
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La tragedia di Gaza ne contiene altre due e non si sa quale sia peggio: purtroppo Netanyahu non ha un piano; e purtroppo Biden ha un piano. Il premier israeliano fa bombardare la Striscia alla cieca perché non sa che altro fare (sradicare Hamas è una pia illusione, come dimostrano i sette attacchi di Israele […]
Menti malate
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – La tragedia di Gaza ne contiene altre due e non si sa quale sia peggio: purtroppo Netanyahu non ha un piano; e purtroppo Biden ha un piano. Il premier israeliano fa bombardare la Striscia alla cieca perché non sa che altro fare (sradicare Hamas è una pia illusione, come dimostrano i sette attacchi di Israele a Gaza negli ultimi 15 anni), ma deve mostrare di fare qualcosa (una mattanza che moltiplicherà adepti e kamikaze di Hamas, anche in Cisgiordania) e soprattutto sa che, finita la guerra, finirà la sua carriera politica (quindi la guerra deve durare il più possibile). Il presidente Usa, con la protervia ignorante tipica dei neocon e dei democrat, pensa di risolvere la questione paracadutando su Gaza l’ottantottenne Abu Mazen, più malandato e screditato di lui, indebolito dagli stessi americani e israeliani, e dicendo ad Hamas: “Scànsati che arriviamo noi”. È la geniale soluzione adottata in Afghanistan e in Iraq: arrivano i nostri, piazzano un fantoccio che piace a loro a decine di migliaia di chilometri, si illudono che per ciò stesso piaccia alla popolazione, poi scoprono che quella non gradisce e reagisce maluccio (in Iraq i sunniti spodestati dagli sciiti hanno fondato l’Isis, in Afghanistan i talebani si son bevuti in mezza giornata il famoso “esercito regolare” costato un occhio alla coalizione occidentale).
Mentre Sleepy Joe invita l’amico Bibi a imparare dagli errori Usa nella “guerra al terrorismo” che lo moltiplica da vent’anni, è il primo a ricascarci. Altrimenti smetterebbe di giocare a Risiko col mondo e si porrebbe il problema numero uno, almeno per chi esporta democrazia in tutto il globo terracqueo: la volontà dei popoli. Se si votasse oggi a Gaza e in Cisgiordania, Hamas trionferebbe più che alle elezioni del 2006, le ultime. Certo, si può dire ai palestinesi che devono ciucciarsi Abu Mazen senza eleggerlo, sennò sbagliano di nuovo a votare. Ma così anche i meglio disposti capiscono che, per farsi sentire, non c’è che la lotta armata: e Abu Mazen dura quanto un gatto in tangenziale. L’idea che, dopo tutto l’odio e i massacri, i palestinesi accettino di buon grado una “leadership moderata” (quella che gli scegliamo noi) può uscire soltanto da una mente malata: infatti è venuta a Biden. Un leader di media intelligenza si attiverebbe per dare loro un buon motivo per non votare Hamas e scegliersi rappresentanti migliori. Cioè taglierebbe l’erba sotto i piedi di Hamas che campa di odio e miseria, eliminandone le cause. Come? Fermando la strage e varando un piano Marshall di ricostruzione e investimenti a Gaza e in Cisgiordania, per portare sviluppo, lavoro e infrastrutture. Affinché i palestinesi votino bene, devono stare bene. È l’unica soluzione ragionevole: infatti non ne parla nessuno.
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I palestinesi hanno diritto ad una vita decorosa e questo significa che i sionisti devono restituire le terre rubate e ricostruire tutto quello che negli anni hanno distrutto. Compreso la dignità.
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Un GRAZIE alla Redazione di Infosannio
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Anche basta continuare a conquistare il ” globo terraqueo “* ( sta mer.. la Meloni la pagherà per la vita) scatenare guerre per espandersi per portare la loro ” civilta” ai barbari
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non credo che Sleepy Joe sia in grado di pensare, oltre a stare attento a mettere un piede avanti un altro, altrimenti cade, lui non conta un caxxo!
No, le balzane idee vengono dal trust di cervelli bacati del dipartimento di stato di Bl!nken e della guerra-fondaia della Nul@nd sua vice, ottima coppia a far scoppiare guerre in giro per il mondo.
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Quella che disse ” fuck the europe ” una donna nera edificante
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Tecnicamente disse «Fuck the EU!», ma il senso non cambia, ed è come dici…
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Ok! Ma tu l hai sentita direttamente ? Che senso ha avere una Harris al posto di Condolice ..
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PS: Victoria Nuland… non è nera. È caucasica. Peraltro ha una discreta faccia d3mm3rd4…

O ho capito male io?
