per portare le opposizioni a paventare il ritorno del Minculpop. Polemiche e attacchi che «Mollica» è riuscito a schivare. Fino al momento in cui è arrivata la scalata al Teatro di Roma.