La controffensiva ucraina è stata un fallimento colossale. Sebbene sia certificato dalla stampa americana, quella italiana non riesce a pronunciare queste semplici parole […]

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – La controffensiva ucraina è stata un fallimento colossale. Sebbene sia certificato dalla stampa americana, quella italiana non riesce a pronunciare queste semplici parole. Penso, per citare un solo caso, all’articolo del Wall Street Journal del 16 novembre intitolato It’s Time to End Magical Thinking About Russia’s Defeat ovvero “è giunto il momento di porre fine al pensiero magico sulla sconfitta della Russia”.
La stampa italiana non riesce a dirlo perché il potere mediatico e quello politico sono compenetrati. Pronunciare una frase così chiara e veritiera significherebbe dichiarare il fallimento dei governi italiani che hanno esecrato la diplomazia e inviato armi per spogliare la Russia dello status di superpotenza sconfiggendola sul campo. Riecheggia il profluvio di: “Dobbiamo evitare di infliggere un’umiliazione troppo grande alla Russia”. Questa frase – oggi che l’Unione europea in recessione è incapace di produrre munizioni mentre il Pil della Russia cresce – fa ridere. La controffensiva, iniziata il 5 giugno, avrebbe dovuto sbaragliare i russi in una settimana. Ciò che gli ucraini hanno ottenuto sotto il profilo territoriale è il nulla assoluto. Il “pensiero magico” era diffuso in Italia. Chi dimenticherà mai la torma di leader di partito, giornalisti, professori universitari e generali in pensione, che ritraevano i russi come un esercito di cartone? La Russia “combatte con le pale a Bakhmut”, rasa al suolo a colpi di cannone. Oggi nessuno ha il coraggio di fare simili affermazioni. E le liste di proscrizione contro i “putiniani”, gli insulti, la diffamazione, le carriere distrutte? Parliamone. La guerra in Palestina ha salvato molti commentatori della guerra in Ucraina.
Dopo avere dissanguato l’esercito e distrutto molti mezzi della Nato, Zelensky si trova ad affrontare l’offensiva della Russia su quasi tutto il fronte. Avdiivka è il nuovo epicentro che i russi stanno circondando. La violenza dell’attacco russo ha costretto gli ucraini a spostare la massa dell’artiglieria da Zaporizhzhia in Donetsk. L’Ucraina non è riuscita a conquistare la Crimea e Zaporizhzhia e non ci riuscirà in futuro giacché l’Unione europea, semi-demilitarizzata, non è in grado di armare un’altra controffensiva. Avdiivka è importante per molte ragioni. È a 20 km dalla città di Donetsk che tiene sotto tiro; ha uno stabilimento industriale capace di creare un indotto di miliardi di dollari fondamentale per l’industria del ferro di Mariupol; possiede una ferrovia ed è vicina all’autostrada H20 che arriva fino a Kharkiv. Nonostante il disastro in corso e l’impossibilità di liberare i territori occupati, gli ucraini devono continuare a combattere, cioè a morire, per non danneggiare la campagna elettorale di Biden. Il crollo dell’esercito ucraino sarebbe una rovina per l’immagine del presidente americano. Se il crollo ci sarà, questo non deve avvenire prima del voto per le presidenziali, né è ipotizzabile una trattativa che concederebbe ai russi i territori occupati.
Dopo il fallimento della controffensiva, non è più Biden che fa un favore agli ucraini consentendo loro di combattere; sono gli ucraini che fanno un favore a Biden combattendo. Zelensky chiede nuove armi avendo ricevuto di tutto: Leopard, Himars, Atacms, Abrams, bombe a grappolo e storm shadows. L’Occidente non ha ancora trovato l’arma magica poiché l’unica arma magica era trattare all’inizio della guerra. Ma in Italia non si poteva dire perché il sistema dell’informazione sulla politica internazionale è corrotto fino al collo.
Era un mantra di Orsini, per ogni proiettile che sparerà l’Ucraina, la Russia risponderà con 10. Poche volte una profezia si è confermata tanto chiaramente. Ed i dileggi verso le sue affermazioni si sprecavano. Forse, qualche sassolino dalle scarpe dovrebbe toglierselo, e farlo ingoiare ai Soloni dei fake shows
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Prafrasando: oggi la Russia non deve infierire eccessivamente contro l’occidente umiliandolo troppo. Putin abbi pietà anche di questi quattro scellerati di casa nostra che passano il giorno ad imbrattare carta.
