Creata da una costola dei servizi interni con l’obiettivo di colpire la Brigata Nukhba, l’unità di Hamas ritenuta responsabile della strage nei kibbutz del 7 ottobre

(di Guido Olimpio – corriere.it) – La chiamavano la «pagina rossa», rossa come il foglio con l’autorizzazione al Mossad ad assassinare un avversario. Erano gli anni dopo la strage di Monaco 1972 e la caccia a Settembre Nero. Oggi, con un conflitto n corso, è probabilmente ancora più veloce. Gerusalemme – secondo i media locali – ha creato un’unità dello Shin Bet, i servizi interni, per colpire capi, miliziani, facilitatori della Brigata Nukhba, reparto d’élite di Hamas ritenuto responsabile dei massacri nei kibbutz. Il suo nome in codice è Nili, acronimo della frase in ebraico della Bibbia «La Gloria di Israele non mentirà», lo stesso di una rete di spionaggio ebraica durante il primo conflitto mondiale. È un team «cerca e distruggi» concentrato su una lista di target selezionati diversi da quelli perseguiti dalla Difesa. Nell’operazione, sempre in base ad alcune indiscrezioni, potrebbe far parte anche il Mossad, nel caso l’obiettivo sia all’estero o in situazioni dove sia utile il suo intervento. Inoltre, considerando il teatro e quanto avvenuto in passato, è prevedibile il supporto e l’azione dei commandos delle forze speciali, dalla Flottiglia 13 della Marina alla Sayeret Matkal.

Subito dopo aver patito la sorpresa del 7 ottobre lo Stato ebraico, ha ordinato l’annientamento dei vertici del movimento ribandendo che nessuno era immune, non importa se si tratti di un politico oppure di un quadro coinvolto nella guerriglia. Quasi ogni giorno i portavoce hanno annunciato la morte di ufficiali e rappresentanti della fazione, insistendo spesso sul ruolo svolto dai «liquidati» nell’assalto. Tra questi quattro membri del Consiglio esecutivo — compresa Jamala al Rantisi —, Bilal al Kedra accusato di aver diretto i killer in due comunità, Alì Qadi, comandante di un fronte. Il ricorso ad una squadra ad hoc è la ripetizione del war room – nota come JWR —formata nel 1999 mettendo insieme componenti diverse con il compito di gestire al meglio blitz aerei e terrestri contro esponenti del terrorismo palestinese. Con la «base» al secondo piano della sede dello Shin Bet, i rappresentanti di intelligence ed esercito hanno coordinato le incursioni, gli agguati, le attività di elementi addestrati ad agire sotto copertura nei villaggi arabi. E il primo colpo – racconta l’esperto Ronen Bergman — sarebbe avvenuto con l’uccisione di Iyad Batat, figura di Hamas, in Cisgiordania. Era l’11 dicembre del 1999. La data rammenta quanto la sfida sia lunga.