IL LEGHISTA – Il ministro dei Trasporti, responsabile delle Ferrovie, non venne informato. Lui: “Francesco è sceso dal treno, perché devo risponderne io?”

(DI GIACOMO SALVINI – ilfattoquotidiano.it) – Il 21 novembre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini non è stato informato né dal collega Francesco Lollobrigida né dai vertici di Ferrovie dello Stato della fermata ad hoc a Ciampino sulla tratta Roma-Napoli di cui aveva usufruito il titolare dell’Agricoltura e cognato di Giorgia Meloni poche ore prima. Salvini, che per competenza è responsabile delle Ferrovie italiane, ha saputo del fatto che ha messo in imbarazzo il governo solo il giorno successivo quando è stato rivelato dal Fatto, dicono due fonti vicine al leader della Lega a conoscenza degli eventi.

La mancata comunicazione tra Lollobrigida, i vertici di Trenitalia e Salvini è stato uno dei motivi che hanno portato il segretario della Lega a negarsi dal rispondere in Parlamento, nonostante le richieste dell’opposizione. Il giorno successivo alla fermata del treno, il 22 novembre, mentre il centrosinistra chiedeva le dimissioni di Lollobrigida e un’informativa urgente di Salvini in aula, quest’ultimo mostrava la sua irritazione nei confronti del collega: “Ha fatto fermare un treno per scendere, perché mai dovrei rispondere io in Parlamento?”, chiedeva Salvini ai suoi interlocutori di partito.

Quel giorno, infatti, il treno Roma-Napoli aveva accumulato un ritardo di oltre 100 minuti e secondo diverse ricostruzioni mai smentite, lo staff di Lollobrigida o il ministro stesso, che doveva arrivare a Caivano per un evento istituzionale, aveva chiamato l’ufficio dell’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi, per chiedere una fermata straordinaria a Ciampino. Dopo il via libera della centrale operativa, il capotreno aveva fatto scendere il ministro dando la possibilità anche agli altri passeggeri di farlo.

Poche ore dopo, Il Fatto ha scoperto la cosa chiedendo una risposta sia a Lollobrigida sia ai vertici di Trenitalia. A quel punto gli uffici dell’azienda e lo staff del ministro hanno concordato una versione comune. Ma nonostante questo, Salvini non è mai stato informato della vicenda. E non è un elemento irrilevante: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è il responsabile delle Ferrovie, che fa capo al ministero dell’Economia, e di Trenitalia, a sua volta controllata da Fs. La mancata comunicazione nei confronti di Salvini è anche la dimostrazione della volontà di Lollobrigida e dei vertici di Trenitalia di scendere dal treno sperando che nessuno se ne accorgesse. Ma anche di rapporti difficili tra il leader della Lega e le persone più vicine a Meloni, tra cui appunto Lollobrigida.

Non è chiaro se questo episodio abbia cambiato l’opinione di Salvini nei confronti dell’ad di Trenitalia Corradi: quest’ultimo in primavera aspira a prendere il posto di Luigi Ferraris al vertice di Ferrovie e, pur non essendo la prima scelta del leader della Lega, è il favorito del suo viceministro e fedelissimo Edoardo Rixi.

Non è un caso che nei giorni successivi Salvini non abbia mai risposto sulla questione. Inoltre, il segretario del Carroccio ha deciso che non andrà a fare un’informativa in Parlamento su quello che è accaduto sul treno Roma-Napoli fatto fermare a Ciampino per far scendere Lollobrigida: il governo non la considera un’urgenza e il calendario del Parlamento è pieno fino a fine anno. Salvini ha mandato avanti alcuni esponenti di primo piano della Lega: il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha parlato di “comportamento da evitare” e il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha aggiunto che “fortunatamente non sono tutti come il ministro”.

Venerdì, partecipando a un convegno proprio delle Ferrovie dello Stato, però, Salvini ha parlato dell’alta velocità criticando indirettamente anche la fermata straordinaria a Ciampino: “I progetti per l’alta velocità ferroviaria, le fermate, non sono figli di scelte politiche, ma tecniche e infrastrutturali che fanno gli ingegneri. L’alta velocità è alta se non fa troppe fermate, se ha un tracciato omogeneo – ha detto rivolgendosi ad alcuni sindaci che vogliono l’alta velocità nei propri comuni – Questo vale in Calabria ma anche in Toscana. Secondo me occorre ragionare per sfoltire un po’ l’eccesso di presenza che a volte in caso di guasto o malfunzione crea ritardi a catena”. Ogni riferimento a Lollobrigida è puramente casuale.