ESCALATION – L’ex leader ucraino fermato alla frontiera: “Voleva incontrare Orbàn”. Lui: “Svolta autoritaria”. Il sindaco della capitale: “Volodymir paga i suoi errori”

(DI STE.CA. – ilfattoquotidiano.it) – I nemici del comandante in capo di Kiev Volodymyr Zelensky non sono più soltanto a Mosca o sul fronte orientale delle province occupate. Alla vigilia del secondo anniversario dell’aggressione russa, il presidente ucraino deve sentirsi accerchiato ormai anche in casa. E non solo tra le mura domestiche. Se infatti la moglie Olena Zelenska ha confidato in un podcast prodotto dall’Economist di non volere che il marito si candidi per un nuovo mandato in vista delle elezioni fissate in teoria a marzo (“Non voglio che sia presidente per il prossimo mandato o per i prossimi due mandati”) altri colpi sono arrivati ieri da due esponenti di rilevo del panorama politico ucraino: il sindaco di Kiev Vitali Klitschko e l’ex presidente (sconfitto proprio da Zelensky alle ultime elezioni del 2019 ma alleato in tempo di guerra) Petro Poroshenko.
Il primo, in un’intervista concessa al notiziario svizzero 20 Minuten trasmesso sia in Ucraina che in Russia ha attaccato senza mezzi termini il presidente in carica: “Le persone – ha detto – vedono chi è efficace e chi no. Le aspettative erano e sono tante, Zelensky sta pagando per gli errori commessi. La gente si chiede perché non fossimo meglio preparati per questa guerra. Perché Zelensky ha negato fino alla fine che si sarebbe arrivati a questo. C’erano troppe informazioni che non corrispondevano alla realtà – prosegue l’ex campione mondiale di boxe – Naturalmente possiamo mentire al nostro popolo e ai nostri partner, ma non si può farlo per sempre”.
Più grave – perché sembra in parte sovrapporsi a quanto rivelato nel Stati Uniti dal premio Pulitzer Seymour Hersh, secondo cui dalle parti di Kiev sarebbero pronti a sacrificare Zelensky pur di raggiungere un accordo con Mosca che ponga fine al conflitto – sembra essere il caso legato all’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, a cui, come riferito dal servizio di sicurezza ucraino, è stato negato il permesso di lasciare il Paese. Poroshenko è stato respinto alla frontiera nonostante avesse ricevuto dal Parlamento il permesso di lasciare l’Ucraina, dal momento che base alla legge marziale, gli uomini ucraini di età compresa tra i 18 e i 60 anni non possono espatriare senza un’autorizzazione speciale.
Il 58enne ex presidente, ha dichiarato di avere in programma incontri con il presidente della Camera degli Stati Uniti Mike Johnson e con il Parlamento polacco. Ma i funzionari della sicurezza ritengono che Poroshenko, che parla esplicitamente di “deriva autoritaria” avesse accettato di incontrare anche il presidente ungherese Viktor Orban, che in passato ha elogiato il presidente russo Vladimir Putin e si è rifiutato di sostenere l’adesione di Kiev all’Ue. In una dichiarazione sui social media, i servizi di sidcurezza ucraini hanno affermato che tali colloqui avrebbero reso Poroshenko uno “strumento nelle mani dei servizi russi”.
Per quanto riguarda la situazione sul campo, invece, l’opinione comune della quasi totalità della stampa internazionale è che le cose per l’Ucraina volgano al peggio. Il massacro scatenato nel febbraio 2022 dall’esercito russo (che ha appena aumentato i suoi effettivi di 170 mila persone) continua a mietere vittime ma è in una fase di stallo. La controffensiva ucraina è ufficialmente fallita e la nuova strategia suggerita dagli alleati e la “difesa fortificata”, meno costosa in termini di vite umane ma anche di armi e risorse nonché possibile nuovo confine dopo un’eventuale pace.
E certo non faranno sorridere Zelensky nemmeno le parole del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg: “Dobbiamo essere preparati anche alle cattive notizie. Le guerre sono intrinsecamente imprevedibili, l’unica cosa che sappiamo è che più sosteniamo l’Ucraina, più velocemente questa guerra finirà – ha sottolineato – ma gli eventi intorno al tavolo negoziale sono legati in modo indissolubile alla situazione sul campo di battaglia”.
E come nelle Iene, finirono per ammazzarsi tra di loro…
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Un altro successo europeo che merita un segnale di cambiamento il prossimo giugno 2024.
Sono curioso di vedere come si posizioneranno i nostri partiti di opposizione ma immagino già salti doppi e carpiati con avvitamento.
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Le centinaia di migliaia di morti e feriti ucraini, militari e civili, sentitamente ringraziano…
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Stoltmberg è a suo modo è coerente quando dice che bisogna sostenere l’Ucraina fino in fondo. Sostenerla come la corda sotiene l’impiccato.
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L’Ucraina è stata manipolata e USAta, per anni, fino alla guerra alla Russia.
La primavera arancione non aveva avuto successo e hanno rimediato con un colpo di stato di stampo neonazista. E sono diventati una colonia.
Poi un decennio circa di propaganda martellante antirussa, a iniziare dalle scuole, e discriminazioni e bombe e morti nel Dombass.
Circa 10-15.000 morti …
Fare guerra alla Russia rifiutando i negoziati è stata un’autentica follia, visto che la Russia ha il secondo più potente esercito al mondo (ma forse ormai anche primo, chissà), ma i padroni reali del paese grazie al governo corrotto hanno usato gli ucraini come un popolo mercenario, e si sono riproposti di combattere fino all’ultimo uomo, e in effetti ci stanno arrivando. Iniziano anche a mobilitare le donne.