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Posto che URSSini tralascia accuratamente di dire che la flotta russa nel mar Nero non esiste quasi più, che ci sono buone probabilità di sfondamento sul Dnipro e che ad Avdiivka i marines ucraini fanno il tiro al bersaglio sulle povere reclute russe, (l’Europa semi-demilitarizzata poi non si può oggettivamene sentire) l’unico colpevole di questa situazione di stallo è Biden, seguito a ruota da Scholz.
Se avessero avuto il coraggio di mandare più di un anno fa qualche centinaio di Atacms, Taurus, Abhrams e Leopard, quando ancora i russi non avevano avuto il tempo di strutturarsi e fortificarsi, la controffensiva sarebbe stata travolgente come a Kharkiv, e ora questa guerra sarebbe già bella e finita; probabilmente Putin sarebbe caduto fatto fuori dai suoi stessi gerarchi, ed anche la Russia col tempo si sarebbe avviata a rientrare nel consesso delle nazioni civili e democratiche.
Non credo a possibili revanscismi nazionalisti, che sono estremanente minoritari e che esistono solo nella testa di Vlad e dei suoi accoliti, checchè se ne dica la Russia è Europa e sarebbe quella la sua collocazione naturale, se non avesse la classe dirigente che ha.
E invece siamo davanti ad uno scenario da basso impero romano, quando imperatori incapaci e senatori corrotti trascinarono a fondo una civiltà che aveva tirato fuori il continente europeo dalla barbarie, facendolo invece sprofondare nel medioevo.
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Frankie, secondo me hai una visione della situazione un po’ falsata dalla propaganda occidentale.
Ovviamente potresti avere ragione tu e torto io, obnubilato dalla propaganda russa, questo lo sapremo con certezza solo a giochi finiti.
Per come la so io la situazione è parecchio diversa, praticamente l’opposto:
la flotta del mar nero è quasi intonsa. Dopo che è stata affondata una importante nave russa (credo la più importante) quasi all’inizio del conflitto, con un’arma che i russi non si aspettavano (un siluro occidentale non so di che tipo ma efficace), mi pare che non ne sia stata affondata più nessuna. Ne sono state colpite e danneggiate alcune anche gravemente, altre … boh, 4 o 5? Vado a memoria, quindi molto probabilmente sono spreciso, ma in linea di massima i danni reali sono questi, che io sappia. Navi molto meno importanti, da quello che so, almeno un paio delle quali ferme nei bacini di carenaggio. Anche queste sono state danneggiate con armi inaspettate (nel senso che i russi non si aspettavano che gli ucraini avessero già quel tipo di missili), e la contromisura russa è stata spostare la flotta più lontano, in modo che i missili non ci arrivassero. Di frequente arrivano attacchi di droni marini o volanti e di missili, ma vengono fondamentalmente neutralizzati (come per il ponte di Kherson, danneggiato un paio di volte ma sempre in piedi). Quindi che la flotta del mar nero non esista quasi più è secondo me propaganda ucraina.
Dnipro: gli ucraini sono riusciti a sbarcare una piccola quantità di uomini sulla sponda russa in un punto, ma senza mezzi e senza approvvigionamenti vengono tenuti a bada e considerati poco, perchè rappresentano un pericolo molto basso.
Avdiivka è già caduta da un paio di giorni ormai, ed era un’area molto fortemente fortificata che l’Ucraina ha cercato di tenere fino all’ultimo sacrificando una marea di soldati (hanno appena aperto alla leva obbligatoria dai 17 ai 70 anni, e ci sono già 60.000 donne nelle forze armate ucraine).
Per la controffensiva i mezzi mandati erano molti, ma avrebbero dovuto essere molti di più, solo che l’occidente letteralmente non li ha, ha mandato quelli che poteva mandare senza disarmarsi, e sono stati usati male o forse i russi erano difesi bene, fattostà che non sono riusciti a raggiungere nemmeno la seconda linea di difesa russa (erano tre le linee), perdendo fra l’altro molte decine di migliaia di uomini. E se anche avessero ricevuto qualche centinaio di missili costosissimi extra a occhio non sarebbe cambiato molto. Tieni conto che i russi ne usano una marea e gli ucraini sono ancora in piedi, avrebbero dovuto essere molte migliaia per fare la differenza.
