
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Eravamo in pensiero per Giuliano Amato, rimasto col culetto al freddo dopo una vita al calduccio alla tenera età di 85 anni. Prematuramente scaduto dalla Consulta, speravamo che le sue sparate retrattili sulla strage di Ustica inducessero la Rai a riesumare Telefono Giallo per affidargliene la conduzione: se ha un programma Nunzia De Girolamo, c’è speranza per tutti. Invece niente. Fortuna […]
Il nonnetto dove lo metto
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Eravamo in pensiero per Giuliano Amato, rimasto col culetto al freddo dopo una vita al calduccio alla tenera età di 85 anni. Prematuramente scaduto dalla Consulta, speravamo che le sue sparate retrattili sulla strage di Ustica inducessero la Rai a riesumare Telefono Giallo per affidargliene la conduzione: se ha un programma Nunzia De Girolamo, c’è speranza per tutti. Invece niente. Fortuna che FI, tradizionalmente sensibile al dramma degli anziani disoccupati, gli è corsa in soccorso nominando l’emerito indigente alla presidenza della Commissione Algoritmo: che non è uno scherzo, ma l’organo consultivo del governo sull’Intelligenza Artificiale. Molto più fico del Comitato Calderoli per valutare il nuovo Porcellum dell’autonomia differenziata, in cui Amato si era fiondato con agile balzo, per poi dimettersene subito dopo. Perché lui fa sempre così: agguanta una poltrona per aggiungerla alla collezione, poi si annoia e se ne va. Non per nulla, nella sua quarantennale vita politica – quattro ministeri, una vicepresidenza e due presidenze del Consiglio, cinque mandati parlamentari col Psi e col centrosinistra e mezza dozzina di candidature al Quirinale – diede tre volte l’addio alla vita politica: nel 1992, nel ’97 e nel 2008.
Intanto, fra un ritiro e l’altro, collezionava un’ottantina di poltrone in 40 anni: presidente dell’Antitrust e della Treccani, docente alla Sapienza, membro del Comitato nazionale e del Coordinamento nazionale del Pd (qualunque cosa significhino), presidente della “commissione Attali” all’amatriciana del sindaco Alemanno, consulente Deutsche Bank, presidente onorario della Fondazione Ildebrando Imberciadori, presidente dei Garanti per i 150 anni dell’Unità d’Italia, garante del Codice etico-sportivo del Coni, vicepresidente della Convenzione Ue, presidente del Comitato per riscrivere la Carta Ue, consulente di Monti sui fondi ai partiti, presidente della Scuola Sant’Anna di Pisa nonché dei relativi ex-allievi, ma pure dell’International advisory board di Unicredit, presidente onorario del Circolo Tennis Orbetello, giudice poi vicepresidente poi presidente della Corte costituzionale e tante altre belle cose. Il tutto a sua insaputa, visto che in una straziante intervista a Rep dichiarò: “Io non faccio parte della Casta” (come se qualcuno l’avesse mai sospettato). Voi capite la drammatica astinenza da cadrega e la nobiltà del gesto caritatevole di FI. Ora purtroppo corre voce che la Meloni voglia levargli di bocca pure l’Intelligenza Artificiale, come vendetta trasversale contro FI, cioè Mediaset, per Giambruno. Non sia mai: il poveretto potrebbe non riaversene più. Giorgia, non farlo: con tutti i guai che ti dà la famiglia, adotta un nonno.
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La politica e i suoi adepti non hanno più un minimo di vergogna e i cittadini non possono mandarli a casa, infatti anche non più votati , in tanti si attaccano al potere come cozze allo scoglio. Sembrano possedere tutto lo scibile necesssario per condurre ogni carrozzone al dissesto economico, eredi dei passati baroni meridionali, hanno il diritto ad una vita ricca e privilegiata, anche presiedendo la Fondazione Ildebrando Imberciadori.
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Un GRAZIE alla Redazione di Infosannio
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Bisogna capirlo deve sistemare tutti i parenti ! Che uomo disgustoso che ambisce come tutti a raschiare il barile delle nostre tasse , i loro privilegi e pensioni e i furti
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Il disgusto è totale , paghiamo per mantenere una classe politica che si solo arricchita grazie alle nostre spaventose tasse ,e in sostanza fanno solo i fatti loro !ladri di stipendi e pensioni dei veri lavoratori ! Sono tutti delle mer
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Nel 1992 il presidente del consiglio Giuliano Amato, il giorno prima di varare il decreto che riformava le pensioni in senso restrittivo, cosa fece?? Ovviamente fece domanda di pensionamento con la vecchie regole.
