IL FILOSOFO – “Oggi il disastro però non riguarda solo le forze organizzate ma la società civile. La sinistra nella società civile si è divisa su questioni cruciali, spappolata”

(DI LEONARDO BISON – ilfattoquotidiano.it) – Paolo Flores d’Arcais, filosofo e attivista di lungo corso, già protagonista del ’68 romano, è stato tra gli animatori dei “girotondi” dal 2002 in poi. È il fondatore e direttore di MicroMega.

A inizio millennio centinaia di migliaia di persone erano pronte a scendere in piazza di fronte a ingiustizia e diseguaglianze crescenti, al soffocamento dell’informazione libera, alla voglia di controllo sulla magistratura. Il 2002 fu il culmine con le due più grandi manifestazioni di tutto il dopoguerra: la Cgil al Circo Massimo e noi “girotondi” in piazza San Giovanni. Poi per alcuni anni, per ogni legge ad personam berlusconiana contro giustizia e informazione, si scendeva in piazza. Oggi tutto questo è peggiorato, ma non si reagisce più. E mi chiedo con incredulo stupore perché. Provo a mettere insieme frammenti di risposta. Un fenomeno ricorrente è l’assuefazione alle porcherie. Ma non mi sembra una spiegazione, le nuove generazioni non dovrebbero essere assuefatte. Possibile spiegazione è che quella grande indignazione divenuta lotta coltivava una speranza, un cambiamento di classe politica. I girotondi e la Cgil avevano la possibilità di dare vita a una nuova forza politica, coerente con quei valori di giustizia e libertà espressi nelle piazze: non fu fatto, e ne siamo responsabili. Quella rabbia, che avevamo saputo interpretare, l’abbiamo lasciata a Beppe Grillo che ha trasformato giustizia e libertà in “vaffanculo”, con un sistema di reclutamento della nuova classe dirigente del tutto inadeguato. Il disastro che ne è seguito arriva fino a Conte, alla testa di due governi completamente opposti per ideologie senza battere ciglio. Pure questa spiegazione però è solo parziale: anche quando scendevamo in piazza noi girotondi l’opposizione organizzata faceva pena, un Pd passato dagli oppressi alle banche.

Oggi il disastro però non riguarda solo le forze organizzate ma la società civile. La sinistra nella società civile si è divisa su questioni cruciali, spappolata: temi come la guerra, l’invasione imperialista di Putin. Poi un politicamente corretto che impedisce una critica doverosa dell’islam politico: il tema della laicità rigorosa alla francese non è sentito. E pure il tema dell’antifascismo non è assolutamente più sentito: è stato trasformato in mera retorica per decenni, e le generazioni di oggi vedono il fascismo come lontano, come poteva essere per me il Risorgimento.