Ti scrivo la mia opinione sapendo che sei una persona ragionevole e non un troll. Ovviamente non sarai d’accordo su nulla, abbiamo informazioni opposte. Volevo solo informarti che c’è un’altra versione dei fatti che è praticamente il contrario della tua, ma qual’è quella giusta lo sapremo fra un po’ di tempo, quando l’Ucraina o la Russia crolleranno.
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Se Cola campava non moreva. in italiano :se Nicola continuava a vivere non moriva.
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X Frankie:
perché non ci vai tu a combattere contro i russi?
Lo so, te l’ho già detto altre volte.
Ma un’arma di distruzione di massa come te è impossibile da contenere.
Meglio dell’Ooonda energeticaaa-a-a di Goku.
Ps i marines ucraini sono a guadare il Dnepr, vittime dei droni con visore termico russi che gli stanno grandinando 24h al giorno e con qualsiasi condizione meteo.
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😳🙄
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Da analisi difesa
Flotta del Mar Nero russa lascia Sebastopoli e ripiega a oriente
6 Ottobre 2023 di Redazione in Analisi Mondo
(aggiornato alle ore 12,45)
La Flotta russa del mar Nero ha trasferito le sue navi dalla base di Sebastopoli in Crimea in altri porti a est della penisola e lungo la costa russa, soprattutto nella base navale di Novorossysk, meno esposta agli attacchi ucraini condotti con missili da crociera e droni aerei e navali.
Lo ha rivelato il sito The Bell ripreso dal Moscow Times rilanciando le immagini satellitari della società Planet Labs. Le fregate Essen e Makarov, tre sottomarini, cinque grandi navi da sbarco e diverse unità missilistiche più piccole con missili si trovano ora nel porto di Novorossiysk (nella foto qui sotto), nella regione di Krasnodar. La Makarov è la nave ammiraglia della Flotta del Mar Nero dopo l’affondamento dell’incrociatore Moskva nell’aprile 2022.
Il ritiro di quasi tutte le unità navali da Sebastopoli non significa che la Marina russa lascia la Crimea poiché le immagini satellitari, risalenti al 1-2 ottobre, mostrano una grande nave da sbarco, alcuni cacciamine e altre unità minori rischierate da Sebastopoli al porto di Feodosia (nell’immagine qui sotto), nella parte orientale della penisola della Crimea.
Altre unità potrebbero raggiungere la nuova base navale istituita ancora più a est di Novorossysk, nei pressi di Ochamchira, nell’omonimo distretto dell’Abkhazia sud orientale, regione rivendicata dalla Georgia. La nuova base sembra essere destinata a ospitare soprattutto navi ausiliarie e unità leggere.
I trasferimenti sono avvenuti dopo gli attacchi ucraini di settembre a Sebastopoli: quello del 13 in cui sono stati gravemente danneggiati un sottomarino e una nave da sbarco ai lavori nei locali cantieri navali e quello del 22 che ha colpito il palazzo sede del quartier generale della Flotta (prima dell’inizio del conflitto) in cui gli ucraini rivendicarono l’uccisione dell’ammiraglio Viktor Sokolov, comandante della Flotta del Mar Nero in realtà apparso successivamente all’attacco in incontri con il ministro della Difesa Sergei Shoigu e il presidente Vladimir Putin.
Anche nelle ultime ore il sindaco di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev, ha riferito che l’attacco ucraino condotto da due droni navali è stato respinto nelle prime ore di oggi. “I forti rumori uditi nell’area del molo settentrionale sono stati causati dall’intervento dell’unità di supporto anti-sabotaggio sottomarino della Flotta. Secondo le informazioni preliminari stanno respingendo un attacco da parte di due droni marittimi”, ha scritto Razvozhaev sul suo canale Telegram.
In tarda mattinata il ministero della Difesa russo ha reso noto che “il 6 ottobre, intorno alle 10,45 ora di Mosca, è stato sventato un tentativo del regime di Kiev di effettuare un attacco terroristico utilizzando un’imbarcazione senza pilota contro obiettivi situati nel territorio della Federazione russa. Durante un pattugliamento di un elicottero dell’aviazione navale Ka-29 della flotta del Mar Nero è stata scoperta e distrutta una nave senza pilota delle forze armate ucraine diretta verso la penisola di Crimea”. ieri Mosca aveva annunciato di aver sventato il tentativo di sbarco di un commando ucraino in Crimea.
