Da anni, il centrosinistra addomestica le menti dei pochi che si interessano ancora alle questioni di politica estera ed europea. Il motto è sempre: “Non c’è alternativa”. Il […]

(DI ELENA BASILE – ilfattoquotidiano.it) – Da anni, il centrosinistra addomestica le menti dei pochi che si interessano ancora alle questioni di politica estera ed europea. Il motto è sempre: “Non c’è alternativa”. Il principio della realtà ha coinciso con l’Europa neoliberista in grado di mobilitare fondi per le guerre imposte dagli Stati egemoni e di distruggere i beni comuni nei Paesi indebitati. Istruzione, ricerca, sanità, Stato sociale, trasporti, infrastrutture, risanamento ambientale e del territorio sono stati trascurati in nome degli equilibri monetari di cui miracolosamente, quando la volontà politica lo richiedeva per i salvataggi delle banche, per il Covid oppure per le guerre, si poteva fare a meno.
Allo stesso modo si sono plasmate le menti affermando che esiste soltanto una interpretazione della fedeltà atlantica e che le ostilità in corso con la Russia, domani con la Cina, non ammettono distinguo. Bisogna scegliere il campo, questo è lo slogan che con pochissime differenze accomuna Renzi alla Schlein. Si finge di chiedere la protezione dei civili a Gaza, ma in linea con Israele e Stati Uniti non si prende posizione per il cessate il fuoco. Parlo del Partito democratico che ha come riferimento ideologico e mitizzato i Democratici americani così come i media progressisti hanno come baricentro il Washington Post o il New York Times, in quanto la destra e il centrodestra non sono partiti riformisti, sono partiti conservatori che nei loro programmi non nascondono di voler conservare lo status quo. Lo slogan “non c’è alternativa”, malgrado le farneticazioni identitarie e sovraniste, è a essi più consono, come l’attuale governo Meloni ha dimostrato.
Le distrazioni di massa funzionano e le donne scendono in piazza giustamente per protestare contro la violenza del maschio represso, frustrato, bombardato da segnali opposti che il mondo femminile con atavica ambiguità lancia.
Ricordo che nei Paesi scandinavi, società che hanno quasi raggiunto la parità di genere e sono normativamente avanzate, la violenza privata degli uomini sulle donne è una piaga. Il libro erotico sulle sfumature di nero, grigio e non so quale altro colore, che celebrava la sottomissione femminile, è stato in queste società un best-seller. Il problema del femminismo e delle reazioni maschili ha natura filosofica, sconfina nella psichiatria, e viene oggi risolto nei programmi televisivi con pochi luoghi comuni. I leader politici che non fanno più politica lo strumentalizzano per la loro popolarità.
Ritorniamo alla sostanza politica. Al liberalismo e alla socialdemocrazia, come correnti culturali del riformismo democratico, che stanno gradualmente disparendo nell’orizzonte europeo. È triste constatare che di tanto in tanto una tragica cartina di tornasole illumina la barbarie della politica europea. Chiedere il cessate il fuoco a Gaza, riconoscere lo Stato di Palestina, sono scelte politiche e morali che il riformismo rifiuta di compiere. Eppure il premier spagnolo Sánchez ha dimostrato che è possibile incarnare la dignità dell’etica e della ragione. Il premier liberale belga De Croo, a capo di un governo di coalizione che include i socialisti, ha preso una posizione altrettanto chiara sul cessate il fuoco.
L’alternativa è quindi possibile. Sarebbe efficace se i riformisti di Europa, invece di stabilire che la Russia è un Paese terrorista, lavorassero insieme per la diplomazia e la mediazione stabilizzando la frontiera orientale dell’Europa. Potrebbero avere una linea comune per la fine del massacro degli innocenti a Gaza e riconoscere lo Stato di Palestina in applicazione delle risoluzioni Onu, facendo cessare l’impunità di Tel Aviv e dimostrando alla parte migliore della società ebraica che non sono soli, che è possibile mandare a casa una destra criminale, e salvare Israele e la sua sicurezza.
Se avessimo un riformismo europeo in grado di unirsi contro il monetarismo neoliberista a favore dei beni comuni che appartengono alla società civile, forse il dissenso che alimenta l’astensione dal voto e le risposte populiste e perdenti che alimentano la protesta troverebbero una rappresentanza politica.
La mitica socialdemocrazia tedesca è rappresentata da Scholz, che ha tradito gli interessi economici del popolo tedesco e ha subìto l’attacco ai gasdotti, un crimine contro le infrastrutture di uno Stato, realizzato da fuoco amico. Da noi c’è la Schlein, una donna giovane che tante aspettative aveva generato. È ancora in tempo. Con i 5 Stelle potrebbe elaborare una linea alternativa sulle guerre, Ucraina e Medio Oriente, tessendo alleanze in Europa con le parti ancora vive della cultura liberal-socialista, non ancora sopite, come Sánchez e De Croo dimostrano.
Grazie Ambasciatore, avanti
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Commento più che condivisibile!
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Eppur ci provano a scatenare l’inferno,
🇪🇺🇵🇱 A conferma delle parole del mattino sulla tensione al confine russo-finlandese, vorremmo sottolineare l’elevata intensità dei voli di aerei da ricognizione della NATO in questa zona.
Nelle ultime 24 ore, dalla Polonia al Mare di Barents, nove aerei e droni della NATO erano in volo, conducendo ricognizioni nelle regioni settentrionali della Russia.
Inoltre, tutto ciò viene effettuato con il pretesto di numerose esercitazioni che si svolgono in Polonia, negli Stati baltici e in Finlandia, nonché nel Mar Baltico.
E ora tutte queste rotture nelle relazioni, la chiusura delle frontiere e gli addestramenti sempre più frequenti della NATO stanno provocando un déjà vu. Abbiamo osservato qualcosa di simile dopo il 2014 in un paese famoso.
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Parte dell’articolo che la Selvaggia Cularelli sicuramente non gradirà:
” Le distrazioni di massa funzionano e le donne scendono in piazza giustamente per protestare contro la violenza del maschio represso, frustrato, bombardato da segnali opposti che il mondo femminile con atavica ambiguità lancia.
Ricordo che nei Paesi scandinavi, società che hanno quasi raggiunto la parità di genere e sono normativamente avanzate, la violenza privata degli uomini sulle donne è una piaga. Il libro erotico sulle sfumature di nero, grigio e non so quale altro colore, che celebrava la sottomissione femminile, è stato in queste società un best-seller. Il problema del femminismo e delle reazioni maschili ha natura filosofica, sconfina nella psichiatria, e viene oggi risolto nei programmi televisivi con pochi luoghi comuni. I leader politici che non fanno più politica lo strumentalizzano per la loro popolarità. ”
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