LA FOLLE VENDETTA SU GAZA – Il Parlamento fatto saltare e la distruzione del monumento ad Arafat sembrano dimostrare un odio non contro Hamas, ma contro i palestinesi come tali […]

(DI TOMASO MONTANARI – ilfattoquotidiano.it) – La caccia alle streghe permanente che opprime il discorso pubblico italiano rende pressoché impossibile articolare ragionamenti aperti e problematici intorno a questioni cruciali. Si può usare (a ragione) la parola “genocidio” per descrivere le intenzioni del pogrom di Hamas, ma farlo per lo sterminio in corso a Gaza suscita (a torto) violente censure, e provoca la strumentale accusa di antisemitismo. Una reazione comprensibile in Israele, non qua. Qua è solo uno dei sintomi della nostra incapacità di usare la distanza dalla guerra per elaborare pensieri e parole utili a combatterla, la guerra. Una simile elaborazione spingerebbe l’opinione pubblica a fare pressioni sui governi occidentali, determinati a correre il rischio di un conflitto atomico perseguendo una “vittoria” sulla Russia di Putin, ma decisi a sopportare in silenzio il massacro del popolo palestinese e il rischio concreto dell’esplosione di un conflitto regionale dagli esiti difficilmente controllabili. La sola ipotesi che ciò che Israele sta compiendo a Gaza possa essere un genocidio fa capire che la reazione occidentale è del tutto inadeguata: ed è esattamente per questo che la parola è diventata tabù.
Provare processualmente il genocidio passa per la difficoltà di documentare oltre ogni ragionevole dubbio l’intenzione di un governo. Secondo la definizione originaria del termine (messa a punto nel 1948 dall’ebreo Rafael Lemkin a proposito dello sterminio degli armeni e della Shoah) si tratta dell’intenzione di annichilire un gruppo (etnico, nazionale, religioso…) attraverso una distruzione materiale e culturale. Giovedì scorso l’ambasciatore palestinese all’Onu Ibrahim Khraishi ha formalmente detto che è ciò che sta accadendo a Gaza. Alcuni giorni prima, Craig Mokhiber, responsabile dell’ufficio di New York dell’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite si era dimesso protestando contro le mancate reazioni verso quello che ha definito “un caso da manuale di genocidio”. Davvero il governo di Netanyahu vuole cancellare i palestinesi? Alcuni indizi non portano a una risposta rassicurante: il 14 ottobre il presidente di Israele, Isaac Herzog, ha detto che “è un’intera nazione là fuori che è responsabile. Questa retorica sui civili non consapevoli, non coinvolti, non è assolutamente vera”.
Poco prima, il ministro della Difesa Yoav Gallant aveva giustificato la decisione di tagliare acqua, cibo, elettricità e benzina affermando che “stiamo combattendo con animali umani, e agiamo di conseguenza”. Dichiarazioni come queste, rese in pubblico dai vertici dello Stato di Israele, potrebbero configurare un’intenzione di genocidio. Come spiega Rosario Aitala, giudice della Corte penale internazionale, la riduzione retorica del nemico a “non umano” è la premessa classica dei genocidi: “La mala pianta del genocidio germoglia dal seme immondo del razzismo. ‘Non tutto ciò che ha sembianze umane è umano’: è lo slogan che ricorre nel discorso nazista per escludere dall’umanità non solo chi non appartiene alla razza ‘buona’ ma anche chi dentro quest’ultima è difettoso come un prodotto mal riuscito, dunque ‘indegno di vivere’”. Le ultime immagini da Gaza, quelle della distruzione del Parlamento e dell’abbattimento di un monumento ad Arafat sembrano dimostrare un odio non contro Hamas, ma contro i palestinesi come tali: singoli fatti che trovano una chiave interpretativa nel progressivo abbandono, da parte di Israele, di una identità multietnica e pluriconfessionale a favore di una configurazione da stato etnico-religioso con minoranze private di diritti e tutele. L’ex ambasciatore francese in Israele e Stati Uniti Gerard Araud ha detto che a Gaza è in corso “una pulizia etnica”, e alcune voci autorevoli del mondo culturale ebraico hanno il coraggio di pronunciare la parola indicibile.
La filosofa ebrea americana Judith Butler ha, per esempio, dichiarato: “In questo momento, la nostra attenzione deve rivolgersi alle orribili sofferenze del popolo palestinese, perché sicuramente sta avendo luogo un genocidio … Come intellettuali, abbiamo l’obbligo di fare chiare distinzioni, di comprendere la storia della sofferenza e della resistenza palestinese sotto la repressione coloniale: esproprio forzato, furto di terre, detenzione arbitraria e tortura nelle carceri, bombardamenti, molestie e omicidi”.
