L’allargamento a Kiev e agli altri Paesi orientali impone a Bruxelles di riscrivere la proprie regole interne. A partire dalla politica estera e di difesa

(di Alberto d’Argenio – repubblica.it) – Scenario catastrofico: nel 2030 l’Unione europea conterà 35 partner, solo per l’Ucraina avrà speso circa 200 miliardi di euro, non sarà in grado di prendere una singola decisione in quanto trovare l’unanimità sarà impossibile, avrà larghe fette di popolazione scontenta poiché Kiev e i nuovi soci avranno drenato tutte le risorse continentali per la politica agricola e per quella di sviluppo. E confinerà con la Russia, con la Clausola di solidarietà collettiva pronta a scattare, ovvero l’obbligo per tutti i soci europei di entrare in guerra per difendere un partner in caso di attacco esterno. Non solo senza una vera politica Estera e di Difesa comune, ma anche con il rischio di un effetto a catena che coinvolga la Nato.
Da ieri sera questo è lo scenario di immobilismo e fragilità che le autocrazie in giro per il mondo augurano all’Unione. Per evitarlo servono profonde riforme in Europa. E una classe politica dotata di leader capaci di guardare avanti di diverse generazioni nello scriverle. L’ingresso dell’Ucraina nella Ue infatti può essere paragonato alla caduta del muro di Berlino che portò con sé Maastricht, la nascita dell’Unione come oggi la conosciamo, l’arrivo dell’euro e l’allargamento a Est del 2004. Allora l’Europa si riunì. Oggi deve entrare nella dimensione geopolitica globale. O perirà.

Ma andiamo con ordine. Nelle segrete stanze, a Kiev è stato promesso l’ingresso effettivo nell’Unione nel 2030. Pochi credono che sarà possibile. Potrebbe volerci di più. Ma c’è un altro scenario: che l’Ucraina – e non è da escludere – faccia la fine della Turchia, eterna candidata delusa.
Dal punto di vista tecnico ora il primo passaggio per il negoziato di adesione ora spetta alla Commissione Ue, che deve fare un ciclopico screening di tutta la legislazione ucraina per verificare i punti in cui non è compatibile con quella europea (acquis comunitario). Basti pensare che ad oggi Kiev si è limitata a ridisegnare la Corte costituzionale, la cui indipendenza è la premessa per una democrazia compiuta, a dare garanzie sulle minoranze linguistiche e ad avviare una (caotica e insufficiente) lotta alla corruzione. Il resto della legislazione va rifatto. Un lavoro titanico dal punto di vista burocratico, politico e legislativo interno allo Stato ucraino, sotto le bombe. Di fatto il totale rifacimento dello Stato.

Ma non meno epocale è quanto spetta fare all’Unione europea per evitare di affondare sotto il peso dell’Ucraina, un paese da ricostruire dopo l’aggressione armata di Putin, e delle altre 7 nazioni che porterà con sé (impossibile tenerle fuori se Kiev entrerà visto che aspettano da anni): Balcani, Moldavia e Georgia.
Primo, crollerà la Politica agricola europea, storicamente prima voce del bilancio Ue, fondamentale per la tenuta politica e sociale del continente. Ebbene, solo all’Ucraina spetterebbero 95 miliardi di euro, con un taglio del 20% dei sussidi agli altri Paesi. Kiev potrebbe poi incassare 61 miliardi dai fondi di coesione, quelli per le infrastrutture e lo sviluppo. In definitiva, la stragrande maggioranza dei soci europei, da beneficiari del bilancio Ue finirebbero a essere contributori netti (ovvero incasserebbero da Bruxelles meno di quanto versano). Tanto basta per far saltare tutti gli equilibri.

Per questa ragione la Pac e i fondi di coesione andrebbero totalmente riformati. Come? Innanzitutto allargando il bilancio europeo, perché dedicare ad esso solo l’1% del Pil dei singoli Stati (1.000 miliardi circa per ogni esercizio di bilancio di 7 anni) non basterà più. Un’impresa, se si considera che a ogni negoziato sul bilancio per poche centinaia di milioni di differenza i leader passano intere notti a litigare. Come avvenuto ieri, quando dovevano trovare 50 miliardi per sostenere nell’immediato l’economia di Kiev devastata dalla guerra. Insomma, tutti i leader europei dovranno accettare di spendere molti soldi e di riscrivere i criteri con i quali vengono distribuiti.

