IN FAMIGLIA – Richiesta pena anche per la madre Laura e la sorella Matilde L’inchiesta riguarda i fallimenti di tre coop

(DI MARCO GRASSO – ilfattoquotidiano.it) – Cinque anni a testa per Tiziano Renzi e la moglie Laura Bovoli, accusati di concorso in bancarotta fraudolenta e fatture false. Sono queste le richieste del procuratore aggiunto Luca Turco nei confronti dei genitori di Matteo Renzi, imputati nel processo di primo grado in corso a Firenze per i fallimenti a catena delle cooperative di volantinaggio e pubblicità Marmodiv, Delivery Service Italia e Europe Service. La Procura ha chiesto inoltre anche dieci mesi nei confronti di Matilde Renzi – sorella di Matteo, che in una delle società aveva avuto un ruolo di amministrazione per un breve periodo – e condanne nei confronti di tutti gli altri amministratori imputati, a eccezione di uno, Aldo Periale, per cui è stata richiesta l’assoluzione.

I coniugi Renzi, secondo la Procura di Firenze, erano i soci occulti delle cooperative. Le società erano usate per accrescere il volume di affari della ditta di famiglia – la Eventi 6, che risultava essere la committente esterna dei lavori – e poi pilotate verso il fallimento, schiacciate da debiti insostenibili. Sulle coop, infatti, venivano caricati tutti i costi, a cominciare dal personale, secondo l’accusa alle dipendenze dei Renzi, ma formalmente inquadrato nelle cooperative. Un trucco contabile formidabile che avrebbe consentito alla Eventi 6 di trasformare un costo societario in un’agevolazione fiscale. Nel frattempo, le cooperative accumulavano invece debiti crescenti, omettendo di pagare allo Stato imposte e oneri contributivi, e lasciando debiti ai fornitori. Questa impalcatura societaria avrebbe preservato la Eventi 6 da ogni problema e si concludeva con gli ultimi anelli della catena che andavano a gamba all’aria, mettendo nei guai chi in quel momento le amministrava.

Nel processo è finita una rete di amministratori e collaboratori dei Renzi. Il pubblico ministero Luca Turco ha chiesto condanne anche nei loro confronti: Giovanna Gambino (4 anni e 6 mesi); Pier Giovanni Spiteri (3 anni e 8 mesi); Roberto Bargilli (3 anni); Simone Verdolin (3 anni e 6 mesi); Pasqualino Furii (3 anni); Giuseppe Mincuzzi (3 anni e 8 mesi); Paolo Terreni (2 anni e 2 mesi); Carlo Ravasio (2 anni); Daniele Goglio (3 anni e 6 mesi); Massimiliano Di Palma (1 anno e 6 mesi); Priyantha Punchihewa (1 anno). Il processo è stato aggiornato al 16 gennaio, quando prenderanno la parola le difese. In una delle udienze, Tiziano Renzi si è difeso rilasciando dichiarazioni spontanee: “Non sono mai stato amministratore delegato delle cooperative. Svolgevo l’attività di un commerciale”.

A luglio la Cassazione aveva assolto i coniugi Renzi per la vicenda dell’outlet The Mall di Leccio di Reggello (Firenze) e per l’emissione di 160 mila euro di presunte fatture false per consulenze all’imprenditore pugliese Luigi Dagostino. È ancora in piedi invece il processo parallelo a quello di Firenze, che vede imputata Laura Bovoli per il concorso in bancarotta della cooperativa Direkta srl: la Procura di Cuneo ha impugnato l’assoluzione di primo grado della mamma del leader di Italia Viva e il procedimento è in attesa di essere fissato in appello a Torino.