Il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, non ha voluto commentare la notizia del trasferimento a est di gran parte della flotta poiché “le informazioni relative alla dislocazione delle navi sono di competenza del ministero della Difesa”.
Lo spostamento a Novorossysk delle unità maggiori della Flotta non inficerà il loro impiego per il lancio di missili da crociera Kalibr contro obiettivi in Ucraina: Novorossysk si trova a meno di 400 chilometri da Sebastopoli e a poche decine di chilometri dallo Stretto di Kerch che separa la Crimea dal Caucaso russo. Semmai la concentrazione delle maggiori unità in questa base sembra voler garantire un più intenso controllo del gasdotto Turkstream che attraversa il Mar Nero tra Russia e Turchia dal porto di Anapa, 50 chilometri a nord ovest di Novorossysk. Le navi russe che proteggono il gasdotto hanno già subito in almeno tre occasioni attacchi infruttuosi da droni marini ucraini.
Il permanere di navi leggere nella base crimeana di Feodosia lascia intendere la volontà russa di continuare a presidiare il settore centro occidentale del Mar Nero (dove sempre più spesso le operazioni contro le unità navali leggere ucraine vengono affidate agli aerei da combattimento dell’Aviazione Navale) e le rotte utilizzate dalle navi mercantili che esportano il grano ucraino lungo una rotta che resta pericolosa come dimostra l’incidente che ha coinvolto oggi il mercantile turco Kafkametler che ha subito l’esplosione di una mina navale nel Mar Nero al largo delle coste della Romania. Secondo i media ucraini la nave non ha subito danni gravi e non si registrano feriti a bordo. L’incidente è avvenuto in mattinata alla foce del Danubio, 11 miglia nautiche a nord della città di Sulina
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Canale ucraino rezident.
La morsa di Avdeevka continua a stringersi e i rifornimenti alle forze armate ucraine si sono praticamente fermati; la città è in accerchiamento operativo.
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E per ultimo
L’IDF era ben informato sull’attività di Hamas con mesi di anticipo. Sembra che le donne avvistatrici dell’IDF fossero una brigata sacrificale. Hanno raccontato all’alto comando israeliano i dettagli critici delle attività di Hamas mesi prima del 7 ottobre e due brigate dell’esercito dell’IDF si sono spostate fuori dall’area operativa di Gaza invece che dentro.
https://archive.is/6tX1g
Quando la loro guarnigione è stata invasa da Hamas, le donne osservatori sono state bombardate da Israele durante attacchi aerei, contribuendo ad aumentare il numero delle vittime in azione.
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Altra chicca
Israele ha deliberatamente sterminato i giornalisti nella Striscia di Gaza.
L’esercito israeliano ha ucciso 59 persone e ferito dozzine di giornalisti palestinesi, monitorando la loro posizione su geometrie su attrezzature rimovibili, afferma Euro-Med Human Rights Monitor.
L’indagine dell’organizzazione afferma che l’IDF ha cercato di isolare la Striscia di Gaza in termini informativi.
Secondo lei, i giornalisti sono stati attaccati negli uffici, nelle loro case, nelle tende della stampa vicino agli ospedali.
L’organizzazione lo ha definito un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale umanitario.
Va tutto bene, è solo un “ordine basato su regole”.
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Quel che mi fa più schifo è che i loro colleghi ‘occidentali’ fanno finta di niente.
Oggi ho visto per caso Studio Aperto: non hanno detto una parola sulla popolazione di Gaza, tanto meno sui loro colleghi (ammesso che su Schifo Aperto abbiano dei giornalisti) ammazzati in quella che è la più grande strage di giornalisti e reporter di cui si abbia memoria almeno dalla II guerra mondiale, specie considerando il tempo impiegato.
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Postiamo anche questa incontrovertibile realtà che il MSS nasconde.
La russia, questo paese da solo è stato in grado di resistere all’assalto della guerra per procura delle “ più di 50 nazioni ” che Biden si è recentemente vantato di essersi unite agli Stati Uniti nell’armare l’Ucraina. Anche contro queste probabilità, alla fine è stata la Russia – e non l’Ucraina – a lanciare con successo la propria controffensiva espandendo l’area sotto il suo controllo di 200 miglia quadrate. Le scorte occidentali sono state esaurite e ciò che resta è destinato a Israele, quindi il parametro potrebbe moltiplicarsi all’inizio del prossimo anno.
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Grazie prof Orsini, avanti
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Grazie prof Orsini, avanti
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