C’è poi la dimensione istituzionale dell’Unione, in quanto, come segnalato per primo da Macron, se già oggi prendere decisioni all’unanimità è un’impresa, in 35, con sensibilità e culture politiche ancora più variegate, sarà impossibile. L’Europa dovrà farsi trovare pronta, riformare i suoi trattati per non sprofondare nell’immobilismo in un mondo che si preannuncia sempre più pericoloso. Una sfida alla quale i leader storicamente cercano di scappare nel timore del più classico dei vasi di Pandora con infiniti litigi su ogni virgola dei nuovi testi europei.
Sarà necessario dunque cancellare le decisioni all’unanimità, ovvero il diritto di veto per ogni capitale, inserire la maggioranza in politica estera visto le sfide geostrategiche alle quali l’Unione va incontro allargandosi verso l’Asia. E poi servirà la maggioranza sulla Difesa, nonché sul Fisco, Salute, Ambiente e gli altri principale settori della politica comune. In definitiva, dovrà scegliere a che modello affidarsi. A un’Europa sempre più federale, dove la maggioranza decide e si va avanti tutti insieme affidandosi a Bruxelles? Oppure a un’Unione a diverse velocità o a cerchi concentrici, con i singoli Paesi che decidono materia per materia in quale settore approfondire l’integrazione e in quale restare fuori (come oggi avviene per l’euro)?
Insomma, definire “storica” la giornata di ieri con la decisione su Kiev rischia di non rendere l’idea della sfida epocale ed esistenziale imboccata dagli europei. La cosa più immediata da dire è che ora l’Europa deve diventare adulta.
Non ci resta che sperare in Orban…
"Mi piace"Piace a 1 persona
E’ vero. Pensa come siamo messi!
"Mi piace"Piace a 2 people
@marcobo
Puoi pure smettere di sperare. Orban il furbo al momento del voto è uscito dall’aula, così da non votare né a favore né contro. Tutto è così passato all’unanimità.
Adesso prendi un aiutino per prendere sonno.
"Mi piace""Mi piace"
Ti distingui sempre per l’evidente imbecillità, LoGuasto.
"Mi piace""Mi piace"
E perché “imbecillità”? Perché riporto una notizia (una notizia) che non ti piace?
"Mi piace""Mi piace"
“… il voto sarebbe avvenuto in assenza del premier ungherese che è uscito dalla stanza del vertice nel momento in cui il Consiglio europeo ha preso la decisione di avviare i negoziati di adesione di Ucraina e Moldavia, rinunciando quindi a usufruire del suo diritto di veto.
Poco dopo l’annuncio del presidente del Consiglio europeo, Orbán ha affermato sul suo profilo X: “Avviare i negoziati di adesione con l’Ucraina è una decisione sbagliata. L’Ungheria non ha partecipato alla decisione”.
"Mi piace""Mi piace"
Il furbo esce la “stupidota” resta e vota si e la put tana di Repubblica ci avverte di quello che i nostri figli e nipoti dovranno sopportare come se dipendesse da noi poter cambiare le cose….però il giornalista str onzo ci ha avvertito così ha la coscienza pulita.
Stesse cose lette durante la guerra irakena o la distruzione della libia.
Chi vuol capire 🤷♂️
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace"Piace a 3 people
C’è chi si è già messo avanti nella contabilità dei mld occorrenti per ricostruire l’Ucraina: 500 per cominciare. E chi pagherà?? Ovviamente l’Ue. E l’America? Stop, ha chiuso i rubinetti sia per le armi sia per l’inesistente piano Marshall. La Minkiona vestita di verde padano ha appena affermato la sua personale soddisfazione nel… dover pagare i viveri, edifici, infrastrutture e quant’altro a quell’aspirante attore Nato di Zelensky. A ogni calo di servizio sanitario italiano ci saranno muri di ospedali da ricostruire in Ucraina. E’ il prezzo che dovremo pagare per mantenere sòra Gioggia al governo! A sticaxxi!
"Mi piace"Piace a 6 people
Come si usa dire: errare è umano, perseverare è diabolico. La UE sta dimostrando di essere stupidamente diabolica: doveva essere un affare l’annessione dell’Ucraina, come lo fu quella degli altri paesi dell’est. Invece dovrà cacciare tanti di quei soldi da doversi impegnare pure i genitori ed anche i figli per chissà quante generazioni.
Lo dico così, tanto per dire: non sarebbe stato meglio lasciarla in pace e neutrale?
