SCONTRI IN SERATA – Nuove regole. In mezza Europa si registra l’aumento di minacce antisemite. A Parigi il ministro ordina ai prefetti: “No ai cortei. Espellete gli stranieri”

(DI ALESSIA GROSSI – ilfattoquotidiano.it) – Francia, Germania, Austria, Stati Uniti. Alla guerra in Israele seguono paura e restrizioni in Occidente. E si vietano manifestazioni a favore dei palestinesi. Nella liberale Francia – dove ieri sera la polizia ha usato lacrimogeni e di idranti per tentare di evacuare place de la République, dove diverse centinaia di persone erano riunite in solidarietà ai palestinesi – le manifestazioni si valutano “caso per caso”, a detta del ministro degli Interni, Gérald Darmanin. “Se si tratta di una protesta a sostegno di Hamas o a sostegno dell’azione di alcuni palestinesi contro Israele, è no”. La ragione – un sondaggio dell’istituto Elabe per Bfmtv dice che il 68% dei francesi pensa che il conflitto in Medio Oriente rappresenti un rischio di tensioni in Francia – è che da sabato scorso, la polizia ha registrato più di 100 attacchi antisemiti. Niente di preoccupante: “principalmente di graffiti” con svastiche e inviti a uccidere gli ebrei, secondo Darmanin, che ha però registrato anche “atti più gravi” come persone con armi fermate all’ingresso dei siti ebraici. “Nessuna minaccia terroristica islamica che colpisca in particolare gli ebrei in Francia”, ha aggiunto il ministro, che in un telegramma ai prefetti ha ricordato l’imperativo di garantire “una protezione sistematica e visibile di tutti i luoghi frequentati dai francesi di fede ebraica” sotto forma di “punti fissi all’ora del culto nel caso delle sinagoghe o all’ingresso e all’uscita nel caso delle scuole” richiedendo “il più possibile” “sentinelle”, se necessario. Gli “stranieri autori di eventuali reati”, precisa il documento, “devono vedere sistematicamente revocato il loro permesso di soggiorno e attuata senza indugio la loro espulsione” e “devono essere vietate le manifestazioni filo-palestinesi, perché suscettibili di generare disordini nell’ordine pubblico; l’organizzazione di queste manifestazioni vietate deve dar luogo ad arresti”. Ieri il presidente Emmanuele Macron ha chiamato il Paese all’unità dopo che in due ore di colloquio con i leader dei partiti sulla questione mediorientale li aveva invitati a organizzare presto in Parlamento un dibattito al riguardo.
A vedere aumentare gli incidenti a sfondo antisemita da sabato è stata anche la Germania. E anche qui la polizia è intervenuta in diverse città a margine di manifestazioni per Israele e di raduni pro-palestinesi. Queste ultime vietate, invano. Mercoledì sera, infatti, in centinaia si sono riuniti nel quartiere sudorientale di Naukolin a Berlino sfidando il divieto imposto “per timore di cori antisemiti” o di “atti atti violenti”, dopo che l’organizzazione Samidoun avevano distribuito dolci a passanti “per celebrare la vittoria della resistenza”. Contro “reazioni che esaltano la violenza” si è espresso anche il Consiglio degli Imam di Berlino dichiarando che “l’omicidio, l’odio e la violenza non devono mai essere tollerati o applauditi”. Dall’altro lato, il Consiglio centrale degli ebrei in Germania ha parlato del “timore dell’azione di lupi solitari”, motivo per il quale a livello nazionale sono aumentate le misure di sicurezza. Il cancelliere Olaf Scholz, condannando “le associazioni come Samidoun”, ha ribadito il divieto. “La nostra legge sulle associazioni è una spada affilata e noi, in quanto Stato forte e di diritto, la useremo in questo caso”, ha detto. Al Bundestag, Scholz ha anche fatto sapere che “l’intera cooperazione allo sviluppo con i territori palestinesi è sotto revisione” e che fino a quando questa revisione non sarà completata, non forniremo nuovi fondi”. “I nostri aiuti umanitari vengono forniti a più della metà della popolazione, soprattutto a Gaza generi per la sopravvivenza”, ha rivendicato, mentre “Hamas offre loro solo povertà e sofferenza”. Berlino intanto ha dato il via libera a Israele a utilizzare due dei suoi droni da combattimento Heron Tp negli attacchi contro Hamas nella Striscia, secondo i media tedeschi che citano il ministero della Difesa.
A Vienna – come si evince dai video postati su X dall’emittente Visegrad24 –, ieri la polizia si è scontrata con un gruppo di manifestanti pro-palestinesi nella capitale austriaca.