Capisco che è una cosuccia da niente, rispetto alle grandi gesta compiute da craxiano conclamato, ma io mi accontento di poco, in fatto di etica disattesa. Peraltro il suo vecchio padrino politico da cui prese le distanze una volta caduto in disgrazia, da Ham-maNet gli lanciava fulmini e saette definendolo traditore degli antichi ideali “socialisti”(sic!). Infatti, con un triplo salto mortale carpiato, non aveva perso tempo a convertirsi alla tesi “Fuori il bottino, dentro Bettino!” in voga in quegli anni. Stefania Craxi (figlia prediletta), quando sente pronunciare il suo nome è sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Praticamente s’incazza come una bestia!
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Quando Bibi ha presentato il piano per il futuro di Israele (accordi di Abramo) ecco come l’ha raffigurato. Non c’é più alcun territorio palestinese:
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Quando Bibi ha presentato il piano per il futuro di Israele (accordi di Abramo) ecco come l’ha raffigurato. Non c’é più alcun territorio palestinese:
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A questo simpatico (come un riccio nelle mutande) nonnetto, povero pensionato da 31.000 euro lordi al mese, manca solo la poltrona di presidente giuria miss Italia e poi ha l’album completo. Una delle tante inutili e dannose zecche di Stato succhia sangue che ci ammorbano la vita da sempre.
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Uno degli attori protagonisti del circo Italia.
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Non ho parole per questo insulto della natura! Quando ritorna alla ribalta, come un tiramolla dei fumetti, penso a “quella delle 3 con le cesoie”, e mi dico “quando”?
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Lui non c’entra niente. Ogni volta è al bagno
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certa roba rimane sempre a galla. però è ottimo concime.
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Buhahahahaha, che mito Travaglioooooo!! 👏🏼😂🤣👏🏼😂🤣👏🏼😂🤣👏🏼😂🤣👏🏼😂🤣👏🏼😂🤣👏🏼
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Nemmeno Belzebu’ se li accolla questi ROTTAMI SUBUMANI. (vedi Kissinger).
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Alla scomparsa del psi i socialisti craxianiani, amanti del potere, si trovarono di fronte a una terribile scelta:
a) abbracciare i potenti carnefici che avevano distrutto il loro capo e il loro partito;
b) abbracciare l’astro nascente della politica italiana che intendeva difendere la memoria del suo benefattore.
Ovviamente si divisero e continuarono a gestire il potere . Addirittura si divisero anche i figli dell’ex padrone del psi.
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O.T. ieri sera ho partecipato ad una conferenza presieduta da un ex senatore del movimento, uno dei fautori del 110superbonus, era il presidente di commissione al senato, il quale ha parlato approfonditamente dell’argomento (l’onorevole Santillo ha scritto un libro in merito).. fare completamente chiarezza sul 110 sarebbe opportuno, purtroppo come ben sappiamo averne la possibilità è impossibile non abbiamo potere mediatico, noi! Comunque il 110, fu votato da tutti i partiti e più volte anche è stato caldamente appoggiato affinché potesse venire prolungato, soprattutto dalla dx per ovvi motivi… Lo schifo ulteriore è, che in un futuro non lontano, la dx ne farà uno che non si chiamerà superbonus 110, ma avrà altro nome.. l’unico scopo è di distruggere ciò che ha fatto il movimento! L’unico “partito” serio veramente! Il 110 ha portato crescita enorme e tutt’ora l’Italia se ne avvantaggia, nonostante gli scempi perpetrati da draghi e proseguiti da meloni, mettendo in crisi seria, le imprese che si sono viste bloccare la cessione dei crediti.. definire certe persone è impossibile! Qualcuno ha dato del criminale ad un presidente del consiglio eccezionale, eccellente! La vergogna è vocabolo sconosciuto a certe persone… E ora stanno portando allo (s)fascio completo l’Italia!! De….uenti!!!