"Mi piace"Piace a 2 people
Sicuri che quando sarà il momento l’europa esisterà ancora?
"Mi piace""Mi piace"
L’entrata dell’Ucraina nella comunità europea? Per adesso somiglia più che altro alle nozze con i fichi secchi.
"Mi piace""Mi piace"
L’articolo descrive bene la follia assoluta stravolgendola: l’Ucraina è uno Stato democratico ? Evidentemente NO se Zelensky ha messo fuori legge 11 partiti di opposizione e ha accettato nelle sue FFAA i neonazisti del famoso Battaglione Azov. L’Ucraina non è solo uno Stato fallito, è uno Stato CONTAMINATO per decenni dall’Uranio impoverito usato per distruggere I mezzi blindati. Chi comprerà grano, olio di semi di girasole, “bruscolini” ( semi di zucca) in provenienza da terreni inquinati? Ricordate i nostri poveri soldati morti o ammalati di cancro in Kosovo per lo stesso motivo? L’allargamento dell’Europa all’Est può significare anche un ampliamento a Sud ( NordAfrica ) e a tutto il Mediterraneo ( Libano, Siria, Israele). Vogliono demolire l’Europa in quanto continente per trasformarla in un contenente.
"Mi piace"Piace a 2 people
“Perché Orban ha bloccato 50 miliardi di euro di aiuti all’Ucraina e cosa vuole ottenere il leader ungherese”
Il professor Aldo Ferrari (ISPI): “Quella del leader ungherese è però una tattica molto abile, sebbene a noi non piaccia: mercanteggia su tutto e riesce ad ottenere molto per il suo Paese, soprattutto dal punto di vista economico, minacciando continuamente di far saltare importanti progetti europei”.
Intervista a Professor Aldo Ferrari
continua su: https://www.fanpage.it/esteri/perche-orban-ha-bloccato-50-miliardi-di-euro-di-aiuti-allucraina-e-cosa-vuole-ottenere-il-leader-ungherese/
https://www.fanpage.it/
"Mi piace""Mi piace"
L’Ucraina non è uno stato democratico; dato poi l’elevato livello di corruzione è molto difficile che lo diventi a breve.
A parte i tre paesi baltici dove si è verificato un totale rigetto dell’eredità dell’ URSS; negli altri stati ex URSS tante storture sono ancora in essere; l’Ucraina non fa eccezione.
L’Ucraina oggi è considerato, ed a ragione, il granaio d’europa anche se il 65% della sua produzione è destinato ad i paesi in via di sviluppo.
Il restante 35%, per vie dirette o indirette, ce lo ritroviamo anche sugli scaffali dei nostri supermercati.
Quindi il problema non è chi comprerà cosa, ma quanta cosapevolezza c’è sugli acquisti che si stanno facendo e quanta volontà politica ci sia di far si che ci si possa trovare nelle condizioni di fare una scelta consapevole.
L’Ucraina è un paese che uscirà a pezzi da questo conflitto e non lo si può abbandonare a se stesso.
L’Ucraina sarà certamente aiutata; rimane da stabilire a quale prezzo; L’Europa e gli USA ( cosa poco probabile) si riterranno responsabili di aver alimentato il conflitto in essere e l’Ucraina riceverà supporto pagando oneri relativamente bassi; diversamente sarà aiutata comunque , ma con costi altissimi e che negli anni a venire mineranno il suo potenziale di crescita.
Personalmente ritengo che questa vicenda, l’apertura dei negoziati per l’ingresso dell’Ucraina in Europa, sia legata a ragioni di marketing politico in vista delle prossime elezioni europee.
La realtà dei fatti è che l’Ucraina presenta una situazione sociale, politica ed economica, anche a guerra ipoteticamente conclusa, che è molto distante da quelli che sono i requisiti minimi per entrare nella EU.
Quanto ad Orban che dire?
Il governo ungherese si trova in una situazione finanziaria tutt’altro che rosea; da un lato si è visto tagliare i fondi che gli spettano per via delle sue politiche illiberali ch ha posto in essere; dall’altro cerca di compensare appoggiando la linea di Putin e riuscire ad avere prezzi di favore sull’energia.
Per certi versi somiglia alla firma, si mette di traverso del MES; l’italia non firma per poter trattare sul patto di stabilità ( vermante le cose nin stanno solo in questi termini)
Orban si mette di travrso per spuntare condizioni di maggior favore.
Sono inutili entrambi gli atteggiamenti? Si
Ma, come si dice: a pagliaccio, pagliaccio e mezzo
"Mi piace"Piace a 1 persona