Critica Conte perché come avversaria vuole Schlein: per lei è meno ostica. Con la presidente del Consiglio si sono sfidate nelle Comunali di Roma, quelle del 2016 stravinte dal M5S. Ma chissà […]

(DI LUCA DE CAROLIS – ilfattoquotidiano.it) – Con la presidente del Consiglio si sono sfidate nelle Comunali di Roma, quelle del 2016 stravinte dal M5S. Ma chissà se Virginia Raggi si aspettava di essere citata così da Giorgia Meloni nella sua conferenza stampa alla Camera: “Non ho mai chiesto le dimissioni dei Cinque Stelle indagati, compresa la Raggi”. Trascorsa qualche ora, l’ex sindaca commenta: “Per prima cosa, ricordo che sia in primo che in secondo grado è stato affermato che io ho agito onestamente. Quanto a Meloni, ha spostato il tema. Di fronte a certi comportamenti, esiste la responsabilità politica di allontanare chi li abbia avuti, al di là degli aspetti giudiziari: non si può rinviare tutto alla magistratura”.

Meloni ha sviato?

Sì. Il punto è che su determinate vicende si ha il dovere di intervenire. Poi, eventualmente, la parola passerà ai magistrati. Forse Meloni ci attacca per coprire il fatto che non si assume le sue responsabilità.

La premier ha toccato due temi su cui lei da sindaca ha insistito molto, i balneari e gli ambulanti. Riferendosi al richiamo di Mattarella al governo sulle proroghe per i concessionari, Meloni ha assicurato: “L’appello del Colle non resterà inascoltato”. Che ne pensa?

Penso che finalmente dopo tanti anni Meloni abbia detto alcune cose giuste sull’argomento. Ma dopo le parole ora aspettiamo i fatti. Attualmente i concessionari delle spiagge pagano canoni irrisori, per concessioni che non sono mai andate a gara. Io ne so più di qualcosa: quando mi insediai da sindaca, i nove chilometri di costa davanti all’abitato di Ostia erano occupati da stabilimenti. Creammo spiagge libere, abbattemmo chioschi rafforzati con il cemento. Come reazione, ci ritrovammo ogni settimana i bagni per i disabili distrutti e uccelli con la testa mozzata sugli arenili. La risposta dei clan locali, che avevano chiari interessi.

Il centrodestra sostiene che, applicando la direttiva europea sui balneari – la cosiddetta Bolkestein – le spiagge finirebbero alle multinazionali. È così sbagliato?

È una scusa a cui è difficile credere. Se fai i bandi stabilendo parametri chiari con cui tenere conto soprattutto della qualità del servizio e, in misura molto minore, dell’anzianità dello stabilimento, come feci io a Roma, si può premiare chi merita.

Secondo Meloni, il governo è dovuto intervenire sugli ambulanti per uniformare il trattamento riservato a tutti gli operatori. Lei fece una battaglia per il rinnovo delle concessioni, ma venne lasciata sola anche dal M5S…

Sono contenta che, con la gestione di Giuseppe Conte, il Movimento sia venuto sulle mie posizioni. Ricordo che un mio assessore, Adriano Meloni, venne addirittura aggredito da un ambulante. E che noi ci muovemmo sulla base del parere dell’Antitrust.

Meloni ha attaccato Conte in diversi passaggi, e si è detta disposta a un confronto tv con Elly Schlein.

Mi sembra evidente che voglia come avversaria la segretaria del Pd, perché la giudica meno difficile da affrontare. Dopodiché non noto nulla di nuovo, perché a destra come a sinistra i partiti si muovono con le stesse logiche.

Cioè?

Anche a Roma, ad esempio, l’opposizione delle destre nei confronti di Gualtieri, sindaco del Pd, non è così ficcante. Comprensibile che non si attacchino più di tanto tra loro.

Domina una dinamica consociativa?

Direi di sì. Ogni volta che il M5S si è avvicinato ai dem non solo non ci ha guadagnato sul piano dei consensi, ma ha in parte perso l’identità.

Conte però ha collocato i 5Stelle nel campo progressista. E senza alleanze non si va al governo…

Continuo a dire che, se di accordi si deve parlare, si devono fare solo sui temi. Le alleanza elettorali non durano, e questo dobbiamo sempre ricordarcelo.