Il centrodestra querela Report (dai La Russa ad Adolfo Urso fino a Vittorio Sgarbi, solo per dire gli ultimi) e poi vuole togliergli la tutela legale. Questo il paradosso che sta accadendo in queste ore. […]

(DI GIANLUCA ROSELLI – ilfattoquotidiano.it) – Il centrodestra querela Report (dai La Russa ad Adolfo Urso fino a Vittorio Sgarbi, solo per dire gli ultimi) e poi vuole togliergli la tutela legale. Questo il paradosso che sta accadendo in queste ore.

Dopo l’infuocata commissione di Vigilanza di martedì, con Forza Italia che, andando completamente fuori tema (era in programma l’audizione del direttore della Tgr, Alessandro Casarin), ha sferrato un duro attacco al programma per il servizio di domenica sera su Silvio Berlusconi e Marta Fascina, ora ci sarebbe in corso una forte pressione del partito berlusconiano sui vertici Rai e sul governo per far togliere la tutela legale a Report. Che è un ossimoro: come può un programma di inchieste non avere la tutela legale da parte della propria azienda e del proprio editore?

Non è la prima volta che qualche politico ci prova. Ogni tanto qualcuno la butta lì con l’evidente obiettivo, nemmeno troppo mascherato, di chiudere il programma. L’ultimo a provarci con una certa solerzia fu addirittura un direttore generale della Rai, quel Mauro Masi piazzato lì dal governo Berlusconi nel 2009, che aveva due ossessioni: Michele Santoro e Report, allora condotto da Milena Gabanelli. Fu la stessa Rai, poi, a bloccare il maldestro tentativo. E ora ci riprova Forza Italia, con in prima linea Maurizio Gasparri, protagonista dell’ultima intemerata contro Sigfrido Ranucci, e la richiesta di audizione passata a maggioranza.

Il conduttore, insieme al direttore dell’approfondimento Paolo Corsini, sarà ascoltato in Vigilanza martedì 7 novembre. L’audizione, secondo la convocazione giunta dalla presidente Barbara Floridia, riguarderà i “criteri e i parametri generali” seguiti nella preparazione delle trasmissioni di approfondimento e d’inchiesta, anche con riferimento “ai costi sostenuti e ai risultati conseguiti”. Ma il problema saranno le domande che i commissari faranno a Ranucci, anche sulle fonti.