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Questi due mentecatti non son buoni neanche per l’avanspettacolo e stanni a giocare con bombe e carri armati… poveri noi, in quali mani!
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Io condivido pure quello che ha detto Travaglio, ma casca proprio sull’ultimo punto, perché proprio nel 2006 quando ci furono le elezioni in Palestina, USA e UE avevano promesso miliardi in cambio della pace, ma non servì a niente perché comunque a Gaza le elezioni le vinse Hamas che poi ha dato la caccia ai palestinesi moderati cacciandoli via dalla Striscia con la guerra civile che ci fu nel 2007.
Cioè quello che Travaglio chiede, e che è sensato, è stato già fatto ma invano.
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In realtà nel 2007 ci fu un tentativo orchestrato da USA e Israele per buttare giù Hamas tramite Fatah, tentativo finito male per questi ultimi.
Ma l’importante è raccontare a molla le solite balle propagandiste 😛
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Questa te l’ha detta Di Battista o Are la sei inventata adesso?
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No, furono giornalisti americani a scoprire l’altarino e farci un noto servizio.
Ma che ne sa un tr0llone da 4 soldi come te? 😀
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Poche idee e molto confuse!
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Speriamo accada l’unica cosa che conti in questa discussione. Le potenze al vertice del sistema mondiale, di fronte al crescente confronto tra loro, impongano un cambio radicale di sistema, allentando la tensione globale in visione di cooperazione e responsabilità. Siamo arrivati ad un punto in cui come specie dobbiamo finalmente rinunciare al concetto di egemonia di una parte. Qua nel frattempo la palla di neve continua a rotolare…
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https://www.assopace.org/index.php/doc-multimedia/focus/focus-palestina/storia-palestina/159-storia-palestina-2006
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Domenico, mi scoccio di riassumere io quello che accadde prima e dopo le elezioni del 2006. Se vuoi, leggi il link che ho allegato. E ricordati che lo stesso OLP di Arafat non accettava né riconosceva lo Stato di Israele. Ma con l’accordo con Rabin ( ad Oslo) cambiò prospettiva.
Hamas ( che vinse 44 a 41 su Fatah, non 100 a 0…) è stata usata come scusa ( e con l’ inaccettabile logica che quando un popolo vota differentemente dal volere dei Padroni va affossato) per impedire ( dai falchi israeliani) qualunque soluzione vicina a 2 popoli 2 Stati. Poi fai tu.
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Per fortuna in Israele non tutta l’opinione pubblica è paralizzata dalla paura e dall’indignazione che sono la madre dell’irrazionale spirito di vendetta ai danni dei palestinesi. Per fortuna c’è gente che non ha perso il lume della ragione e ha capito che fin quando Netanyahu resta al suo posto non ci sarà alcuna via d’uscita dal clima di terrore che attanaglia tutti, soprattutto i parenti degli ostaggi. Le sue dimissioni sono la conditio-sine-qua-non per trovare la via d’uscita di una trattativa che blocchi subito il macello infinito specie di bimbi palestinesi.
Dall’altra parte del tavolo non potrà mai sedersi Hamas per ovvi motivi. Chi rimarrebbe allora a rappresentare gli interessi vitali dei palestinesi?? La risposta è ovvia: l’ANP. Che poi sia Abu Mazen o un’altra personalità, poco importa. Il punto centrale è: sarebbe capace Biden a (far) dimettere Netanyahu?? Se lo volesse potrebbe riuscirci in 24 ore, e con il benestare dei paesi arabi, che per un americano non è cosa di poco conto, visto l’odio che cova da quelle parti per la bandiera a stelle e strisce.
Il resto sono solo chiacchiere inutili e anche controproducenti.
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Al solito piche idee confuse. Troppo confuse , adesso qualcuno è onestamente in grado di stabilire chi è l aggredito e chi è l aggressore? Chi è il padrone di una terra che si chiama Palestina ?Israele è uno stato inventato per risarcire olocausti di popoli infami che stanno ripetendo le stesse orme, anche basta!
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Di Battista: 37 giornalisti uccisi in meno di un mese, spesso anche le loro famiglie hanno fatto la stessa fine. Più o meno tutti da parte degli israeliani mentre i giornalisti itagliani applaudono alla strage dei loro colleghi:
Fracassi sul conflitto Israele-Palestina:
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“Varando un piano Marshall di ricostruzione e investimenti a Gaza e in Cisgiordania, per portare sviluppo, lavoro e infrastrutture. Affinché i palestinesi votino bene, devono stare bene. È l’unica soluzione ragionevole: infatti non ne parla nessuno”. Tutto giusto, ma siamo sicuri che le classi dirigenti arabe (non palestinesi, arabe) saprebbero gestire le risorse finanziarie per raggiungere gli obiettivi citati sopra? Ho molti dubbi (da questo punto di vista sono simili a noi italiani).
