
(LORENZO CASTELLANI – editorialedomani.it) – Matteo Salvini è l’anello debole della maggioranza. Il leader leghista non si è mai ripreso nei consensi dopo la batosta elettorale dello scorso anno, ha accettato il ruolo di subordinazione a Giorgia Meloni, è stato costretto a cancellare la sua linea politica filo-russa, ha subito la diminuzione dei suoi poteri informali per l’accentramento di competenze alla presidenza del Consiglio per la sintonia tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la premier, ha visto fallire il suo ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sull’immigrazione poi scavalcato dalla politica internazionale del governo, non è riuscito a strutturare il suo partito nel sud Italia come avrebbe voluto.
L’euroscetticismo, inoltre, dopo la pandemia, il Pnrr e la sospensione del Patto di stabilità, non esercita più la stessa potenza politica di un tempo sugli elettori. E a breve, con o senza il voto leghista, l’Italia ratificherà il Mes. Salvini è un politico con difficoltà nel cercare una prospettiva, ha sbocchi limitati e un consenso che sembra ingessato. Per ovviare a questo problema egli sceglie la via della destra radicale, come la convention di Firenze di questo weekend testimonia.
Il leader leghista cerca così di vivere di luce riflessa dei probabili successi altrui: Front national in Francia, AfD in Germania, Geert Wilders in Olanda. Basterà per recuperare consensi occupare un’area politica estrema? Legittimo avere qualche dubbio soprattutto se si guarda la Lega stessa.
Davvero personalità Massimiliano Fedriga, Luca Zaia, Attilio Fontana e Giorgetti nutrono entusiasmo per partiti nazionalisti, dirigisti e protezionisti? E cosa ne pensa il cuore dell’elettorato leghista fondato sulla piccola-media impresa integrata nel mercato europeo? Non può essere la contrarietà all’immigrazione l’unico fattore per valutare la bontà della scelta, anche perché questo posizionamento rischia di chiudere la Lega in un angolo.
Salvini sostiene che in Europa si possa replicare lo schema italiano tra popolari, conservatori e nazionalisti ma sa benissimo che si tratta di uno schema impraticabile. Per ragioni nazionali ed europee questo accordo non si chiuderà mai perché il Ppe non accetterebbe mai di allearsi con Identità e democrazia. Dunque ciò a cui mira davvero Salvini è occupare l’area dell’euroscetticismo per poi rimproverare a Fratelli d’Italia e Forza Italia di essere stati troppo accondiscendenti con il centrismo europeista quando le cose si metteranno eventualmente male per il governo italiano sul piano sociale ed economico.
Ma davvero a Salvini conviene questa retorica di lotta contro burocrati, tecnocrati e banchieri europei i quali però al contempo valutano in modo per lo più positivo il lavoro del governo Meloni? È vero che così il leader leghista segna una posizione netta, ma forse dovrebbe riflettere alle ripercussioni interne e internazionali sulla credibilità della Lega se i voti alle europee non crescessero rispetto alle ultime politiche nonostante questa torsione verso la destra radicale. A volte, di fatti, scavare una trincea può diventare una trappola più che una postazione di guerra vantaggiosa.
salvini sta facendo quello che ha sempre fatto. trovare qualcuno da infangare e dargli la colpa di tutte le disgrazie del mondo. l’elettorato di salvini appartiene al basso livello culturale e morale, di cui ne è espressione planetaria. l’italia, per farsi governare, sceglie il letame confondendolo con il cioccolato.
"Mi piace"Piace a 5 people
È la cultura del lavoro che gli manca e soprattutto la concretezza sta’ ripetendo lo stesso schema adottato con i 5 stelle soltanto che adesso lo sanno tutti che è un ¢azzaro e poi se c’ è wualcuno che ancora crede alle fandonie vota e voterà Meloni.
"Mi piace"Piace a 4 people
salvini si gioca la sopravvivenza del partito; non vorrebbe, ma è costretto a rispolverare l’euroscetticismo. Senza le frecciate, spuntate, contro l’UE rischierebbe di scendere sotto il 5%.

Ovviamente sia lui che meloni cercheranno di trattenere a sé gli euroscettici; prometteranno loro non più l’Italexit, ma di cambiare l’UE dall’interno. Anche questa promessa destinata a essere tradita.
Gli elettori(ex?) di salvini e meloni si faranno fregare di nuovo o riscopriranno il dolce amor proprio come hanno fatto tutti quelli che non li votano più? 💖
"Mi piace"Piace a 1 persona
Il salumaio non è l’ anello debole ma l’ anello mancante….
"Mi piace"Piace a 3 people
Magari, se fosse come tu scrivi cadrebbe ‘sto governaccio, ma sarebbe troppo bello per essere vero
"Mi piace"Piace a 2 people
Intendevo l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia 🐒😂 per me non dureranno, prima o poi li faranno saltare per riportare il Salvatore della Patria di nome nonno Mario…siamo ai titoli di coda, purtroppo in tutti i sensi…
"Mi piace"Piace a 2 people
… sì, ma dell’intero genere umano, dato il Q.I. che ha, in buona sostanza pari a quello di una patata dolce.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Un partito, la lega, che ha avuto come leaders due che non hanno mai lavorato in vita loro, scusate volevo dire senza né arte né parte, come Bossi e Salvini.
E dove hanno preso i voti principalmente?,in quelle che sono le aree più produttive dell’Italia.
Ho sempre pensato che il termometro di una nazione fosse la demografia; devo ricredermi
"Mi piace""Mi piace"