Nel Regno Unito, dove gli episodi di antisemitismo da sabato sono triplicati, secondo il Community Security Trust, il ministro della Sicurezza Tom Tugendhat si è detto “molto preoccupato”. Il governo, con il segretario alla Difesa, Grant Shapps, alla ministeriale Nato a Bruxelles ha voluto chiarire che “quello che Israele sta facendo” nella Striscia di Gaza “è tentare di perseguire Hamas”. Comprendiamo che “in una guerra ci possano talvolta essere dei danni ai civili, come danno collaterale, ma questo non è lo scopo dell’azione”, ha detto Shapps per il quale “non c’è equivalenza tra il gruppo terrorista Hamas e Israele, che ha giustamente il diritto di difendersi”.
Fuori dall’Europa, negli Stati Uniti, dove diverse organizzazioni studentesche di Harvard nei giorni scorsi hanno ritirato la firma alla lettera dei 31 gruppi di studenti dell’Ateneo che attribuivano “la totale responsabilità della violenza in corso a Israele” senza una condanna dell’attacco di Hamas, costringendo la presidente a intervenire per farlo – la deputata Alexandria Ocasio-Cortez ha preso le distanze dalla sua stessa fazione dei Democratici di New York ritrovatisi in Times Square domenica una manifestazione filo-palestinese. “Il fanatismo e l’insensibilità espressi sono inaccettabili e dannosi in questo momento devastante”, ha detto la deputata da sempre critica con Israele.
Se l’avesse fatto l’Italia, quanti sinistrati avrebbero organizzato manifestazioni di protesta contro il governo “fascista”?
La CGIL avrebbe partecipato alle manifestazioni sinistrate coinvolgendo anche CISL E UIL?
Quanti magistratelli di periferia avrebbero dichiarato illegittima la decisione del governo?
"Mi piace""Mi piace"
Non ho capito cosa avrebbe dovuto fare il governo sfascista italiano. Comunque:quando mentalmente si è sinistrati, il risultato è questo profluvio di sciocchezze di stampo vittimistico.
"Mi piace"Piace a 1 persona
O non hai letto l’articolo o fai parte di quelli che sanno leggere ma non capiscono quello che leggono
"Mi piace"Piace a 1 persona
Io l’articolo l’ho letto e compreso. È il tuo commento che mi lascia strabiliato: che c’entrano “magistratelli” e sindacati? O forse è troppo chiederlo ad un maldestro dalla mente sinistrata?
"Mi piace"Piace a 2 people
““quello che Israele sta facendo” nella Striscia di Gaza “è tentare di perseguire Hamas”. Comprendiamo che “in una guerra ci possano talvolta essere dei danni ai civili, come danno collaterale, ma questo non è lo scopo dell’azione”, ha detto Shapps per il quale “non c’è equivalenza tra il gruppo terrorista Hamas e Israele, che ha giustamente il diritto di difendersi”.”
Prendiamo atto del fatto che RADERE AL SUOLO Gaza non ha lo scopo di uccidere palestinesi ‘ndo cojo cojo (meglio se estinguendone la genia), tenendo anche presente che, su 2,3 milioni, 1 milione è costituito da BAMBINI.
🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤮🤮
"Mi piace"Piace a 5 people
Ormai viviamo un mondo in preda a un impazzimento generale. Il primo che dimostrasse di avere buon senso e un briciolo di razionalità potrebbe essere un candidato di successo al premio nobel della Saggezza istituito ad hoc. A violenza si aggiunge violenza con una reazione a catena senza freni che può solo condurre fatalmente a un allargamento del conflitto con esiti catastrofici per decine e decine di mln di esseri umani. Gaza viene costantemente bombardata notte e giorno senza alcuna soluzione di continuità. E’ già iniziato l’esodo in massa di individui in cammino verso il sud della Striscia, senza nemmeno intravedere neppure la possibilità dell’arrivo di aiuti umanitari basici: acqua, cibo, qualche medicina… niente di niente, nemmeno per gli ospedali che presto saranno trasformati in obitori. Persino alla Croce Rossa viene posto il divieto di entrare.
Le parole d’ordine di questi giorni sono: vendetta e rappresaglia, rappresaglia e vendetta… senza fine!
QUANTO DEVE DURARE QUESTO STRAZIO???
"Mi piace"Piace a 4 people
Gideon Levy (giornalista israeliano) che da anni ribadisce come Israele pratichi l’apartheid -è una democrazia liberale per gli Ebrei, una mezza democrazia per i Palestinesi di Israele che sono cittadini israeliani e votano per il parlamento, hanno un passaporto israeliano e gran parte dei diritti degli ebrei ma sono profondamente discriminati, infine una brutale tirannia militare per i Palestinesi che vivono in Cisgiordania e a Gaza
“Se consideriamo i territori palestinesi occupati da Israele, come di fatto è, un fenomeno duraturo allora ridefinisce anche la natura dello stato di Israele. In altre parole, se l’occupazione è permanente Israele è uno stato di apartheid- ha fatto un’analisi sugli avvenimenti atroci di questi giorni:
“C’è l’arroganza di Israele dietro tutto quello che è accaduto.