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E’ proprio quello, il motivo per cui non ne parla nessuno: non perché sono tutti stupidi, o collusi, come vorrebbe dare ad intendere chi parla sempre come se avesse la soluzione in tasca per tutto, ma perché è una strada che si è già provato a praticare, con effetti opposti rispetto a quelli sperati.
Chi sbandiera certe “soluzioni” con faciloneria, piuttosto, dica chiaramente quali sarebbero gli accorgimenti da adottare per evitare di ripetere gli errori passati: quando si arriva a questo punto, però, di solito cambiano discorso.
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“… Come? Fermando la strage e varando un piano Marshall di ricostruzione e investimenti a Gaza e in Cisgiordania, per portare sviluppo, lavoro e infrastrutture. Affinché i palestinesi votino bene, devono stare bene”.
È tutto l’articolo a fare acqua. Ma questo finale, con Travaglio che ci espone la soluzione del problemi in Palestina, è davvero il massimo. Peccato.
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Interessante. Approfondisci.
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Sul finale o su tutto l’articolo? Perché non ho tempo. Il finale per adesso te lo approfondisco con una battuta, ok?
“… varando un piano Marshall di ricostruzione e investimenti a Gaza e in Cisgiordania, per portare sviluppo, lavoro e infrastrutture. Affinché i palestinesi votino bene, devono stare bene”.
Insomma, ila tanto bistrattata “esportazione della democrazia”.
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Veramente parla di un piano di investimenti economici e progetti di sviluppo (cosa che fa anche l’Italia in Africa), non di rovesciamenti di regime e piazzamenti in suo luogo di governi fantoccio. Poi puoi anche non essere d’accordo con il primo metodo, ma sarei curioso di leggerne le motivazioni. Vorrei anche sapere perché ritieni l’articolo delirante. Grazie.
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Tseeee!
Aspetta e spera, troppa distanza separa le orecchie, una 🎃 quintale è una zucca quintale, e considerato che è totalmente vuota e nella cui cavità si scontrano grumi di spazzatura e grumi di propaganda,
Aspettarsi degli approfondimenti è pura illusione.
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Mah, sai, io invidio a Federico le sue certezze. Il problema è che le espone in maniera lapidaria senza che si capisca come ci è arrivato. Vorrei un po’ di tranquillità anch’io, e che cavolo! 😆
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@pirgo
io non ho mai detto “articolo delirante”. La penso invece più o meno come Davide, qui sotto. Non so se lo faccia per generosità verso i propri lettori, ma non è necessario che un giornalista come Travaglio indichi soluzioni possibili a una disputa complessissima come quella mediorientale. Il piano Marshall? Fiumi di denaro da dare a CHI? Sai la MONTAGNA DI SOLDI che è arrivata a Gaza in questi anni? Dall’Onu, dai paesi solidali con Hamas… A cosa sono serviti? A scavare tunnel e comprare armi per distruggere Israele? Perché non mi pare siano serviti a migliorare la vita dei palestinesi. Tu dici: “come fa anche l’Italia in Africa”. Dove? Puoi farmi degli esempi in cui gli investimenti italiani hanno “fatto votare bene e stare bene” gli africani? Grazie.
Non credo nel potere corruttore del denaro. Credo nell’educazione alla convivenza pacifica di due popoli e alla certificazione dell’esistenza di due Stati.
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Sì, devo essermi confuso con un altro commento (non ricordo di chi) che parlava di deliri, svista mia.
Ci sono dei progetti del Governo italiano in partenariato con Eni per lo sviluppo dell’economia locale, se vuoi ti mando qualcosa, anche se devo ammettere che ne so solo per sentito dire, però ci sono.
I finanziamenti a pioggia non ci piacciono? Ci sta. Meglio dei progetti di sviluppo per l’emancipazione del popolo palestinese. Che ne penseresti?
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E’ evidente che, finché governa Hamas, troverebbe la maniera di volgere a suo vantaggio qualunque progetto di sviluppo si voglia portare avanti, col paradossale effetto di allontanare l’emancipazione del popolo palestinese: una storia già vista, peraltro.
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È evidente? Da cosa?
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E come pensi di impedirglielo? Governano.
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Di sicuro non con la pulizia etnica, cmq ti avevo chiesto da cosa sarebbe evidente quanto hai scritto.
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E’ evidente perché i proventi di qualunque opera/infrastruttura/beneficio che la comunità internazionale dovrebbe realizzare nella striscia verrebbero comunque gestiti da Hamas (legittimamente peraltro, visto che governa).
Ogni modo per impedirglielo è, di fatto, un colpo di stato (cosa esclusa in premessa).
