
(di Marco Palombi – ilfattoquotidiano.it) – Ieri all’ora di pranzo per le vie di una pur nuvolosa Milano si respirava un’aria gioiosa, gravida d’ottimismo. “Che succede?”, abbiamo chiesto a un sorridente senzatetto nei pressi di Sant’Ambrogio. “Ma come non lo sa? Arriva Mario Draghi”, ci ha risposto l’uomo, felice, porgendoci Il Corriere della Sera. “Attenzione puntata su Mario Draghi”, scriveva infatti il quotidiano: “L’ex premier ed ex presidente della Bce ha accettato l’invito per un incontro riservato con una delegazione dell’Ert, l’European Round Table of Industry, organizzazione che raccoglie 59 presidenti o amministratori delegati di altrettante multinazionali. La riunione si tiene oggi nel Palazzo della Banca d’Italia, nel centro di Milano”. Spinti da una forza misteriosa siamo corsi in via Cordusio. San Mario era già entrato, ma da alcuni fortunati presenti ne abbiamo appreso le fatali parole: “Oggi è un incontro con l’industria e io ascolto”. Parole forti, che hanno rilanciato il dibattito su quale sarà il futuro del nostro: Repubblica, a dicembre, disse che Macron lo vedrebbe bene come futuro presidente della Commissione Ue, ma martedì il Financial Times lo ha invece candidato alla presidenza del Consiglio europeo. Il dibattito tra i seguaci è serrato: meglio il primo ruolo, conta di più; no, meglio il secondo, dove la sua autorevolezza guiderebbe il gregge dei governi al bene superiore. In un angolo ripetevano un mantra, che abbiamo poi scoperto essere un articolo del Foglio: “Chi meglio di Super Mario per tenere testa dal gennaio del 2025 a Donald Trump? Chi meglio di lui per rilanciare mercato interno, competitività e investimenti? Chi per trovare un consenso attorno a un’Ue riformata e sovrana?”. Già, chi? Nessuno, ovviamente! Aspettando il prossimo alto incarico, l’Europa vive nell’attesa del Suo rapporto sulla competitività dell’Ue: “Sono ansiosa di discuterlo”, ha detto Ursula von der Leyen. E qui si capisce qual è stato finora il difetto della costruzione europea: non aver chiesto prima a Draghi come bisognava fare per questa benedetta competitività. Certo, il rapporto sul mercato unico è stato assegnato a Enrico Letta, ma non si può avere tutto: tanto Germania e Francia lo stanno già smontando un pezzo alla volta.
A chi sorriderò, se non a te?
A chi, se tu, tu non sei più qui?
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E questa sarebbe la classe dirigente che salverà l’Europa?
Mario Draghi e Enrico Letta?
Meritiamo l’estinzione come i dinosauri.
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