(Alessandro Di Battista) – Vedo in continuazione immagini da Gaza. Centinaia di bambini che, una volta puliti dal sangue, dalla polvere e dalla terra sembrano angioletti che dormono. Ma sono morti. Oltre 5000 bambini assassinati, oltre 13000 civili in totale. In un mese e mezzo. Non ci dormo la notte. Mi sveglio nel cuore della notte. Accendo il cellulare. Vedo le immagini su instagram. Alcune mi arrivano direttamente da Gaza. Direttamente a me. “Guarda cosa hanno fatto, ti prego pubblica” mi chiedono. Io lo faccio subito. E non dormo più. Taggo la Meloni. Diamine è mamma. Perché non parla apertamente di cessate il fuoco? I popoli di tutto il mondo hanno capito che quel che si sta consumando e che si continua a consumare a danno della popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania è un crimine contro l’umanità. Ieri l’esercito israeliano ha ucciso altri due giornalisti. Stavolta in Libano. Nessuno riporta la notizia. Pensate se un missile russo avesse ucciso due giornalisti che ne so, in Romania, in Moldavia.

Collego incessantemente il tema della Pace con quello dell’informazione. Pensate ai bambini di Gaza. Quei 5000 bambini palestinesi uccisi sono (quando si degnano di ricordare la loro strage) ormai solo numeri nelle nostre tv o sui nostri giornali (salvo eccezioni). Se i tg nazionali avessero mostrato il 10% delle immagini che molti di noi pubblicano sui social la Meloni e altri membri del governo sarebbero stati costretti a parlare, spinti da una pubblica opinione indignata da tale carneficina. Invece nulla. Non mostro, in tanti non vedono e i politici hanno la scusa per restare zitti. Per lavarsi le mani. Che orrore.

E noi che vediamo e che abbiamo stomaci e menti pietrificati e pensieri costanti, martellanti per quel popolo martoriato da anni. Da decenni. I bambini morti, puliti, avvolti in candide lenzuola prima di essere sepolti chissà dove a Gaza, dove tutto ormai si è trasformato in cimitero, mi fanno pensare ai miei due figli quando dormono ed io entro nella loro stanza per rimboccargli le coperte. E mi viene da piangere adesso. Perché non posso credere che sia accaduto tutto questo nel 2023. Tutto questo in un fazzoletto di terra da dove non si può scappare e dove vivono soprattutto bambini. E non posso credere che tutto questo sia avvenuto anche per responsabilità di chi scientemente ha deciso di non parlare, di non prendere posizione, di non mostrare le immagini e che poi, a favor di telecamera, parla di diritti umani e democrazia.