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Se il Superbonus poteva in qualche modo risollevare, o anche solamente alleviare, l’Italia dal suo cronico degrado, è chiaro che dava fastidio a chi lavora per impadronirsi del paese. Siamo una colonia costretta ad ubbidire a causa del nostro debito pubblico. Ogni tentativo di rialzare la testa sarà abbattuto, ogni tentativo di emancipazione sarà negato.
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E pensare che basterebbe continuare a sostenere chi ha dimostrato di lavorare in una certa direzione, ma è una cosa talmente semplice che la maggior parte dell’elettorato non ci arriva, pertanto le responsabilità sono anche e soprattutto interne, cè poco da fare le vittime.
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Mokj… e non hai sentito che cosa ne ha detto quella là, nel video che non hai guardato…
con un odio che si tagliava a fette.
Se la incenerisse tutta! 😡⚡
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Beh quando Mediaset rischiava di spegnere Rete4 Amato ha risolto la situazione cambiando una parolina, da “regime temporaneo” a “regime transitorio” (cioè sine die). Quindi FI sta solo ripagando il debito di gratitudine della famiglia Berlusconi.
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Il dottor Jekyll sottile.
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Passano gli gli anni e più mi convinco che l’unico politico ad aver meritato la poltrona su cui sedeva fosse Cicciolina. Una vera professionista al posto (o postribolo?) giusto.
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Ah beh, confrontandola con certi personaggi abominevoli, sicuramente era di graaaan lunga migliore!! Almeno era chiaro come il sole chi fosse!!
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Sicuramente e direi che tutti gli altri colleghi, per loro modo di essere ma ancor più (arraf)fare, avrebbero dovuto rivolgersi a lei chiamandola “madre”.
“Coraggio figli, anzi gran figli, venite da me, così che possa insegnarvi qualcosa sull’arte di metterlo bene, senza che il ricevente venga mai a saperlo”. Ovviamente, “astenersi (improbabili) John Holmes (rip)”.
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Così sei ingiusto nei confronti della Minetti, che con Papi avrà faticato molto più che Cicciolina col boa.
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Ciao Jonny, in realtà penso che il punto più basso del nostro (miserrimo) Paese non siano gli ultimi anni e nemmeno gli ultimi 25 perché, “mi conscenta” 😉, avevamo visto di peggio già prima. L’abisso arrivò nel 1993, quando un referendum – massima espressione della parola “democrazia” – venne bellamente ignorato, nel silenzio assenzio (zzzzzzz) di media ed elettori, nonostante il risultato – ben oltre la Bulgaria… – partorito dalle urne dove oltre il 90% si espresse contro il finanziamento ai partiti. Morale? Diventò “rimborso elettorale” e vissero felici (i politici) e cornuti (gli elettori)…
Tutto quanto venuto dopo, tangentopoli compresa (ennesima dimostrazione chiara e lampante di cosa fosse (e sia) la politica in Italia), altro non è che espressione massima del ns. Paese, tra PdC che ebbero un killer di mafia sul libro paga, girotondi falsi come Giuda, patti della crostata, del Nazareno, politici che spergiurarono “con l’euro lavoreremo un giorno in meno guadagnando come lavorassimo un giorno in più”, #enricostaisereno, altri che svendettero un asset fondamentale, secretando il contratto di concessione, TUTTO sbilanciato a favore dei privati, etc. etc. E le opposizioni? 😂 Whot? “Sono quelle che oggi sono al governo, mentre all’opposizione ci sono gli altri”. Sì, ma gli altri? “Sono quelli che ieri governavano quando all’opposizione c’erano quelli di adesso”, in un loop infinito.
Agli unici che provarono a discostarsi tarparono le ali, con mezzi leciti (pochi, vedi ghigliottina) e, soprattutto, illeciti. E, sai bene quale sia il mio pensiero (ancora una volta preciso: spero TANTO di sbagliare); una volta tarpate, tagliate, bruciate, le ali non ricresceranno – ahimè – più. Ma fai bene a sperarci, se ci credi…
Ciao, ad maiora, anche se, parlando di politica, sarà impossibile.
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Non mi piacciono le classifiche, specialmente quelle del peggio, ma trovo che la truffa dei rimborsi elettorali sia stata una ruberia scandalosa sì, ma tutto sommato contenuta, quantomeno nei suoi effetti sulla popolazione.
Se fossi andato a vivere su Marte nel ’93 e tornassi oggi in Italia, la prima cosa che mi chiederei non è come mai i partiti vengono ancora finanziati, ma da quando e da chi è stato legalizzato il lavoro nero.
