Salvini, che era un politico mediocre e un oratore grottesco già quando pregustava il 40% dei consensi dalla consolle del Papeete Beach, adesso, scalzato dalla […]

(DI DANIELA RANIERI – ilfattoquotidiano.it) – Salvini, che era un politico mediocre e un oratore grottesco già quando pregustava il 40% dei consensi dalla consolle del Papeete Beach, adesso, scalzato dalla più dotata Meloni, è bollito al punto che anche nel programmino di Vespa, che dura 5 minuti proprio per permettere ai governanti più scarsi di fare meno danni possibile, riesce a esibirsi in una performance piena di panzane a pieno titolo rientranti nel genere della minchioneria.
Ormai lo mandano in Tv per fare i lavori che i politici italiani non vogliono più fare, come mentire su numeri accessibili a tutti e ostentare sicumera (anche coi sondaggi che lo danno al 9%), sguardo in camera e dattilonomia (conteggio con le dita), in una parodia, ormai, dell’uomo del contado divenuto politico del fare, “serio, coerente, concreto”.
Quando Vespa gli chiede: “Era inevitabile minacciare la precettazione per ottenere una riduzione degli orari dello sciopero dei trasporti?”, una domandina facilitata che contiene già la risposta, lui risponde: “Mah, il mio mestiere è garantire agli italiani di poter prendere i mezzi pubblici”. È il suo vecchio trucco retorico con la doppietta: non rispondere mai nel merito e sintonizzarsi su quella che lui ritiene l’Italia mentale, incapace di ragionamenti complessi e incline al pensiero binario. “Qualcuno dice ‘scelta mai fatta in passato, scelta coraggiosa’, ‘Salvini sconfigge Landini’ (qui fa la vociona, a impersonare autorevoli interlocutori immaginari, ndr): mah”. Come Renzi, rifiuta complimenti che si fa da solo, veicolati dalla stampa serva.
I suoi interventi mirano a veicolare un messaggio: i sindacati hanno proclamato lo sciopero generale perché vogliono danneggiare lavoratori, pensionati e malati che invece il governo coccola amorosamente. A tal fine assesta subito due panzane: una su 600 euro in più in busta paga che nel 2024 il governo regalerebbe alle famiglie (in realtà, per via del taglio al cuneo fiscale e delle modifiche dell’Irpef chi guadagna fino a 35 mila euro avrà gli stessi soldi che ha avuto quest’anno) e una sulle pensioni, per cui “noi stiamo continuando a smontare la legge Fornero, la Cgil non protestò quando fu approvata la legge Fornero”, asserzioni entrambe false, perché in realtà il governo rende meno conveniente andare in pensione prima, aumentando i requisiti anche per le donne, e nel 2011 la Cgil protestò eccome contro la legge Fornero, scioperando con Cisl e Uil.
Ma la panzana più grossa è sulla Sanità, di cui Salvini palesemente non sa niente e perciò si attiene al copione, visto che finora il governo ha sparato cifre a casaccio (il ministro Schillaci a La Stampa ha parlato di 5,6 miliardi per il 2024, poi diventati 3 per bocca di Meloni). Salvini dice: “Questa manovra economica ha il record storico della Repubblica italiana di investimento in Sanità, 3 miliardi di euro in più destinati al taglio delle liste d’attesa”, e qui si vede il fuoriclasse, perché riesce a mentire (o a sbagliare, che è peggio) tre volte. Primo: se pure fossero 3 miliardi, non si tratterebbe di un record storico: tra il 2004 e il 2005, governo Berlusconi II, l’aumento fu di 10,8 miliardi; nel 2019, governo Conte II, il ministro Speranza contava di investire sulla Sanità 10 miliardi, sopra al 7% del Pil, poi ci fu la pandemia. Secondo: le cifre del governo nascondono un trucco da magliari. Nella Nota di aggiornamento al Def c’è scritto che la spesa sanitaria, di 131,1 miliardi nel 2022, è di 134,7 miliardi nel 2023 e sarà di 132,9 miliardi nel 2024, di 136,7 nel 2025 e di 138,9 nel 2026, numeri da leggersi in relazione al Pil: 6,6% nel 2023, 6,2% nel 2024 e 2025, e 6,1% nel 2026. Un record al ribasso, considerata l’inflazione.
Vespa tace, del resto in 5 minuti si fa in tempo a bofonchiare qualcosa e a porgere qualche domanduccia su vassoi d’argento (e nel suo libro si è bevuto la stessa fandonia dalla Meloni). Per di più, e qui si riconosce il Salvini insipiente dei bei tempi, i 3 miliardi non vanno affatto al “taglio delle liste d’attesa”: il disegno di legge di Bilancio dice che “al fine di far fronte alla carenza di personale sanitario nelle aziende e negli enti del Servizio sanitario Nazionale, di ridurre le liste d’attesa e il ricorso alle esternalizzazioni… è autorizzata… la spesa di 200 milioni di euro per il personale medico e di 80 milioni di euro per il personale sanitario”; 280 milioni: se la Lega restituisse i 49 che ha rubato allo Stato italiano, potrebbero diventare al massimo 329. Salvini conclude le sue chiacchiere postprandiali con ciò che gli è più familiare: gli immigrati da bloccare: “Sono a processo perché ho ridotto del 90% gli sbarchi nel mio Paese”. No: è a processo per aver trattenuto 147 migranti a bordo su una nave per giorni, a riprova del fatto che erano già arrivati. Ombre del vecchio leone quando dice “Non ha vinto Salvini”, parlando di sé in terza persona, come tutti i vinti che si credevano eroi.
Fino a quando gli italioti avranno il coraggio misogino, come dice sora garbatella di mantenere questa nullità alla guida del paese.Per quando riguarda il programma del moscolone vorrei sapere chi lo vede ma soprattutto chi legge i sui libri.
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Per caso uno dei due, ha bofonchiato che una parte del PNRR (leggi= soldi della sanità e messa a norma del territorio) sono stati dirottati per gli ucronazi?
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il maestro di minchioneria è vespa che prepara il teatrino.
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tra i due….tralasciando gli altri non so chi sia il piu’ “dotato”….
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I maestri di minchioneria sono coloro che lo guardano e, soprattutto, coloro che lo votano
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A lavar la testa all’asino si perde il tempo ed il sapone. E per continuare con un detto popolare: il polipo deve cuocere nel suo brodo.
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Mi(s)tica Ranieri come al solito, ma qui si parla di ben DUE (2) “minchioni”, non di uno solo. Sottolineando il più grosso problema di questo paese: l’informazione ridotta a circo, da parte di una TV di Stato che comunque diffonde “minchionate” tramite giornalettisti strapagati (come anche i cabarettisti, si veda lo spreco vergognoso per lo stipendiuccio di Pino Insegno che fa flop, ma continua a esser pagato un botto, <a href="https://infosannio.com/2023/11/17/perche-pino-insegno-che-guadagna-1-milione-di-euro-in-rai-senza-ascolti-non-fa-indignare-come-fazio-e-amadeus-con-gli-ascolti/"qui su Infosannio) e inserzionisti pubblicitari vari, ma che si fa pagare salatissimo dal pubblico di imb3c1ll1 che si fan fregare col Canone-in-bolletta, trucida invenzione di un altro fenomeno, uno a caso, che viene da Rignano, ma non quella sull’Arno, eh? No, no, quella negli Emirati. E in italìtutti sempre più felici!
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