BANDO MINISTERIALE – Quasi 4 milioni per le attività “sostenibili”: ci sono il resort della famiglia Marcucci e l’hotel del consigliere FdI in Veneto […]

(DI LEONARDO BISON E LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) – Quando si pensa a un “turismo sostenibile” possiamo immaginare le cascate, le passeggiate lungo i sentieri, i luoghi incontaminati lontani dalle città, le lunghe biciclettate. Non esiste una definizione univoca di cosa sia questo “ecoturismo”, ma ecco, possiamo stare certi che il ministero del Turismo italiano abbia in mente tutt’altri criteri. Nella graduatoria per i finanziamenti al turismo sostenibile, pubblicata pochi giorni fa, ci sono sì gli agriturismi, i noleggi di biciclette, le passeggiate, sì. Ma anche società di consulenza informatica, immobiliaristi, resort, ristoranti sushi, stabilimenti balneari, noleggi auto, e b&b. Con un paio di beneficiari “politici”, come un noto esponente di FdI e la famiglia di un ex parlamentare Pd.

Non è uno scherzo: 3,95 milioni di euro (pochissimi, secondo i sindaci dell’Unione comunità montane, rispetto ai 200 previsti per gli impianti sciistici e l’innevamento artificiale) distribuiti in base a avviso pubblico, uscito a maggio, che in effetti prevedeva criteri piuttosto vaghi parlando di “ecoturismo”: potevano candidarsi tutte le aziende che potessero centrare anche lateralmente col turismo, ovvero compagnie di trasporti, alberghi, società pubblicitarie, spa, bar, fiere… E così è andata. Beninteso: tutte aziende giudicate con progetti “di investimento che mirino a minimizzare gli impatti economici, ambientali e sociali generando contemporaneamente reddito, occupazione e conservazione degli ecosistemi locali”. E dunque con iniziative ritenute green. Le spese ammissibili erano varie, per interventi edilizi, pubblicità, software, hardware, impianti: tutto volto a rendere più sostenibile il turismo. Come possano riuscirci pullman o barche a motore è altra faccenda. Oltre a 169 progetti ammessi e finanziati, ce ne sono stati 21 non ammessi e non finanziabili.

E così tra i vincitori troviamo una società immobiliare di Roma centro, diversi resort e spa, molti hotel. Ci sono società che organizzano fiere e maxi eventi, come PiacenzaExpo (58 mila euro richiesti) e Idee in Fiera (100 mila). C’è un gruppo proprietario di sushi attivo in Abruzzi (altri 100 mila euro); diversi stabilimenti balneari. Società che noleggiano bus o automobili dalla Calabria alle Marche (Tropea Auto aspetta 75 mila euro). Consulenti informatici e immobiliari. Una flotta di barche a vela in Sardegna. Una ditta di design specializzata in mobili “di alta qualità per odontotecnici” chiede 99 mila euro e viene giudicata “idonea”.

E qualcosa arriva anche a volti noti della politica attivi nel settore del turismo. È il caso della famiglia Marcucci, proprietaria di “Il Ciocco spa”. Si tratta di un enorme resort nella provincia di Lucca da “600 ettari di area naturalistica” (citiamo la brochure del luogo), “42 chilometri di strade e sentieri, percorsi ciclabili nel bosco” e diverse strutture tra hotel e impianti sportivi. A richiedere il contributo è stata Marialina Marcucci, sorella di Andrea, più volte parlamentare con il Pd e oggi animatore dei LibDem. Con lo scorrere della graduatoria (sono previsti 10 milioni di finanziamenti per ciascuno dei prossimi due anni) e a meno di ricalcoli al ribasso, Il Ciocco si aggiudicherà 200 mila euro.

Ma tra gli idonei in attesa di fondi (quasi 125 mila euro) c’è pure Enoch Soranzo, segretario provinciale a Padova e consigliere regionale per Fratelli d’Italia. Soranzo ha un hotel a Selvazzano, paese nella bassa padovana di cui fu sindaco, e anche il suo progetto green è stato ritenuto idoneo. In questo quadro, più di uno si è lamentato che il ministero non abbia fatto abbastanza per l’ecoturismo nella sua accezione più tipica, lontano da progetti invasivi e grandi gruppi. Pochi giorni fa, commentando la sproporzione tra i fondi destinati al turismo sostenibile e quelli per gli impianti sciistici e la neve artificiale (4 milioni contro 148), si è esposto Carlin Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food: “I finanziamenti del ministero del Turismo vanno investiti coinvolgendo insieme con le imprese direttamente gli Enti locali, Comuni, Unioni montane, Comunità montane. Potevano essere loro i beneficiari, per fare progetti integrati pubblico-privati, per le comunità locali”. Qualcosa di diverso, insomma, da ristoranti e mobilifici.