Pensavamo che ci fosse permesso tutto, che non avremmo mai pagato un prezzo o saremmo stati puniti per questo…
Continueremo imperterriti e senza interruzioni: arresteremo, uccideremo, tortureremo, priveremo dei diritti, proteggeremo i coloni mentre compiono pogrom, andremo alle Tombe di Giuseppe e di Otniel, all’Altare di Yeshua, tutti luoghi che si trovano nei territori palestinesi e, ovviamente, visiteremo il Monte del Tempio a Gerusalemme Est (più di 5.000 ebrei durante la festa del pellegrinaggio che in Israele dura sette giorni), spareremo a persone innocenti, continueremo a deportarli e a confiscare le loro terre, a saccheggiarli, a rapirli dai loro letti, continueremo a effettuare la pulizia etnica, continueremo anche con l’irragionevole blocco di Gaza, e tutto andrà bene.
Circondiamo la Cisgiordania, il cui muro sotterraneo è costato tre miliardi di shekel (766 milioni di dollari) e saremo al sicuro. (…)
Ma poi si scopre che anche l’ostacolo più sofisticato e costoso può essere abbattuto con relativa facilità quando c’è una forte motivazione. Ebbene, è possibile superare l’ostacolo -arrogantemente immaginato- con biciclette e scooter, nonostante i miliardi spesi per realizzarlo, nonostante tutti i famosi esperti e imprenditori edili che si sono arricchiti con la sua costruzione.
Pensavamo che avremmo potuto continuare a maltrattare Gaza, che avremmo potuto condizionare Gaza offrendo piccoli aiuti qua e là sotto forma di qualche migliaio di permessi per lavorare in Israele, che è una goccia nel mare, e che avremmo potuto tenere detto territorio chiuso. Pensavamo che la pace con l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti avrebbe fatto dimenticare i Palestinesi fino a scomparire, come vogliono molti israeliani.
Imprigioneremo altre migliaia di palestinesi, alcuni senza processo, la maggior parte prigionieri politici; non accetteremo di discutere del loro rilascio nemmeno dopo decenni di prigionia.
Diremo che i prigionieri vedranno la libertà solo con la forza. Pensavamo che avremmo potuto continuare a respingere con arroganza ogni tentativo di soluzione politica solo perché non ci conveniva affrontarlo e che sarebbe stato così per sempre.
È stato dimostrato ancora una volta che non è così. Diverse centinaia di palestinesi armati hanno sfondato il confine ed sono entrati in Israele in un modo che nessun israeliano riteneva possibile. Alcune centinaia di palestinesi armati hanno dimostrato che non è possibile tenere rinchiusi per sempre due milioni di persone senza pagare un prezzo terribile. Come l’antiquato bulldozer palestinese ha sfondato la recinzione, la più intelligente di tutte le recinzioni, così ha fatto a pezzi l’arroganza e l’autocompiacimento israeliani. Ha dissipato ogni idea secondo cui sia sufficiente attaccare e schiacciare Gaza con droni assassini e venderli a mezzo mondo in nome della sicurezza.
Sabato, Israele ha trovato uno spettacolo mai visto prima: veicoli militari palestinesi che pattugliavano le sue città e ciclisti provenienti da Gaza che entravano dai suoi cancelli. Queste immagini dovrebbero fermare l’arroganza. I palestinesi di Gaza hanno deciso che sono pronti a fare sacrifici per la libertà. Sarà di qualche utilità? No. Israele imparerà una lezione? NO.
Già sabato si parlava di cancellare intere parti di Gaza, di occupare la Cisgiordania e di punire Gaza “come mai prima”. Ma dal 1948, Israele non ha mai smesso di punire Gaza per un momento; 75 anni di abusi, eppure il peggio l’attende. Le minacce che “Gaza verrà rasa al suolo” dimostrano solo una cosa: non abbiamo imparato nulla. L’arroganza rimarrà nonostante l’enorme costo.
Benjamin Netanyahu ha molte responsabilità per quello che è successo e deve pagarne le conseguenze, ma tutto questo non è iniziato con lui e non finirà con lui. Ora dovremmo versare lacrime amare per le vittime israeliane, ma dovremmo piangere anche per Gaza, i cui abitanti sono per la maggior parte rifugiati creati da Israele e che non ha mai vissuto un solo giorno di libertà”.
"Mi piace"Piace a 3 people