Giorgetti sul Mes: «Non ho mai detto che l’Italia lo avrebbe ratificato, non ci sarà manovra aggiuntiva»

Giorgetti sul Mes: «Non ho mai detto che l'Italia lo avrebbe ratificato, non ci sarà manovra aggiuntiva»

(corriere.it) – «Non ho mai detto in nessuna sede che avremmo ratificato il Mes». Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti non si sottrae alla domanda che l’opposizione da giorni gli avrebbe voluto porre. Lo ha fatto rispondendo a una domanda specifica che gli è arrivata in Commissione Bilancio della Camera: «Dopo il quarto rinvio del voto, ho detto che una decisione il Parlamento avrebbe dovuto prenderla, per responsabilità. Il Parlamento ha votato, e l’ha fatto come avevo anticipato io in sede europea, avevo detto che con una larga maggioranza l’esito sarebbe stato il no al Mes», ha aggiunto. «Quello che posso dire è che le previsioni» del governo con i documenti programmatici «sono coerenti con quello che è previsto dal nuovo Patto di stabilità, non sono previste manovre aggiuntive».

«Nessuna conseguenza dalla mancata ratifica»

Se ci saranno conseguenze per la mancata ratifica della riforma del Mes? «Abbiamo il sistema bancario più solido credo in Europa — ha aggiunto —, la ricapitalizzazione e la patrimonializzazione delle banche italiane in questo momento è eccezionale, non credo che ci saranno conseguenze. Uno strumento in più rispetto a situazioni di potenziali pericolo sarebbe stato più comodo», ha concesso Giorgetti, ma «il Mes non è né la causa né la soluzione del nostro problema, che si chiama debito. Dobbiamo concentrarci sul fatto che questo debito deve essere tenuto sotto controllo, altrimenti questo Paese non ce la fa».

Patto di stabilità

Con il Patto di Stabilità, rispetto al vecchio Patto, «abbiamo fatto un passo in avanti — ha spiegato Giorgetti —, introducendo tantissime clausole per richiesta di diversi Paesi, ogni Paese ci ha messo il suo, altrimenti non saremmo arrivati alla conclusione. Questo è un compromessoSe verso il basso o verso l’alto, io ho detto e ribadisco che le valutazioni le faremo tra qualche tempo». Ha poi aggiunto: «Il successo italiano è la possibilità dell’allungamento» fino a «7 anni per coloro che rispettano il Pnrr. Vuol dire che bisogna rispettare il Pnrr in tutto questa flessibilità è entrata ed è un grande successo del nostro Paese». Infine, ha ribadito che «il 2024 non è toccato dalle nuove regole, che partiranno dal 2025».

Manovra, l’esame del Senato

«Con riferimento all’esame della legge di Bilancio — ha aggiunto Giorgetti in merito alla manovra in commissione Bilancio alla Camera — l’esame del Senato ha prodotto una serie di cambiamenti che hanno nel complesso» prodotto «un miglioramento di tutti i saldi di finanza pubblica». Giorgetti ha citato le modifiche intercorse nell’esame di Palazzo Madama e tra l’altro le misure sulla previdenza di medici, dipendenti di enti locali, maestri e ufficiali giudiziari ma anche le misure a contrasto del disagio abitativo o quelli relativi alle infrastrutture. «È stata mantenuta intatta — ha osservato — la quadratura e l’impianto della nostra proposta e il governo lo valuta positivamente».

Superbonus e debito pubblico

Parlando del Superbonus, Giorgetti ha dichiarato: «Abbiamo dato il 110% di incentivo pubblico a ricchi e poveri per rifarsi la casa al mare, facendo ancora debito pubblico. Ora ci si lamenta perché si scende al 70%. Ho chiesto quale altro Paese dell’Ue ha un incentivo del genere, non ho avuto risposta. A noi il 70% sembra pochissimo, ma visto da fuori è tantissimo. Dobbiamo uscire da questa allucinazione per cui è tutto dovuto».

Ponte sullo Stretto

Per quanto riguardo il ponte sullo Stretto di Messina, «era nel disegno originario» della manovra «è stata modificata la spalmatura — ha detto il ministro —. Non trovo per niente scandaloso che il Fondo di sviluppo e coesione delle Regioni direttamente interessate dia un contributo».