Ma lui si smarca: “Il mio ruolo in Ue non è compatibile con la politica”. L’ex ministro degli Esteri ora rappresentante speciale Ue nel Golfo sarà a Stresa con Piantedosi, Fratin e Mantovano, poi la prossima settimana da Federitaly con Urso

Luigi Di Maio

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Oggi è il suo primo vero ritorno ad un evento politico, dopo oltre un anno di oblio, o quasi. A Stresa, ospite della trasversale Fondazione Iniziativa Europa, seppur in collegamento, ma in un panel di peso: ministri (Matteo Piantedosi, Gilberto Pichetto Fratin), sottosegretari (Alfredo Mantovano), capogruppo parlamentari. Riecco Luigi Di Maio, quindi. L’ex capo politico del M5S, poi diventato ministro degli Esteri e infine fondatore della scissionista Impegno civico, lista alleata al centrosinistra che ha racimolato un misero 0,6 per cento alle Politiche del 2022, oggi è Rappresentante Speciale Ue nel Golfo.

Subito dopo il flop elettorale Di Maio era sparito dai radar, addirittura cancellando i propri profili social (successivamente e in parte riaperti). Poi era arrivato l’incarico europeo, un ruolo diplomatico ottenuto nonostante l’opposizione del centrodestra e grazie all’ottimo rapporto coltivato con Josep Borrell, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, durante l’esperienza alla Farnesina. Ma anche qui, un ruolo rivestito sempre volando basso: poche interviste e nessun intervento sulla politica del momento, giusto due riflessioni di numero sul Foglio. Incarico, ci tiene a precisare Di Maio stesso, “appena iniziato” e che “durerà almeno fino al 2025, come hanno deciso gli stati membri dell’Unione europea. Il mio ruolo – come è noto – non è compatibile con alcun tipo di attività politica”, dice l’ex ministro.

Sempre il redivivo Di Maio era dato ospite di un altro evento, il 29 novembre a Roma, organizzato da Federitaly, anche lì con esponenti politici di primo piano dell’attuale governo (Adolfo Urso, Valentino Valentini). La sua presenza – fa sapere lui – non è stata ancora confermata, seppure il suo nome sia nel programma. “Ho scritto una email inviata al loro Presidente in persona e ho anche precisato che sarebbe stato difficile prendervi parte”, continua l’ex capo politico dei 5 Stelle.

La tempistica, di sicuro, fa pensare. Nel senso che il prossimo anno ci sono le elezioni europee, mentre l’incarico a Bruxelles di Di Maio terminerà a fine 2024. L’ex ministro sta insomma pensando ad un rientro in politica? Difficile da dire, anche perché per prima cosa dovrebbe trovare una ‘casa’ pronta ad ospitarlo. Il suo accordo del 2022 con la coalizione progressista era stato fatto con Enrico Letta e con la benedizione di Mario Draghi. Un’epoca fa. Ma la politica insegna che tutto passa in fretta e le seconde possibilità, dopotutto, non si negano a nessuno.