È ancora la guerra, coi suoi mille rivoli, a far litigare Giuseppe Conte ed Elly Schlein. O almeno a farli punzecchiare, pure in un contesto – quello della crisi in Medioriente – in cui Movimento 5 Stelle e Pd non […]

(DI LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) – È ancora la guerra, coi suoi mille rivoli, a far litigare Giuseppe Conte ed Elly Schlein. O almeno a farli punzecchiare, pure in un contesto – quello della crisi in Medioriente – in cui Movimento 5 Stelle e Pd non sono poi così distanti. Ma basta una battuta dell’ex premier per far storcere le bocche al Nazareno: “Se devo mettere un po’ di pepe – dice alla festa del Foglio a Firenze – a Elly Schlein suggerirei di vedere Full metal jacket di Kubrick, perché Enrico Letta ha messo l’elmetto al Pd ed Elly non ha avuto il coraggio di toglierlo”.
Per pochi minuti i due non si incrociano a Firenze e così la risposta di Schlein è in differita: “Io non credo che la parola pace possa essere divisiva, a meno che non sia tradita nella sua stessa essenza. È parte del patrimonio dei valori del Pd”.
Schlein non infilza, ma non è difficile cogliere una certa irritazione: “Io capisco che ci sono in vista delle elezioni europee, ma da parte del Pd noi non perderemo un minuto in polemiche sterili.” Anche perché negli stessi minuti i 5 Stelle confermano l’adesione alla manifestazione dell’11 novembre, che Schlein annuncia essere in piazza del Popolo: “Aspettiamo di conoscere i punti della piattaforma – è la versione di Conte – ma se si tratta di contrastare le politiche fallimentari di questo governo, noi ci saremo”.
Le piazze, appunto. Quelle che in questi giorni si sono riempite di manifestazioni e fiaccolate: pro-Israele, pro-Palestina o persino pro-Hamas, secondo alcuni.
Ieri a Milano circa 3 mila persone hanno affollato un corteo senza alcuno slogan per la formazione terrorista, ma con toni molto duri contro Israele. Così in altre città come Torino, Cagliari e Firenze. Schlein sa di camminare sulle uova anche su questo, visto il clima con cui il partito vive ogni presa di posizione su questioni internazionali: “Noi non abbiamo partecipato a manifestazioni, svolgiamo il nostro ruolo in Parlamento”. Vero a metà, perché anche se la leader non ha aderito a nessuna piazza basta poco per verificare la presenza di decine di parlamentari o esponenti locali del Pd in corteo per solidarietà a Israele (Alessandro Alfieri è pure intervenuto alla fiaccolata) o per i diritti palestinesi (i dem milanesi hanno aderito al corteo di venerdì). Schlein prova a spiegare: “Condanniamo le manifestazioni di solidarietà o supporto ad attentati”. Stesso concetto per cui Conte allontana gli equivoci: “Se mi devo ritrovare a manifestazioni in cui ambiguamente ci sono fiancheggiatori di Hamas, io non potrò mai partecipare”. Meglio la piazza contro il governo. Senza elmetti, se possibile.
Che noia questi finti battibecchi tra Conte e la Schlein
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Hanno tutti la sindrome dello statista e devono esprimere parole al vento pur di sentirsi partecipi.
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