È naturalmente legittimo avversare con veemenza simili posizioni, non lo è accusare di antisemitismo chi le sostiene. È ormai a tutti evidente che sarà la giustizia penale internazionale ad avere l’ultima parola (e se anche questa volta il potere imperiale americano dovesse impedirlo, i sarebbero conseguenze devastanti): nel frattempo si deve poter dire che ciò che sta facendo Israele potrebbe essere giudicato genocidio. Dovrebbe bastare anche solo la possibilità che ciò avvenga a spingere tutti coloro che amano Israele a fermare la folle azione di un governo che, accecato come Sansone, sembra deciso a distruggere un altro popolo, e a devastare la reputazione del proprio.
Da ascoltare, ne vale la pena: https://www.youtube.com/watch?v=RZVcUOJrSB0
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riprovo:
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👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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ahi, un altro che parla di genocidio accanto a palestinese…
questo non s’ha da fare…
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Montanari: cerchiobottista in perpetua ricerca di visibilità. Da evitare.
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Certo evitiamo di dire la verità..perché fa male !
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che si stia rivalutando Hitler perchè non ha finito il lavoro?
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Stavolta manca la chiosa di Travaglio
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Bambini israeliani cantano “Noi annienteremo tutti” a Gaza
L’articolo descrive dettagliatamente le circostanze e il video
https://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/watch-israeli-children-sing-we-will-annihilate-everyone-gaza
Andreotti nel 2006 sui palestinesi: “Chiunque sarebbe un terrorista dopo 50 anni in un campo di concentramento con i figli senza futuro”; e calò il gelo in Senato
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Sono disgustata, Tracia. 🤮
“La canzone dell’amicizia” stocz! Alla faccia…
Questo è abuso di minori… far cantare un simile orrore a bambini innocenti, con quelle immagini come sfondo.
Il bello è che, nel testo, definiscono “nazisti” i palestinesi, mentre li “annichiliscono… e tornano a coltivare i LORO campi”!
“L’amore santificato dal sangue”😱… questi sono rimasti all’antico testamento.
Se non è incitamento al genocidio questo … 😡
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Montanari analizza il termine “genocidio” con centomila pinze, da intellettuale, chiudendo l’articolo con un’potesi: la reazione di Israele “potrebbe essere giudicata genocidio”. Niente a che fare con le certezze da curva sud delle menti pensanti di questo blog.
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Alla fine, è successo:
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E chi poteva metterti il like se non quell’iDIOta con i corni in testa?
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MT potrebbe opporre solo “elementari” questioni etimologiche, frutto del suo residuo abbarbicarsi alla concezione idealistica di Israele ereditata da Montanelli, ai profondi concetti “universitari” di Tomaso Montanari, che lo ha tacitato in partenza…
TM è un grande, un vero gigante… lo adoro.
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Se scrivo che Israele sta facendo una “mattanza” inaccettabile e vergognosa va meglio?
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@pab
Ma chiamala come caxxo ti pare! E lo stesso vale per gli altri pensanti. Genocidio, apartheid, mattanza… Potete anche scrivere che Gaza è
un campo di concentramento. Nessuno, almeno non io, vi darà per questo degli antisemiti. Basta che se a qualcuno scappa di dire: “guarda che l’apartheid è un’altra cosa”, non venga bombardato da insulti supponenti alla “io sono una mente super pensante 😂 😂, tutti gli altri sono sionisti”.
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per quelli che contestano le rimostranze e le accuse sulla mattanza indiscriminata dell’esercito israeliano, cerchi Srebrenica e trovi le differenze
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quando il Mainstream invece di informare urla propaganda a favore di una parte, ma il danno oramai è fatto.
“Israele, un elicottero dell’esercito ha sparato ai giovani del rave”
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/israele-un-elicottero-dellesercito-ha-sparato-ai-giovani-del-rave_1fcU18sU2ME2fzoLxZdrGD
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Uahahahahahahahahahahahah
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si lo so, a te la morte fa ridere
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Il fatto che si stia a discutere sulla parola genocidio chiarisce bene come ci sia in campo una propaganda di parte, ossessiva, che tenta di evitare il confronto cavillando.
Non lo vogliamo chiamare genocidio, è questo il punto?
Va bene, chiamiamolo come volete, scaramuccia, lite, braccio di ferro, contrapposizione, duello, rissa, chiamatelo diverbio … rimane il fatto che uno degli eserciti più forti del mondo (almeno così dicevano fino a settembre), e “unica democrazia del medioriente”, sta cercando di eliminare con la violenza pura la popolazione palestinese.
Su questo almeno siamo d’accordo?
Il piano è ammazzarne un bel po’ per sfogare la rabbia (cieca), e buttare fuori dalla loro patria gli altri, e radere al suolo case e palazzi, in modo che non abbiano niente a cui tornare.
Semplicemente.
Quello che fanno del resto da decine di anni, sotto gli occhi di tutti, comprese quelle istituzioni internazionali che in teoria servirebbero proprio ad evitare cose del genere, ma in pratica servono a garantire chi comanda a spese di chi è comandato.
Discussioni?
Non servono secondo me.