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I proventi, ad esempio, di un ospedale? Di una scuola? Di un acquedotto? 🤔
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Ospedale, scuola ed acquedotto che tu pensi di realizzare all’interno del territorio di uno Stato sovrano senza il suo permesso? Sarei curioso di sapere come.
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Ovviamente non senza un trattato, senza di quello non si va da nessuna parte.
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… trattati che, da sempre, prevedono una contropartita. Coraggio, ci sei quasi arrivato.
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Scusa, ma questi trattati sono già iniziati, magari con te presente?
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E’ oltremodo evidente che, in assenza di contropartita, non c’è nulla da trattare. E il cerchio si chiude.
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Sei il delegato di Hamas? Scusa, non lo sapevo.
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Stavo solo approfondendo la tua proposta, ma vedo che, dopo avertene fatto notare il principale punto debole, ti è passata la voglia di espormela.
Le polemiche sterili mi annoiano (preferisco la droga), pertanto mi vedo costretto a salutare cordialmente.
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No, è che tu parli come se queste trattative ci fossero già state. “È evidente”, “è oltremodo evidente”, ma dove, che non c’è stato ancora niente? Poi magari avrai ragione, ma adesso non c’è modo di saperlo.
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Niente affatto, stavo semplicemente approfondendo seriamente la tua proposta: la mia obiezione è che qualunque trattativa futura dovrà necessariamente prevedere una contropartita; siccome tale contropartità sarà necessariamente da negoziarsi con Hamas, quest’ultima avrà gioco facile nel volgerla a proprio vantaggio.
Una storia già vista, peraltro.
In assenza di obiezioni valide, la mia conclusione è la medesima che ho già esposto, ovvero che qualsiasi progetto di sviluppo finirebbe con l’ottenere l’effetto opposto a quello prefissato, come già tristemente successo.
Questo, fintantoché Hamas governerà (ma la rimozione “forzata” era esclusa in premessa).
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Qui stiamo a fare castelli in aria, le trattative (con Hamas, certamente), semplicemente, non ci sono. Nel momento in cui si inizieranno, se mai avverrà, potremo fare qualche discorso più concreto. Potremmo anche scoprire che avevi ragione tu.
Al momento, tra una trattativa e una pulizia etnica (quella in corso) non vedo una terza via. Tu sì?
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Faccio notare che il discorso l’hai cominciato tu, e non sembrava un castello in aria ma un discorso concreto, almeno fino a quando ti ho fatto notare su quali basi poggia.
Sono d’accordissimo sul fatto che, in assenza di novità, ulteriori valutazioni vadano rimandate finché ai contendenti non tornerà il lume della ragione (probabilmente tra qualche centinaio di migliaia di morti).
Detto questo, ciò che vedo io è irrilevante, perché conta solo quello che vede Hamas.
Al momento, sembra che la sola via che gli interessi sia lo scontro fino all’ultimo uomo, e non credo che saranno le promesse di scuole, ospedali o acquedotti a fargli cambiare idea.
Per questo motivo ritengo che la soluzione proposta da te e da Travaglio, per quanto pratica e di buon senso, non possa trovare applicazione nel mondo reale, pena le controindicazioni di cui sopra.
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Apprezzo, innanzitutto, il fatto che la discussione si mantenga su toni civili. Non è da poco.
È vero, che, alla fine, le nostre sono chiacchiere da bar. Al tempo stesso, intendo dire che il primo passo da fare è avviare una trattativa. Senza di quella non si potranno conoscere le condizioni poste dalle parti né si potrà sapere su quali linee negoziare, e mi piacerebbe che ciò avvenisse prima delle centinaia di migliaia di morti da te paventate. Gli interessi, purtroppo, spingono in un’altra direzione.
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Ecco la tua controparte, JD:
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Toh, il cagnetto è arrivato a fare la sua cacatina sul tappeto pulito.
Cosa c’è, vieni a fare i dispettini perché ti sentivi ignorato? Che carino.
Ora ti abbiamo visto, puoi tornare a cuccia, da bravo.
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Fino a quando Travaglio ci informa sulle origini del conflitto e analizza le cause fa un ottimo servizio. Poi quando si trasforma in politologo e dispensa facili soluzioni su un problema di così vasta entità diventa da ottimo giornalista a semplice Capezzone della situazione.
