“Stato di Palestina? Va rafforzata l’Anp”

Roma, 11 gen. (askanews) – “Quello che non si può accettare è far finta di nulla: il Governo israeliano di Netanyahu va fermamente condannato e tutti, tutta l’Unione europea, tutti gli Stati che dicono di appartenere a questa civiltà, alla culla della civiltà occidentale, devono agire per dire a Netanyahu che questa cosa è inaccettabile, non potranno avere il nostro appoggio”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando a margine di una conferenza stampa nella sede del Movimento.
“Visto che parliamo di democrazia, giustamente, e parliamo di principi democratici, e spesso sia per quanto riguarda l’Ucraina che Israele, tutti a parlare.. ‘noi difendiamo la democrazia’. Non è che i difendiamo la democrazia: difendiamo principi democratici. E sicuramente – ha sottolineato l’ex premier – un principio democratico basilare è che non possiamo assistere a questa carneficina quotidiana che addirittura ha fatto lievitare a più di ventimila le vittime civili palestinesi, in prevalensza donne e bambini. E lo Stato italiano, inutile girarci intorno, è ignavo su questa cosa, in due occasioni al Consiglio di sicurezza si è astenuto su due risoluzioni che – udite udite – propugnavano una tregua umanitaria”.
Rispondendo a una domanda sullo Stato di Palestina, l’ex premier ha detto: “Sicuramente il tema c’è perché due popoli due Stati significa anche il riconoscimento della Palestina, ma occorre che ci sia un’Autorità palestinese che si possa rinforzare, ricostituire, essere credibile, spendibile. Sicuramente siamo favorevoli al riconoscimento dello Stato palestinese, ma ripeto, i presupposti tradizionali per il riconoscimento di uno Stato devono anche esserci. L’obiettivo è due Stati per due popoli”.
Si potrebbe dire che la pietà è davvero morta, se solo fosse esistita, seppure in una forma attenuata, o se fosse stata presente in qualche sua sottospecie.
Ma non si può dire, perché gli Israeliani non hanno mai manifestato pietà, se non per se stessi.
Il genocidio che stanno portando a termine nei confronti del popolo Palestinese, lascia sgomento perfino il loro più potente alleato, nonché il loro più puntuale fornitore di mezzi militari e finanziari.
Le rappresaglie naziste, nei confronti di chi combatté per liberare l’Italia dall’occupazione tedesca, sbiadiscono di fronte alla crudeltà sionista, nei confronti di chi combatte per liberare la Palestina dall’occupazione israeliana.
E tuttavia la pietà è morta… in tanti di noi che hanno militato nella Sinistra, e saputo abbandonare il lavoro, per invadere strade, riempire piazze, occupare sedi, ed incatenarsi al dolore di popoli oppressi, anche molto lontani da noi….
Forse era pochissimo e non sempre produceva i risultati sperati, ma era il modo di manifestarci, di uscire allo scoperto, di farci vedere e farci sentire, per esprimere la nostra indignazione, e la nostra volontà di resistere…
Oggi mancano anche queste piccole cose: piccoli spazi liberi, frammenti bianchi gettati sulla trama nera che avvolge il mondo.
Sono scomparse quelle minuscole fionde puntate contro il gigante Golia…
Poiché credo che la speranza sia anzitutto un dovere… aspetto di scorgere delle brecce, delle piccolissime crepe capaci minare la stabilità del trono di Erode.
Per ora, purtroppo, mi resta il retrogusto acre della sconfitta.
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Se non ci penserà l’ONU ci penserà Hezbollah a liberarci dei sionisti.
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Tre sono le tappe per uscire da questo disastro, prima che si trasformi in definitiva catastrofe.
1) Netanyahu deve ASSOLUTAMENTE dimettersi o essere dimesso, per avere la speranza di intravedere un barlume di luce in fondo al tunnel.
2) I palestinesi della Striscia DEVONO fare ritorno e intraprendere la ricostruzione a spese di tutti i maggiorenti mondiali, dopo aver istituito lo Stato palestinese con tutti crismi del caso.
3) Rifiutare del tutto qualsiasi ipotesi di esodo nel deserto del Sinai o altrove dei palestinesi.
4) Insediamento di folte truppe Onu per garantire sine die lo status quo.
Altrimenti… la pagheremo cara (alias terrorismo) persino noi che abitiamo lontano ma non senza responsabilità dell’accaduto. O così o pomì!
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Quel verme del sionista non si dimetterà e tirerà a campare il più possibile per ovvie ragioni. Come fermano la guerra sa che è un uomo morto. Qui abbiamo due soggetti, lui e il clown di Kiev, che sanno benissimo che finché c’é guerra c’é speranza, ma solo per loro, mentre le nazioni che dirigono possono andare pure in malora. E sarebbero democrazie, eh.
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