Per la cronaca, sappiamo benissimo che la risposta è da Monti con la Fornero e da Renzi con il (blow) jobs act. Vigliacchi, che possano essere maledetti per l’eternità.
Il solo fatto che, a quel tempo, la maggior parte dei contratti lavorativi attualmente in essere sarebbe stata considerata sfruttamento, è già di per sé mooolto più grave di quell’elemosina per rubagalline che va sotto il nome di “rimborsi elettorali” (per tacere della situazione di sanità e pensioni).
Trovo ben più drammatico il fatto che siamo noi ad impedire che le ali ricrescano, così come siamo stati noi a consentire che spuntassero inizialmente (notiziona: possiamo rifarlo tutte le volte che vogliamo, basta volerlo); i mestieranti fanno solo il loro mestiere: da loro è inutile e ingenuo aspettarsi qualcosa di diverso.
Dato che la stragrande maggioranza del corpo elettorale non ha interessi diretti, basterebbe che votasse solo per chi non ruba.
Come vedi, in realtà crederci è tutto ciò che serve.
Riverisco.
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Il rimborso elettorale, in effetti, rispetto altre vicissitudini da pelle d’oca vera – difatti ne ho diverse fuori casa che mi guardano con aria “perché hai voluto farci questo torto?”…. – è una baggianata. Molti, molti anni prima l’amata politica italiana (tra l’altro quella degli STATISTI) nulla fece per non causare una tragedia immensa, assurda ed evitabilissima, dato che persino il più ignorante dei contadini indigeni conosceva la “storia” del monte Toc, parlo ovviamente del crollo della diga del Vajont. TUTTI sapevano ma non gli squali (chiedo venia agli squali), loro esperti schierati e tanto meno i politici che avrebbero dovuto vigilare che un’opera contestata – e non perché siamo tutti notav, noponte, novax o no qualcosa – però fortemente voluta da quelli che davvero contano (soldi, così che possano uscire mazzette per gli amici “controllori”) venisse portata a termine SOLO se sicura non al 100×100 ma al 1000%. Morale: 2000 morti circa in pochi secondi, tra i quali quasi 500 bambini. E quanti pagarono per l’immane tragedia? Praticamente nessuno, perché il sistema, da sempre, prevede che si parino il cubo. Potrei continuare, arrivando all’attualità del Ponte Morandi, altra chiara dimostrazione di cosa sia la politica e di quanto sia utile votare. Però, dal punto di vista morale, diciamo nel voler assegnare un valore alla parola “democrazia”, non esiste infamia più grande dell’aver fatto votare il popolo, il quale – ripeto – fornì un risultato persino incredibile dal punto di vista numerico (non risulta che altre votazioni, politiche o referendarie, abbiano mai avuto un risultato superiore al 90%), per poi fare l’esatto contrario. Non c’è. Come chiedere al condannato a morte, “hai diritto all’ultimo desiderio, quale vorresti esprimere?”, “una sigaretta grazie”. 🔫BAM, in mezzo alla fronte. Domanda: cosa serve votare se un risultato plebiscitario, soltanto perché a lor signori non garbava il risultato, venne bellamente ignorato? E non solo la beffa dell’aver calpestato senza ritegno il risultato delle urne (cinerarie), ma anche l’ironica situazione che il turno referendario costò al Paese, ovvero a noi…, centinaia di miliardi del vecchio conio!!! Cioè, abbiamo pagato per votare – sacrosanto diritto sancito dalla Costituzione – esprimendo un parere plebiscitario e quei signori che non tengono l’espansione membranica (mai.ali) nel giro di un mese reintrodussero il meccanismo semplicemente cambiando il nome. Va beh, dopo tanto ciarlare 😉, vorrei concludere con due aforismi, sostanzialmente collegati:
“Se votare facesse qualche differenza, non ce lo lascerebbero fare” (anonimo. Ex elettore, suppongo!)
“Se i porci potessero votare, l’uomo con secchio della brodaglia sarebbe eletto capo porcile ogni volta, non importa quante macellazioni compia sul posto.” Orson Scott Card.
Il collegamento lo vedo in questo modo: il primo non ti da’ nessuna speranza, ergo vai pure al mare.