Man mano che l’Ucraina crolla, dopo aver perso metà della popolazione (oltre ai morti, milioni di espatriati), la forza lavoro, l’economia, l’esercito, un sacco di territori, l’industria, i trasporti, il sistema energetico, e ovviamente la guerra … il governo dei corrotti comincia a scannarsi.
Arrivano bombe a mano nei pacchi regalo e avvelenamenti, e Zelensky ha un futuro ristretto, a occhio (la moglie progetta di mollare tutto e cambiare vita, ma non credo li lasceranno andare facilmente).
La resa dei conti è sempre più vicina. Un conto salatissimo.
Il risultato finale è una nazione massacrata, sacrificata sull’altare dai suoi padroni, fra l’altro inutilmente perchè la Russia è economicamente e militarmente più forte di prima, e gli unici ad averci rimesso con le sanzioni sono gli europei.
Ora siamo all’epilogo.
Immagino scontri intestini e morti assassinati eccellentissimi, poi la inevitabile resa totale, alle condizioni della Russia, che terrà i territori russofoni, niente NATO, niente UE, e una popolazione stremata e in ginocchio, che era già la più povera d’europa prima della guerra e ora non oso immaginare come sia messa e cosa l’aspetti.
Addio sogni di gloria, letteralmente.
E se Atene piange, Sparta non ride: l’occidente è al declino economico, Europa in testa.
Fine di un’era, e inizio di un’altra, almeno spero, perchè la possibilità di una guerra mondiale definitiva è ancora attualissima, e allora non si salverebbe più niente.
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Zelensky comincia a diventare un po’ troppo scomodo per i sublimi progetti degli States che, all’occorrenza, sono specialisti nel piantare un pugnale tra le scapole degli amici. Se non si affretta a cambiare aria… avrà qualche problema di sopravvivenza. Visto che la nuova carta geografica dell’Ucraina è in stato avanzato di perfezionamento. Manca solo il passaggio in tipografia.
Dài, su, poco male… si potranno riprendere i normali rapporti commerciali con Russia e Cina, Usa permettendo. E il prof. Orsini potrebbe essere riabilitato con tutti gli onori, se nostri eroi della carta stampata ammettessero di essersi sbagliati. Tanto più che la Schlein già comincia a sillabare la parola PA-CE. Sono convinto che tutti affermeranno all’unisono che solo grazie alle armi inviate in soccorso dei resistenti si è riusciti a piegare la volontà guerrafondaia di Putin verso la pace. E pazienza se la logica ne verrà completamente stravolta!
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Ma candidare la fanciulla alle elezioni e vederla, in un duello TV, ridurre la caciottara come un vileda strausato prima di essere gettato nell’indifferenziato, non sarebbe per niente un’idea malvagia, no? La Schlein andrebbe via di corsa a rifugiarsi in un convento per il resto dei suoi giorni!
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Magari! Paola la voto tutta la vita.
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Ma chi è ‘sta tizia YouTuber? Ma è una Dea, l’adoro, la sposo domani (e si guardi bene, che io sia un pervicace sostenitore della vita da single!). Non ne sapevo nulla. È fantastica! Dico davvero, per costei provo grande ammirazione! Che tipa, che muso! Fenomenale!
Grazie, Sparviero! 🙏🏼
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Sito ucraino 👇
Quasi il 45% degli ucraini è favorevole alla fine della guerra attraverso un compromesso nei negoziati – sondaggio
22:32, 3 dicembre 2023
https://ctrana.news/
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La youtuber qua sopra riportata ha già detto (quasi) tutto.
Ci sarebbero alcune precisazioni da fare.
Ad esempio, che le alternative per Zelensky sono forse di più delle due che ha citato; tipo una bella fuga verso caldi lidi accoglienti con valigie di contanti appresso.
Anche dare per scontato che gli stolti che ci guidano siano veramente fessi al punto da non mettere nel conto un sconfitta, pare piuttosto limitato; forse, dico forse, era anche per loro una possibilità, l’importante è che non lo fosse per le folle adoranti di Repubblica o Mentana, altrimenti non si sarebbe andati avanti ad oltranza.
Per quanto riguarda il voltafaccia dei guerrafondai, un ottimo esempio ce l’abbiamo già, cercate il video MSNBC “Redefining success in Ukraine”; da sbellicarsi dalle risate, se non fosse che la gente incapace di ragionare si berrà tutto quello che gli verrà raccontato per rigirare la frittata, esattamente come si è bevuta senza problemi due anni di propaganda senza limiti.
Avete capito bene, si parla di sconfitta ucraina e il titolo è “ridefinire il successo”: bisogna accontentarsi dello 0,25% di territorio riconquistato, dicono; ci sarà tempo per una riconquista successiva tramite nuove sanzioni (lo dicono veramente!!); tutto ciò potrà apparire come una vittoria di Putin, che però non è riuscito a conquistare Kiev (e Lisbona, aggiungerei)!
Qualche tempo fa avevo detto che a noi rimarrà un amarissimo “io l’avevo detto”; ai guerrafondai che hanno spronato Zelensky a un’impossibile e disastrosa controffensiva, partendo da Stoltenberg per arrivare fino alla misera “opinione pubblica” occidentale, rimarrà in eredità l’aver contribuito attivamente all’estinzione di una generazione di giovani ucraini.
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