Rivelano solo il fatto che uno non sa di cosa si stia parlando.
Se una persona mediamente umana ha modo di vedere quello che sta succedendo (su telegram però), non può avere dubbi.
Proprio per questo la propaganda è attentissima a non far arrivare al grande pubblico i video girati dall’interno: avrebbero un effetto immediato e incontrastabile.
Non puoi vedere bambini a pezzi, morti o feriti, disperati, tremanti, o anche adulti , donne e uomini e anziani, morire o soffrire indicibilmente e senza colpa (a parte ovviamente i bambini di Hamas, guerrieri sanguinari), senza pensare che prima di qualsiasi cosa si debba fermare questo sterminio …. ops ci sono ricascato … posso dimostrare scientificamente, con prove inoppugnabili e testimonianza giurate che sia uno sterminio?
No, non posso, e sinceramente nemmeno me ne frega niente di farlo.
Chiamiamole scaramucce, e lasciamo che continuino, tanto capitano agli altri, e poi i palestinesi, detto fra noi, sono poco più che animali …
Abbiamo altro a cui pensare, problemi quotidiani, un fragile equilibrio da mantenere, e poi noi siamo i buoni, sono gli altri i cattivi da massacrare … ah no, scusate, volevo dire educare.
Nessuna tregua dunque, lasciamo che a portare la giustizia e la democrazia siano le bombe, come sempre del resto.
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“…. sta cercando di eliminare con la violenza pura la popolazione palestinese.
Su questo almeno siamo d’accordo?”
No.
E guarda che le immagini dei civili e dei bambini palestinesi arrivano eccome. Tranquillo. E la maggior parte delle persone pensa che “Israele sta esagerando”, che è passata “dalla ragione al torto”, che “è caduta mani e piedi nella trappola di Hamas”, eccetera eccetera.
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Altro articolo un po’ così.
Perché se ci dici che genocidio è “l’intenzione di annichilire un gruppo (etnico, nazionale, religioso…) attraverso una distruzione materiale e culturale” allora non è genocidio né quello che è successo il 7 ottobre e né quello che sta facendo Israele. Perché annichilire vuol dire annichilire.
Qui nasce tutto dalla ridicola accusa di criminale di guerra fatta a Putin per aver portato dei bambini fuori da un teatro di guerra. Da quel momento le parole hanno perso ogni significato.
@fabriziocastellana
“Il piano è ammazzarne un bel po’ per sfogare la rabbia (cieca), e buttare fuori dalla loro patria gli altri, e radere al suolo case e palazzi, in modo che non abbiano niente a cui tornare.”
Giusto.
Il piano sembra 1. grande rappresaglia a fini di godimento interno (10 a 1? 20 a 1? 30 a 1?) e 2. fare terra bruciata e vedere dopo che ne può venire fuori (magari con Trump presidente e grande amico della destra israeliana).
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Il Likud – partito di estrema destra, per giunta fanaticamente teocratico, di Netanyahu – sta mirando a inculcare (a quanto pare riuscendoci) nella testa di buona parte degli israeliani la falsa sovrapposizione del terrorismo di Hamas alla presunta volontà sterminatrice degli ebrei nelle intenzioni della popolazione palestinese. Questa aveva invece votato, a Gaza, il partito di Hamas solo perché ritenuto più affidabile del partito corrotto e incapace di Abu Mazen, senza alcuna intenzione di avallarne le, peraltro inespresse, mire terroristiche di annullamento dell’esistenza stessa di Israele. Hamas e il Likud & affini (persino peggiori del Ku Klux Klan americano) sono gli opposti estremismi in campo che vanno delegittimati in quanto portatori di vicendevoli intenzioni criminali. Quando si innesca la reazione a catena dell’odio razziale e etnico gli esiti micidiali sono scontati in ambo i campi.
Noi siamo abituati a far coincidere il termine GENOCIDIO con i lager nazisti ma può essere usato, viste le dimensioni dei massacri, per definire l’intenzione montante in Israele di eliminare tutti i palestinesi considerati sub umani dalla suddetta destra estrema capitanata da Netanyahu. In realtà la pur immane ecatombe palestinese a mio parere non può essere considerata in senso tecnico GENOCIDIO, similnazista per intenderci. E’ invece un massacro di gigantesche proporzioni ma senza ancora le caratteristiche di sterminio (12 mila morti su 2,3 mln). Infatti, le vera intenzione di Netanyahu è lo sgombero/esodo totale della popolazione palestinese, prima a Gaza e poi in Cisgiordania. Per lui è un’occasione, forse irripetibile, di costituire cinicamente in breve tempo il nuovo grande Stato di Israele senza alcuna presenza palestinese, anche a costo di efferati crimini di massa sulla pelle di (finora 5) migliaia di bambini. Come mai i poteri mondiali che contano non ne chiedono le dimissioni??!! Questa la strada maestra da percorrere, se si vuole uscire da questo inferno!
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Grazie prof Montanari, avanti
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