Il secondo, al contrario, nemmeno 😂, in quanto in questo (miserrimo) Paese,
1) un partito che va di traverso al sistema NON potrà mai vincere in quanto l’uomo con secchio e brodaglia prenderà sempre una marea di voti, quindi, dovendo farci conto (alias Salvini, alias Pd dopo la caduta del governo), il “nuovo” finirà per portare il secchio, a turno, anche lui;
2) il sistema tutto (vari poteri, tra i quali metto anche mass media) non consentirà MAI a nessuno di ribaltare il potere. Molto più facile, per chi davvero volesse farlo, “cadere” dal quinto piano o impiccarsi sotto un ponte…
Scritto quanto sopra, lascio a te i tuoi sogni che, sia ben chiaro, sono leciti e provo persino una punta d’invidia. Perché sognare è molto bello, tranne quando non si trasformano incubi.
Ciao Jonny, buon week.
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Siamo d’accordo sul fatto che quel voto non sia servito ad eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, ma questo non vuol dire che non sia servito a nulla: è servito ad affermare con forza che determinate istanze sono molto importanti, per una fetta significativa del Paese.
Le famose restituzioni dello stipendio dei parlamentari pentastellati, al netto delle furbate di qualcuno, sono un chiaro esempio di come tali istanze siano infine state recepite da qualcuno: se nessuno le avesse mai riaffermate perché “tanto non serve a niente”, probabilmente non avrebbero mai visto la luce.
Sul Vajont hai ragione da vendere. La sola cosa che lo rende meno grave, rispetto al discorso che facevo io, è che il suo impatto devastante ha fortunatamente riguardato solo poche migliaia di persone, mentre i problemi a cui ho fatto riferimento impattano tuttora sulla vita di milioni di nostri connazionali.
I punti 1 e 2 sono stati invalidati dall’esperienza pentastellata, tutt’altro che onirica.
E’ successo, e può ancora succedere: per pessima che sia, la nostra è ancora una democrazia, pertanto basta volerlo.
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BASTA CON LE BALLE E RICOSTRUZIONI FANTASY, grazie.
Ho spiegato più volte che i carrozzoni pubblici erano in perenne perdita, perché venivano usati dai politici per il voto di scambio clientelare.
Le partecipate pubbliche perdevano in media 70/80.000 miliardi di lire all’anno, con lo Stato che interveniva a ripianare aumentando il debito pubblico, anche attraverso la sua monetizzazione, stampaggio di moneta alla Paragone maniera, che produceva inflazione e svalutazione.
La prima viaggiava al 20% e i titoli di Stato rendevano, per chi poteva permetterseli, min un 15% di interessi annui.
E rimpiangere quello schifo, opera del pentapartito, che ci ha lasciato un debito pubblico ingestibile?
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Le privatizzazioni hanno aperto i mercati prima monopolistici alla concorrenza, con calo delle tariffe per i cittadini utenti.
La maggiore efficienza gestionale ha condotto alcune imprese col capitale in parte ancora pubblico, ad affermarsi in campo internazionale, come Eni, Enel, Tim prima dello sciagurato Tronchetti Provera, che scappava da Grillo durante le assemblee degli azionisti. Ma pure Nuovo Pignone, che passata sotto General Electric, è diventata leader mondiale nella produzione di turbine a gas, perché gli americani hanno portato clienti. Trenitalia, ex FS, si sta allargando in Europa, mentre un tempo imbarcava cani e porci per presidiare caselli ogni 5km, gente poi prepensionato a 40 anni.
Il governo Prodi 1 aveva fatto crescere il PIL, con provvedimenti quale il bonus rottamazione e aveva fatto crescere l’avanzo primario, riportando il debito pubblico sotto quota 100 sul PIL.
L’Euro era per noi come il Marco tedesco, grande potere di acquisto, minori interessi su mutui e finanziamenti alle imprese, soprattutto minori 8nteressi sul debito pubblico.
Sfiga volle che a gestire la sua introduzione in Italia fosse stato il governo Berlusconi, che sperperò il vantaggio finanziario in condoni di ogni tipo e in costose missioni di guerra.
Inoltre permise il cambio 1€ = 1.000£.
Questo passaggio permise l’arricchimento delle partite iva, suo zoccolo elettorale. E l’impoverimento dei percettori di reddito fisso, cioè dipendenti e pensionati.
Che essendo ignoranti continuano a sostenere le destre anarcoidi.
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