Proposta di Mollicone, presidente della commissione Cultura: “Basta fake news contro di noi”. E lancia la riforma dell’editoria: “Difendere attendibilità delle fonti e veridicità delle informazioni”

(di Giovanna Vitale – repubblica.it) – ROMA — Una riforma dell’editoria che certifichi la veridicità delle notizie. Dopo l’emendamento-bavaglio che impedisce di pubblicare gli atti delle inchieste e la stretta sulle intercettazioni, è l’ultima iniziativa di Fratelli d’Italia per provare — d’intesa col governo — a controllare l’informazione.
Sono stufi, i parlamentari meloniani. Stufi di essere dipinti su quotidiani e talk come “scappati di casa”, gente non all’altezza della sua leader che sul caso Pozzolo li ha bacchettati, ma anche «difesi», rivendica Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura ed Editoria. «La classe dirigente che tutti denigrano», tuona lo storico militante di Colle Oppio, «è quella che ha fondato il partito e in dieci anni l’ha portato, grazie soprattutto a Giorgia Meloni, a essere la prima forza del Paese. Bisogna piantarla con questa mistificazione». Frutto, secondo il deputato, della «deriva sensazionalistica imboccata dalla stampa». Che impone robusti correttivi: «Non è possibile che solo per fare clickbaiting, ossia per monetizzare i contatti sui siti, si costruisca un titolo-gancio e si finisca per criminalizzare, se non ridicolizzare, le libere opinioni. Così se la collega Lavinia Mennuni sostiene che la maternità deve tornare a essere cool fra le giovani donne diventa un mostro e se io spiego che i programmi dedicati ai minori devono essere visionati prima, mi si fa passare per censore. Per non dire del vizio di estrapolare qualche parola dal contesto — com’è successo al ministro Francesco Lollobrigida sulla sostituzione etnica — per menare scandalo».
Una tendenza «che fa male innanzitutto al giornalismo», insiste Mollicone. Tant’è che «ora ci occuperemo anche di questo», promette. Anzi lui, da presidente della commissione Cultura, ha già iniziato. «È in corso la discussione sul Tusmar per la regolamentazione dei media, nel quale affronteremo la grande questione delle piattaforme digitali. Il fatto è che la stampa è in crisi e per incrementare l’audience fa spesso wild social, social selvaggio, per cui sui portali dei maggiori quotidiani che dovrebbero essere fonti autorevoli si trovano contenuti spesso farlocchi quando non smaccatamente pubblicitari». E quindi? «Quindi bisogna tutelare la credibilità delle fonti, un tema che dovrebbe interessare anche gli editori». Come? «Occorre lavorare a una certificazione digitale delle notizie per combattere le fake news. Serve una seria riforma dell’editoria, che è quella su cui ci stiamo applicando», insiste Mollicone, «per difendere l’attendibilità delle fonti e la veridicità delle informazioni». Lui ne ha già parlato con il presidente dell’Ordine dei giornalisti e presto incontrerà Fnsi e Fieg.
E qui si ritorna all’irritazione che ha scatenato la controffensiva: «Noi di Fratelli d’Italia veniamo vituperati in televisione e sui giornali senza capire che la nostra forza deriva dal riconoscersi in una Comunità secondo la definizione data dal sociologo tedesco Ferdinand Tönnies: “Un gruppo umano vivente in comune, avente le medesime origini e la medesima aspirazione fondamentale”. È questo lo spirito che ci anima da quando siamo ragazzi», conclude l’onorevole meloniano. «Quando se ne renderanno conto gli autorevoli commentatori che in presenza di leadership debolissime nel Pd e nel M5S hanno deciso di impugnare la bacchetta dell’opposizione, dalla Gruber in giù, forse capiranno anche il fenomeno FdI. La ragione per la quale siamo cresciuti così tanto e non ci fermeremo».
“noi veniamo vituperati in televisione e sui giornali”😂😂😂😂😂😂😂😂…..e poi….”leadership debolissime nel PD e M5S….! Chiediamo all’ Onorevole meloniano che si faccia promotore per un pubblico incontro tra la Meloni e Conte….!!!! e poi vediamo come andra’ a finire…..!!!
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MinCulPop….. non capisco perché non venga chiamato con il suo antico nome.
E poi dicono che non sono fascisti
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“Meloni ha portato al governo un circo Barnum di cui lei stessa teme i comportamenti, perché è caratterizzato dai vizi atavici di questa destra a lungo confinata in una nicchia, che di colpo si è trovata sbalzata al governo. Non c’è una differenza qualitativa tra lei e il cerchio che la attornia: sono fatti della stessa materia, vengono dalla stessa storia. Quando parla, Meloni ha la dialettica di un segretario di sezione di Colle Oppio, non di un presidente del Consiglio.” (M. Revelli, Il Fatto Q). Hanno poco da lamentarsi i camerati di FdI: continuano a comportarsi da fascisti se perseverano nel produrre leggi liberticide sulla libertà d’espressione e di stampa – peraltro in un paese dove già l’informazione e i mass-media sono in mano alle cricche politico-affaristiche che appoggiano il governo.
Gli Sfracelli d’Italia devono capire che se si comportano da fascisti verranno trattati da fascisti!
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Se non ho inteso male si stanno adoperando per fare chiudere quei fogli di carta igienica, finanziati da fondi pubblici per il Reddito di Giornalanza, come libero, la falsità e il giornale che con la produzione BUFALINA gli hanno tirato la volata per atteggiarsi oggi a novelli censori del XXI secolo.
Oggi il giornale spara, in prima pagina, la foto del sostituto Procuratore di Biella, Paola Francesca Ranieri, che sta indagando sul fasciodeputato pistolero Pozzolo, accusandola di essere stata in passato consigliera comunale nel M5S del sindaco di Parma Pizzarotti. Anche se fosse quale sarebbe l’attinenza con il reato contestato all’indagato?
In futuro stabiliranno pure chi deve indagare e giudicare su di loro, attingendo ad emuli di Nordio e Squillante? Per esempio.
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