Accoglienza è una bellissima parola ma quanti soprusi, imbrogli e speculazioni vengono perpetrati, purtroppo, in suo nome. L’altra sera era difficile non distogliere lo sguardo dalle immagini […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – “Cibo maleodorante, cure negate e sporcizia: l’appalto della vergogna nel Cpr di Milano”. “Il Fatto Quotidiano”
Accoglienza è una bellissima parola ma quanti soprusi, imbrogli e speculazioni vengono perpetrati, purtroppo, in suo nome. L’altra sera era difficile non distogliere lo sguardo dalle immagini trasmesse nel Tg di Mentana sulle condizioni disumane in cui sono stati costretti a vegetare gli sfortunati “accolti” nel Centro di permanenza per rimpatri di via Corelli. “Un regime medievale quello riscontrato dalla Procura di Milano”, leggiamo sul “Fatto”, “all’interno di una struttura controllata dal Viminale e delle cui condizioni, secondo quanto risulta ai pm, non si è accorta la Prefettura di Milano che mai, da quando la gestione poco più di un anno fa è stata affidata con appalto alla Martiniana srl, ha eseguito controlli”. Gravissimo che si continui a consegnare gli appalti milionari per la gestione di questi luoghi a quelle che alla prova dei fatti risultano essere vere e proprie associazioni a delinquere. Lascia poi senza parole l’assenza di una qualsiasi forma di vigilanza da parte di Viminale e Prefettura che ha permesso il protrarsi di questo schifo (il che, in un clima diffuso di complicità, avvalora le peggiori ipotesi). Poi, come se non bastasse, ecco che sempre sotto il titolo dell’accoglienza escono (pubblicate da “Panorama” e da “La Verità”) le carte dell’inchiesta della Procura di Ragusa sui rapporti milionari tra la Cei e l’Idra social shipping. Trattasi della “compagnia privata pensata dall’ex no global Luca Casarini e da Giuseppe Caccia (socio di maggioranza) che arma la Mare Jonio, il rimorchiatore che si offre (anche in cambio di denaro secondo i magistrati) di recuperare naufraghi in mare o sulle navi altrui” (“La Verità”). Vedremo se i giudici convalideranno le ipotesi accusatorie a proposito dei tanti quattrini spillati dall’organizzazione a diocesi e vescovi. Costoro in buona fede, fino a prova contraria, anche se Papa Francesco avrebbe chiesto di vederci più chiaro sul comportamento dei vertici della Cei (presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi). Dal quadro complessivo, abbastanza desolante per non dire altro, emergono soprattutto questioni di carte di credito e di prelievi di contante per scopi non esattamente legati alla benemerita attività di soccorso (affitti di casa da pagare e spese per la separazione, nelle parole del convertito Casarini). Non ha torto Maurizio Belpietro quando scrive: “Chissà cosa ne pensano, non i vescovi, ma i fedeli che a fine messa lasciano cadere i loro spicci dentro il sacchetto delle offerte”. Già.
Quindi dopo Berti-Notti abbiamo pure Casarin fulminato sulla via di Damasco… chi l’avrebbe detto.
"Mi piace""Mi piace"