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Infatti, è dannoso screditare ulteriormente l’ANP in attesa di future elezioni mentre infuria la tempesta di bombe che calano su Gaza. Ora si deve pensare a bloccare la carneficina, le elezioni si faranno quando si potrà. Il piano è di far tornare nella striscia l’ANP ma ASSOLUTAMENTE SENZA l’occupazione militare delle truppe israeliane che, se entrano, non vorranno più uscire anche quando cesseranno i bombardamenti. Sempre che cessino. Netanyahu pretende l’occupazione senza fine del territorio, allo scopo di indurre, con ogni genere di vessazioni, la popolazione a uscire dalla striscia e andare a stabilirsi tra l’Egitto, il Libano e la Giordania. Non ci sarà (a suo buon cuore) il genocidio di tutti i palestinesi ma avremo la diaspora dei palestinesi e la nascita della mitica figura del “palestinese errante” che sostituirà nell’immaginario collettivo quella dell’”ebreo errante”. Che bellezza, che bellezza!
Il punto focale della faccenda ruota attorno al mastino Netanyahu che deve dimettersi a tutti costi, se vogliamo che l’ANP governi il territorio per ricostruirlo tranquillamente, dal momento che Hamas non ha più nessuna legittimazione a farlo in quanto fuorilegge. Se di militari bisogna parlare, questi devono essere truppe Onu! Tutti gli strali bisogna quindi lanciarli contro Biden che non sembra in grado di far dimettere Netanyahu, pressato com’è dalla lobby ebraica senza il cui appoggio può dire addio alla rielezione. E’ una legge quasi naturale: un presidente negli Usa non può essere eletto senza l’aiuto degli ebrei! Ecco il motivo della debolezza di Biden, oltre alla sua perenne semisonnolenza e all’incerta deambulazione. Travaglio deve cambiare mira!
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Netanyahu dopo quel tremendo 7 ottobre avrebbe dovuto avere lo stomaco di ferro di non rispondere militarmente.
Avrebbe dovuto “capitalizzare” quella immane tragedia e mettere con le spalle al muro, davanti alla comunità internazionale, l’ANP, il Qatar, l’Iran e tutti i protettori e foraggiatori dei tagliagole, intimando la consegna della cupola politica di Hamas, che come ben tutti sanno si sollazza nei lussi del Golfo mentre la popolazione palestinese crepa nell’indigenza assoluta, quando non sotto le bombe, magari anche promuovendo in cambio un’ipotesi di Piano Marshall, come ipotizza Travaglio.
E avrebbe dovuto dimettersi dopo due secondi, e sarebbe passato come uno statista gigantesco.
E’ invece caduto (volontariamente) mani e piedi nella trappola di Hamas, che null’altro vuole che il sangue del suo stesso popolo per perseguire i propri scopi politici, reagendo in maniera apocalittica e inaudita.
Ma la cifra politica è sempre stata quella, da entrambe le parti.
Questo è uno dei pochissimi casi nella Storia in cui non si può davvero tifare per nessuno.
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@ Gae: non trovi paradossale lagnarsi in continuazione delle indebite ingerenze americane nei governi altrui, per poi invocarle quando queste farebbero comodo?
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Caro Jonny,
in questo caso il paradosso serve a denunciare il fatto che quando si tratta di bloccare un crimine contro l’umanità, quindi a favore del bene, il detentore principale del potere mondiale che si crede depositario della “missione speciale” (concessa da chi? Da Dio??) al servizio della giustizia mondiale, non fa assolutamente niente di concreto. Preferendo ipocritamente di “consigliare” soavemente all’alleato Netanyahu di non esagerare nel bombardare 2,4 milioni di civili di cui il 40% costituito da bambini. Lo avevo sospettato che non facesse nulla, visto che il suo paese è avvezzo a sterminare popolazioni indifese (tra Afghanistan e Iraq UN MILIONE di civili inermi), ma ora ne abbiamo avuto clamorosa riconferma. Gli espedienti retorici servono… eccome se servono!
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Intanto ti ringrazio per la risposta (e per la conferma).
Insomma, tanto per cambiare questi americani sbagliano sempre: sbagliano quando intervengono, sbagliano quando non lo fanno, e sbagliano anche quando “consigliano” (ma suppongo che sbaglierebbero anche qualora non lo facessero).
C’è una falla nel tuo ragionamento ma tu, accecato come sei dall’odio e dal pregiudizio, non riesci a coglierla: il detentore principale del potere mondiale NON è affatto al servizio della giustizia mondiale (un’entità immaginaria, inesistente nella realtà), tutt’altro: fa semplicemente il proprio interesse, e non potrebbe essere diversamente.
Se consideri le cose da questo punto di vista, vedrai che tutto fila (tanto in Israele quanto in Ucraina).
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Jonny,
sarà banale, sarà semplicistico, ma se consideriamo, dal ’45 in poi, il numero di morti di civili nell’orbe terracqueo a causa dell’America e della Russia, vincerebbe con grande distacco senz’altro la prima.
