Blando biasimo per Sabino Cassese, campione tra i costituzionalisti, che sbaglia anche quando vince facile, proponendo di allestire la sua personale ghigliottina sulla […]

(DI PINO CORRIAS – ilfattoquotidiano.it) – Blando biasimo per Sabino Cassese, campione tra i costituzionalisti, che sbaglia anche quando vince facile, proponendo di allestire la sua personale ghigliottina sulla spianata del Campidoglio in attesa che il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, faccia il favore di infilarci la testa. Lo spunto della sentenza è la sconfitta per Expo 2030 a favore di Riad, una catastrofe, pensa Cassese, che negherà ai romani la ricca esondazione di altri cementi, altri assalti alle colline residue, altre promesse di investimenti in conto debito, non bastando quelli pregressi, che nessuno sa se siano 9, 10, oppure 12 miliardi.
Con minore scienza di virgole, ci eravamo permessi di proporre (quasi) la stessa pena per il sindaco di Roma che sempre ci guarda con la sua faccia da enigmatica Gioconda, e che oggi tutta l’Arabia Saudita ci invidia per le stesse ragioni sviluppiste di Cassese. Siamo d’accordo con il prof quando propone la nomina di almeno tre generali di corpo d’armata per governare l’apocalisse della Capitale, ormai ridotta a “una finzione giuridica”, dove si sommano l’inferno del traffico, il vulcano della spazzatura, la palude sovietica della burocrazia, il disordine turistico, la raccapricciante eterogeneità di rettili e insetti che la abitano. Con la bella novità meteorologica che ha voltato il ponentino in una bufera che sradica alberi e qualche volta cristiani.
Tre generali che possano reintrodurre i lavori forzati per tutti i capi settori del disastro: Ama, Atac, Terziario, Tassinari e compagnia cantante, per un tempo congruo, “diciamo quindici anni”. Giusto. E il sindaco? Pena massima: sentenza che il prof pronuncia in latinorum: Piscis primum a capite foetet, il “pesce puzza dalla testa”. Tagliamola. Peccato che stavolta sia errata la circostanza. Il piccolo vantaggio che l’insipiente Gualtieri ci ha regalato, vale un’attenuante: si tenga la testa, ci restituisca Roma.
Per una volta farei parlare la Raggi ma con le orecchie dei romani ben stappate e non un dinosauro che spolpa questo paese ormai da troppi anni.
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Come cambiano i tempi. Dovremmo essere felici di esserci evitata l’ennesima catastrofe con colata cementizia connessa e invece tutti depressi perchè Riad ci ha tolto le castagne dal fuoco. in compenso (che fortuna !) erideteremo noi il regno dei cieli ,vista la povertà di spirito che ci caratterizza.
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“Tre generali che possano reintrodurre i lavori forzati per tutti i capi settori del disastro: Ama, Atac, Terziario, Tassinari e compagnia”
Corrias, cancellare i tassinari x favore, la nana non li vuole nemmeno sfiorare. Per le altre categorie un pensierino si può fare….
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«…Ama, Atac, Terziario, Tassinari e compagnia cantante…»
Oh, che strano! Tutto, ma proprio tutto quel che voleva fare la Raggi. Ma lei era la “patata bollente” e quindi era una incapace per definizione. Poi è arrivato il PD dei padreterni bravissimi, e addirittura oggi alla (s)guida del paese abbiamo la Q-lona buzzicona cafona della sgarbatella, cioè la stessa cosa solo ben più becera e burina dei padreterni di cui sopra, che non alza un sopracciglio manco per sbaglio, non avesse a scontentar nessuno di quelli che contano (perché quelli che non contano, salvo esser sistematicamente derubati dal “pizzo-di-stato”… non contano mai una beneamata, eh vabbè). La ghigliottina ci vorrebbe, per l’appunto.
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