Davanti al Comune di Roma c’erano anche loro, i Cinque Stelle: contro l’inceneritore e quindi anche contro il Pd, con cui pure trattano per Regionali e amministrative.[…]

(DI LUCA DE CAROLIS – ilfattoquotidiano.it) – Davanti al Comune di Roma c’erano anche loro, i Cinque Stelle: contro l’inceneritore e quindi anche contro il Pd, con cui pure trattano per Regionali e amministrative. L’ennesimo paradosso a sinistra va in scena di sabato pomeriggio in una piazza del Campidoglio flagellata dal vento. In circa 200 si raggrumano per protestare contro il termovalorizzatore che la giunta guidata dal dem Roberto Gualtieri vuole realizzare a Santa Palomba, nella periferia sud della Capitale. Ci sono gli striscioni e le pettorine dei comitati di quartiere, le bandiere di Rifondazione comunista e Potere al popolo, Legambiente, quattro o cinque sindaci dei comuni limitrofi all’impianto. E poi loro, i grillini, per cui il no agli inceneritori è da sempre un totem. In piazza si vedono i consiglieri comunali – Linda Meleo e Daniele Diaco – e regionali – Adriano Zuccalà, Valerio Novelli – assieme a dirigenti ed ex parlamentari come Gianluca Perilli e Angela Salafia. E ovviamente c’è anche l’ex sindaca Virginia Raggi, da sempre critica rispetto all’avvicinamento tra Movimento e Pd. Al Fatto, Raggi ricorda che contro il termovalorizzatore pende ancora un ricorso al Consiglio di Stato, e rivendica le ragioni della piazza: “L’inceneritore è una soluzione anti-storica, questo tipo di impianti stanno cominciando a essere dismessi nel resto d’Europa. A Roma invece se farà uno enorme che produrrà una grande quantità di scorie e molto inquinamento”. Ma la città ha enormi, cronici problemi con i rifiuti… “L’emergenza – replica l’ex sindaca – può essere affrontata con impianti molto più moderni. Ma il Pd di Roma si pone in contrasto con le scelte che il suo partito fa nel resto d’Italia”. Elly Schlein avrebbe dovuto fermare l’impianto? Raggi è dritta: “Schlein se ne è lavata le mani, dicendo che quando è stata eletta segretaria il progetto era già avviato. Ma nel suo programma prevede altro sul tema, quindi doveva intervenire. Evidentemente il Pd non ha una linea precisa neanche su questo”.