PS
Naturalmente non ho incluso nel conteggio funebre la morte degli oppositori interni della Russia ai tempi di Stalin, per il quale bastava che tre persone adulte si trovassero casualmente a conversare tra loro… che subito venivano arrestate e poi fucilate per “adunata sediziosa”. Non a caso Indro Montanelli che ne era grande ammiratore, aveva appeso al muro dell’ufficio un suo ritratto con la seguente motivazione: è stato il più grande uccisore di comunisti al mondo!
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X JD:
”Insomma, tanto per cambiare questi americani sbagliano sempre: sbagliano quando intervengono, sbagliano quando non lo fanno, e sbagliano anche quando “consigliano” (ma suppongo che sbaglierebbero anche qualora non lo facessero).”
Infatti: se gli USA NON andassero in giro a fare guerre MA creassero le condizioni di pace, sarebbe difficile dar loro torto.
MA non è questo quello che fanno.
20 anni fa invasero l’Irak, 22 anni fa l’Afghanistan, 24 anni fa bombardarono la Serbia.
Ovunque vanno praticano la ‘distruzione creativa’ tanto cara ai Neocons.
”’C’è una falla nel tuo ragionamento ma tu, accecato come sei dall’odio e dal pregiudizio, non riesci a coglierla: il detentore principale del potere mondiale NON è affatto al servizio della giustizia mondiale (un’entità immaginaria, inesistente nella realtà), tutt’altro: fa semplicemente il proprio interesse, e non potrebbe essere diversamente.”’
Qui l’unico accecato dall’astio e dal pregiudizio sei proprio tu, con la tua faccia appiccicata alle terga degli USA nel tentativo di raggiungerne le emorroidi con la tua lingua 😀
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Mentecatto: per tua norma e regola, gli unici verso cui nutro astio e pregiudizio sono gli imbecilli, e non so come altro si potrebbe definire chi vorrebbe che gli americani agissero contro il proprio interesse (per inciso: se facessero come dici tu, sarebbero già spariti da un pezzo dalla faccia della terra, e noi con loro).
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Il tesoro nascosto di Gaza che renderebbe ricchi i palestinesi. E nessuno sfrutta
C’è un giacimento di gas al largo della Striscia che potrebbe emancipare la Palestina da Israele e dagli aiuti internazionali. Fu scoperto oltre 20 anni fa ma i lavori non sono mai partiti. Tra l’ostruzionismo di Tel Aviv e i rischi legati ad Hamas.
C’è un tesoro a largo di Gaza che potrebbe portare elettricità e ricchezza nella Striscia e nel resto della Palestina, emancipando il Paese dagli aiuti umanitari internazionali.
Si chiama Gaza Marine e si trova a circa 36 chilometri dalla costa palestinese, a 610 metri di profondità. Secondo le stime, conterrebbe 1.000 miliardi di metri cubi di gas e garantirebbe entrate per 4,5 miliardi di dollari, una fonte stabile di approvvigionamento energetico per case, impianti di desalinizzazione dell’acqua e per lo sviluppo dell’agricoltura. Peccato però che questo tesoro, scoperto quasi un quarto di secolo fa, non sia stato mai sfruttato per l’opposizione di Tel Aviv. E che il nuovo conflitto scoppiato nella Striscia sia arrivato proprio quando Israele e Autorità palestinese, con l’intermediazione dell’Egitto, sembravano aver trovato un’intesa per avviare i lavori sul giacimento. Fonte
Mi sembra ovvio che se in quei territori non viene esportata un po’ di democrazia dagli USA, tutto quel ben di dio rischia di restare in fondo al mare.
https://www.today.it/mondo/gas-tesoro-nascosto-gaza.html
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I precedenti inducono a ritenere che tale tesoro non verrrebbe sfruttato per generare sviluppo e benessere nella popolazione, ma per l’acquisto di nuove armi, pertanto è meglio se resta dov’è.
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Jonny scusa se ti riririspondo qui, ma di là i commenti sono chiusi …
Non rigiro. Parlavi di democrazia e di libertà di stampa se non ricordo male, in risposta al fatto che avevo criticato quelle occidentali. Mi dicevi che tutto sommato da noi è meglio e mi invitavi a trasferirmi in Russia o Cina, e io allora ti ho sottolineato, usando la guerra come esempio, che le democrazie occidentali nei fatti stanno risultando peggiori, almeno sotto alcuni aspetti.
Se parliamo di PIL invece mi pare che siamo d’accordo: l’occidente ha il PIL più grosso di tutti (in calo veloce ma ancora superiore agli altri), grazie alla sua politica neocoloniale (al tramonto).
