
(ANSA) Moni Ovadia si dimetterà da direttore del Teatro Comunale di Ferrara. Lo annuncia in un’intervista a Corriere.it, spiegando che lo farà venerdì. L’attore era stato al centro delle polemiche per le prese di posizione critiche sulle responsabilità del governo israeliano e del premier Netanyahu sulla crisi.
“La maggioranza del Consiglio d’amministrazione e del Consiglio Comunale sono contro di me, quindi hanno tutti gli strumenti per mettermi all’angolo. Siccome sono un uomo libero, anticipo questa cosa ma constato che l’Italia è un regime, non è una democrazia neanche da lontano”, dice.
Che Moni Ovadia sia stato costretto a dimettersi è un fatto di una gravità inaudita, che testimonia il regresso della nostra epoca. È chiaramente una induzione al silenzio e una caduta nella spirale del terrore per chi esprime opinioni dissonanti: se lo fai perdi il posto . Agghiacciante.
Nel mondo della informazione deve iniziare una rivolta contro questi soprusi che puzzano di roba già vista nel secolo scorso; chi non lo fa è complice.
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Concordo!
L’ostracismo dilagante è diventato insopportabile, purtroppo possiede molti dei principali mezzi di informazione, ormai reti televisive e quotidiani sono una barzelletta
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Moni Ovadia Vs i mona di Ferrara.
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Neppure quando c’era “l’arco costituzionale” (i non fascisti che rubavano a man salva) da una parte ed il MSI (gli altri , che erano fascisti e non potevano rubare) si ebbe una simile falcidia di chi non si allineava al pensiero unico
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I fascisti che non potevano rubare erano fiancheggiatori e protettori di vari bombaroli autori di stragi
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Qualcuno dovrebbe riscrivere i commenti propalati su questo sito relativi alla libertà di espressione in Russia
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Vorresti vedere pure qua i giornalisti uccisi su mandato del presidente?
In Italia esiste una maggioranza di lecchini che cerca costantemente, vita natural durante, il Qlo del potente da leccare.
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Ha fatto bene a dimettersi , non si può calpestare la dignità di un uomo , in nessun caso ! Stiamo respirando aria pesante …
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Hanno parlato a favore della Palestina in TV che io sappia in 5: Ovadia, Basile, Zaki, Orsini e Travaglio.
Ovadia viene spinto fuori dalla direzione del suo teatro, in pratica licenziato.
La Basile che già aveva dovuto dare le dimissioni dalla Farnesina dove era nella diplomazia da decenni, e che già era stata attaccata e screditata per le sue affermazioni sull’Ucraina e la Russia, ora che ha contraddetto le canzoni dei cantastorie della propaganda si è vista cancellare la pagina su wikipedia.
Zaki, ex icona della sinistra che voleva offrirgli una candidatura è stato scaricato, e non è più andato in tv da fazio dove doveva andare (al suo posto hanno chiamato la Segre se non sbaglio).
Orsini lo bombardano da un anno e mezzo per la questione Ucraina, dicendogli di tutto, e già aveva perso i finanziamenti al suo osservatorio sulla sicurezza internazionale.
L’unico che sopravvive è Travaglio, sotto attacco praticamente da sempre, ma che per ora non si è mai fermato, e per questo rischia secondo me più di tutti.
E’ il pluralismo della disinformazione, nel giardino occidentale assediato dalla giungla dei paesi barbari e senza democrazia …
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Aggiungo …
Craig Murray, attivista per i diritti umani ed ex ambasciatore del Regno Unito, è stato arrestato ai sensi delle leggi antiterrorismo del paese, dopo aver dichiarato sostegno al popolo palestinese e aver criticato le atrocità di Israele.
Craig Murray è stato arrestato lunedì ai sensi della cosiddetta legge britannica sulla prevenzione del terrorismo dopo essere tornato da un viaggio in Islanda dove aveva preso parte a una manifestazione filo-palestinese e aveva incontrato gli attivisti di Free Assange.
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