Scoppiata la guerra in Ucraina, Biden ha assunto un approccio radicale contro la Russia e i media italiani hanno ripetuto i suoi slogan. Scoppiata la guerra in Palestina, la Casa Bianca ha assunto una posizione […]

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – Scoppiata la guerra in Ucraina, Biden ha assunto un approccio radicale contro la Russia e i media italiani hanno ripetuto i suoi slogan. Scoppiata la guerra in Palestina, la Casa Bianca ha assunto una posizione moderata e i media italiani hanno abbracciato la sua moderazione. È evidente che il sistema dell’informazione sulla politica internazionale in Italia è molto corrotto e non adeguato a una società libera. Peggio: copiando gli slogan Usa, non è in grado di servire gli interessi nazionali dell’Italia.

Questa settimana affronto una questione decisiva della storia della libertà. La teoria postcoloniale insegna che i colonizzatori occidentali hanno sempre bisogno di sviluppare una teoria morale per giustificare l’oppressione sui colonizzati. Essendo l’arte del governo un misto di forza e di consenso, le teorie morali nobilitano la violenza dei colonizzatori trasformando gli oppressori in benefattori. I colonizzatori europei sostenevano di operare per il bene dell’Africa: “Portiamo la civiltà bianca superiore alla società nera inferiore”. Questo argomento non può essere più esibito per il suo contenuto razzista. Per questo motivo Israele ha dovuto elaborare tre nuove teorie morali per giustificare l’occupazione delle terre palestinesi.

Secondo la prima teoria, gli ebrei sono più bravi dei palestinesi a coltivare le terre in Cisgiordania. Questo argomento è velatamente razzista, poiché induce a ritenere che i palestinesi siano meno capaci e volenterosi degli ebrei, senza chiarire che il successo dei coltivatori israeliani dipende, in larga parte, dall’avere alle spalle uno Stato ricchissimo rispetto al non-Stato dei palestinesi, e di beneficiare delle tecnologie migliori.

La seconda teoria morale afferma che Israele occupa le terre palestinesi per difendersi dai nemici. Se fosse vero, gli israeliani si limiterebbero all’occupazione militare. Invece sfruttano i campi più fertili dei palestinesi, a cui sottraggono persino l’acqua, e costruiscono nuovi insediamenti nelle loro terre, come documenta l’Onu.

Secondo la terza teoria, Hamas conduce i suoi attentati per imporre a Israele di rimanere in Cisgiordania. Ho confutato questa tesi assurda del New York Times, cavalcata dal Corriere della Sera, la settimana scorsa su queste colonne. Passo alla quarta teoria morale, secondo cui Israele occupa le terre palestinesi perché Hamas vuole cancellare Israele dalla faccia della terra. Hamas non ha la potenza militare per realizzare un’impresa del genere. Inoltre, Israele ha la bomba nucleare e può contare sull’esercito americano. Le teorie morali per giustificare il colonialismo d’Israele ambiscono a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal problema essenziale che è l’occupazione dei territori palestinesi. Quando il mondo si accorge della Palestina per le periodiche eruzioni di violenza, i quotidiani come il Corriere fanno iniziare il conflitto israelo-palestinese dall’ultimo attentato di Hamas. Violentando la metodologia delle scienze storico-sociali, il Corriere della Sera sostiene che tutti i discorsi su Gaza dovrebbero partire dal 7 ottobre 2023. Anche questa è una distorsione neocoloniale per giustificare i bombardamenti contro i civili palestinesi e il colonialismo d’Israele. La civiltà neocoloniale fa iniziare la storia dalla data più comoda per lei in modo da nascondere i suoi misfatti precedenti. La guerra in Ucraina è iniziata il 24 febbraio 2022. Analogamente, il conflitto israelo-palestinese è iniziato il 7 ottobre 2023. La storia d’Europa inizierà la settimana prossima. Ma potrebbe esserci un ritardo.