Posso anche concordare sul fatto che chi usufruisce di questi benefici poi se si lamenta dei metodi stona un po’… però considera che questi vantaggi non sono distribuiti equamente, e c’è una grossa fetta di popolazione che quasi non li vede (anche se in Italia non muore di fame nessuno per ora), e che comunque in linea di principio si può criticare comunque una modalità prevaricatrice di politica anche senza buttare le stoffe dalla finestra come S. Francesco.
D’accordo sul fatto che è un mondo dove prevale lo schifo e la prevaricazione, quasi ovunque, quindi anche Cina e Russia.
Invece se i russi sono meno macellai degli israeliani secondo me per le vittime fa tanta differenza. I palestinesi sono soggetti a sterminio, e i sopravvissuti sono destinati a lasciare tutto e sgombrare la patria dove sorgeranno villette a schiera dei coloni con vista mare.
Gli episodi raccontati delle due guerre dici che sono controversi, vero, ma secondo me già ora possiamo cogliere una differenza enorme.
Ricordo per esempio l’ospedale Ucraino bombardato pesantemente dai russi con le foto della povera mamma in pigiama ferita che lascia l’ospedale…. Intanto i morti dichiarati mi pare fossero uno o due (in quello palestinese diverse centinaia ufficiali, e ci sono i video del dopo che mostrano scene dantesche), poi la ragazza fotografata è stata addirittura trovata e intervistata da Giorgio Bianchi, e nell’intervista da una versione dei fatti molto simile a quella descritta dai russi. Se vuoi ti trovo l’intervista.
Che poi non serve, i numeri parlano abbastanza chiaro: 500 bambini morti in Ucraina (compresi quelli morti per mano ucraina) in un anno e mezzo, e quasi 5000 in Palestina (ufficiali, probabilmente almeno il doppio, come nei terremoti) in un mese.
I dati parlano di un approccio completamente diverso.
Se non è così verrà fuori prestissimo, e cambierò idea.
Anche a me le guerre fanno schifo, però quelle di difesa le posso capire, come posso capire che i palestinesi si abbandonino a atti di terrorismo, visto che tutti gli altri modi di protestare sono soffocati dalla dittatura israeliana.
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E’ vero, non rigiri: salti di palo in frasca.
Se vuoi invece io ti porto le fonti israeliane che dicono le stesse cose dell’ospedale palestinese, ma a che servirebbe?
Personalmente trovo immorali questi paragoni riguardo al numero dei morti, perché quando un padre seppellisce un figlio, sapere che è insieme ad altri 499 o ad altri 4999, per lui non può essere di nessuna consolazione: siccome, come ho sempre detto, l’unica parte che ritengo valga la pena prendere è quella delle vittime, questa informazione non è di nessuna consolazione nemmeno per me.
Se per te è di conforto sapere che un macellaio non è poi tanto macellaio perché adesso ce n’è in giro un altro peggiore, e la cosa ti fa sentir meglio, è affar tuo: a me sembra solo un patetico tentativo di autoassoluzione, dopo aver giustificato l’ingiustificabile da un anno e mezzo a questa parte.
Non è vero che le guerre di difesa le puoi capire: se così fosse, dovresti giustificare anche Israele, che ha subito ben di peggio di qualunque minaccia l’Ucraina possa aver inflitto alla Russia: se consideri quella una guerra di difesa, a maggior ragione dovresti considerare come tale anche la risposta israeliana (hanno subito un attacco diretto: più difesa di così, si muore; chiedo venia per l’umorismo noir).
Quindi non è vero nemmeno che tutte le guerre ti fanno schifo.
Diciamola tutta: ti fanno schifo solo quelle degli americani e dei loro sgherri, mentre le altre te le fai andar bene accampando scuse pretestuose.
E adesso scusami, ma vedo che stai entrando nel solito loop nel quale ripeti sempre le stesse cose, ignorando quindi le obiezioni che ho già esposto, nel vano tentativo di prendermi per sfinimento, pertanto la chiudo qua.
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Eh no, non vale che chiudi senza darmi la possibilità di controreplicare …
Cerco di essere brevissimo per non pesarti:
Ospedale palestinese. Sei rimasto indietro, inizialmente negavano, poi gli USA hanno detto che era un missile israeliano, e poi lo hanno confermato gli israeliani stessi. E hanno ammesso anche gli ospedali successivi.
Paragoni immorali: per il padre del bimbo morto non fa differenza, ma per i 4500 padri che hanno ancora il figlio vivo …
Ti ririripeto che i miei conteggi erano solo per mostrarti come le democrazie occidentali non sono necessariamente superiori moralmente ai loro nemici (libertà di stampa e democrazia comprese). E anche il mestiere di macellaio può essere esercitato meglio o peggio.
Guerra di difesa: se fai partire tutto dal 7 ottobre ok, se invece andiamo indietro nel tempo sono gli Israeliani gli occupanti-aggressori, e i palestinesi le vittime-aggrediti. I morti di Hamas sono ingiustificabili per ora, ma bisogna ancora scoprire com’è andata realmente.
E comunque 1400 morti sono meno gravi di 13.000 morti più le truppe al confine per invadere.
Mi fanno scifo in effetti tutte le guerre USA perchè puntualmente loro sono gli aggressori (da 300 anni).
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Anche quando l’Islam e il cristianesimo non erano ancora nati tra gli ebrei e gli arabi non correva buon sangue. per non parlare delle guerre scatenate da Geova in persona nel vecchio testamento :carneficine senza limiti.
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I vecchi saggi 🤬🤬🤬🤬🤬🤬!!
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Non sapevo che esistesse un giacimento di gas a largo di Gaza, e se l’intenzione di Netanyahu e seguaci è quella di espellere i palestinesi da Gaza ed occuparla tutta, fino al mare, viene il dubbio che il vero obiettivo sia quel giacimento su cui mettere le mani! Scordiamoci quindi un accordo funzionale e salvifico per la popolazione, le cui condizioni presenti e future non interessano a nessuno degli attori in campo…..come al solito c’è da spartire una torta di ricchezza, che poi è sempre la vera ragione dei conflitti, ed il ruolo di chi non è direttamente coinvolto, è quello di partecipare alla spartizione per il proprio profitto! Questo è l’unico piano “Marshall “ previsto e perseguito dal capitalismo neoliberista e la speranza è che l’ accordo economico arrivi prima di un ulteriore sacrificio di vite….Ogni volta cadiamo nell’ inganno della retorica atta a convincere i popoli a scannarsi per ragioni ideali, fede religiosa, amor di patria, libertà, perché sarebbe difficile trovare qualcuno disposto a morire da strumento di spartizione di ricchezza altrui, di cui potrà godere al massimo delle briciole…..In un sistema globale di ricchezza e sua gestione , andrebbe applicato il metodo Falcone “segui i soldi” e troverai le ragioni di ciò che a noi sembra una follia!
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Quella di Netanyahu è senz’altro un’illusione, ma molto poco “pia”, a mio riguardo.
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I palestinesi saranno sterminati, per il loro bene ovviamente, per impedire che soffrano in prigionia, le loro terre saranno benevolmente adottate da Israele che le trasformerà in altri giardini, e noi potremo tornare a parlare di gianbruno e degli altri importanti temi di politica interna.
Siamo il regno di Fandonia.
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Tu ridi, ma almeno questa tua boutade ha il pregio di essere una soluzione definitiva al problema, pregio di cui non gode nessuna delle altre proposte (che rimanderebbero solo il problema, senza risolverlo) accampate dai soliti arcinoti esperti di geopolitica de noantri (ivi compreso Travaglio, almeno in questo caso), che hanno sempre una soluzione in tasca per tutto, ma non c’è mai una volta che la tirino fuori.
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Non sarebbe definitiva nemmeno questa (e magari anche un tantino mostruosa), a meno che non li sterminino proprio tutti tutti, parenti e amici compresi ovunque nel mondo. Cosa praticamente impossibile anche mettendosi d’impegno per anni, e loro lo dovrebbero sapere molto bene.
Temo che peggioreranno solo il problema per loro, e soprattutto per i poveri palestinesi.
Ma chi glielo spiega?
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Quando gli ammeri-cani scappano le economie crollano e i suoi cani ringhiano.
Afghanistan. Il volume stimato di eroina per l’esportazione quest’anno è di 24-38 tonnellate, rispetto alle 350-580 tonnellate dell’anno scorso.
Ma le Nazioni Unite non sono contente di questo: l’organizzazione sostiene che un’improvvisa riduzione dell’economia afgana dell’oppio porterà a potenziali conseguenze umanitarie « per molte comunità rurali vulnerabili », poiché i produttori sono stati costretti a rivolgersi a colture alternative molto meno redditizie.
Secondo le Nazioni Unite, i redditi degli agricoltori, stimati a $ 1,36 miliardi nel 2022, sono scesi del 92% quest’anno a $ 110 milioni, e si prevede, che queste perdite avranno un impatto più ampio sull’economia già difficile del paese.
Non sappiamo come si riforniscono alle Nazioni Unite ma ce lo immaginiamo: sono sicuramente dipendenti da droghe e un drastico calo li renderà vulnerabili.
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Perbacco! Bisogna reinvaderli al più presto!
Che poi proprio gli USA soffrono molto: adesso come faranno, con tutta la gente vittima degli oppiodi? Dovranno usare solo quelli sintetici provenienti dal Messico?
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