CONVERSIONE DI MELONI & C. – Lo stile nuovo. Il governo ha cambiato registro: non più “con Kiev fino alla vittoria”; adesso “l’Italia ha già fatto quasi tutto il possibile”

(DI TOMMASO RODANO – ilfattoquotidiano.it) – Il giorno dopo lo screzio Tajani-Crosetto, la destra di governo prova a metterci una pezza. Il ministro della Difesa aveva definito “incompetente” chi parla a sproposito di un nuovo pacchetto di armi da inviare in Ucraina, come aveva fatto il collega della Farnesina. E Giorgia Meloni si era soffermata per la prima volta sui costi sociali della guerra per l’Italia e sulla stanchezza dell’opinione pubblica. La macchina atlantista sta rimanendo a corto di benzina, così ieri il governo è corso ai ripari.
Giorgia Meloni ha avuto una conversazione con Volodymyr Zelensky a margine del vertice europeo di Granada, per tranquillizzarlo e “confermare il continuo e convinto sostegno a 360 gradi del governo italiano alle autorità ucraine”. E Guido Crosetto ha ricevuto negli uffici del suo ministero l’ambasciatore degli Stati Uniti, Jack Markell, per ribadire – fosse venuto il dubbio a qualcuno – “la storica e fraterna amicizia” tra i due Paesi. Crosetto ha inoltre pubblicato una lunga nota sul sito della Difesa per ribadire che “la sinergia con Tajani è piena e ottima”. Ma ha anche tenuto il punto: “Su alcuni rifornimenti, per gli ucraini molto importanti, siamo limitati dalla nostra necessità e volontà di non scendere sotto una certa soglia di sicurezza interna”.
Ma al di là degli ammirevoli sforzi della premier e dei suoi ministri per mostrare che nulla è cambiato, la retorica meloniana sul sostegno militare all’Ucraina ha subìto una trasformazione abbastanza evidente. Dei toni epici e delle promesse di vittoria e di sostegno incondizionato degli esordi, replicate per un anno e mezzo, resta sempre meno: da qualche giorno ha fatto irruzione la realtà.
L’esordio. “L’Italia continuerà a essere partner affidabile in seno all’Alleanza Atlantica, a partire dal sostegno al valoroso popolo ucraino. Non soltanto perché non possiamo accettare la guerra di aggressione e la violazione dell’integrità territoriale di una nazione sovrana, ma perché è il modo migliore per difendere anche il nostro interesse nazionale”. (Giorgia Meloni, voto di fiducia alla Camera, 25 ottobre 2022)
L’equilibrio di forze. “A una pace giusta non si arriva sventolando bandiere arcobaleno nelle manifestazioni… L’unica possibilità, da che mondo è mondo, di favorire un negoziato nei conflitti è che ci sia un equilibrio tra le forze in campo”. (Meloni, fiducia al Senato, 26 ottobre 2022)
La pace costa. “C’è un solo modo di muoversi: se non cambierà la situazione in Ucraina ci sarà un sesto decreto per un nuovo invio di aiuti militari. Sarà giusto e dovuto, come lo sono stati gli altri. La pace non è mai gratis. Come aiutiamo l’Ucraina a difendersi? Organizziamo una catena umana di milioni di cittadini europei che circondi Kiev?” (Guido Crosetto, 4 novembre 2022)
Muoversi! “È vitale che le armi promesse arrivino al più presto a destinazione”. (Crosetto, 20 gennaio 2023)
Armi per scongiurare la guerra. “La terza guerra mondiale inizierebbe nel momento in cui carri armati russi arrivassero a Kiev e ai confini d’Europa. Fare in modo che non arrivino è l’unico modo per fermarla. La prossima settimana potrebbe nascere il nuovo decreto sugli aiuti all’Ucraina”. (Crosetto, 28 gennaio)
Pace giusta. “L’Italia è al fianco dell’Ucraina fino alla vittoria, fino alla pace giusta che Kiev deciderà autonomamente e che noi non possiamo imporgli”. (Meloni, 23 febbraio)
Giustizia è vittoria. “Berlusconi è un uomo di pace, ma la pace senza giustizia non si può raggiungere. Giustizia significa indipendenza dell’Ucraina. La giustizia è la vittoria di Kiev”. (Antonio Tajani, 24 febbraio)
Armi gratis per tutti. “Sento dire che non abbiamo i soldi per gli italiani e spendiamo invece i soldi in armi, anche questa è una bufala: noi abbiamo già delle armi che riteniamo oggi fortunatamente di non dover utilizzare. Quindi non c’è niente che stiamo togliendo agli italiani per allontanare una guerra che potrebbe riguardare anche gli italiani”. (Meloni, 27 febbraio)
Chiamami col tuo nome. “Raccontare agli italiani che se non fornissimo armi all’Ucraina si potrebbero aumentare le pensioni o ridurre le tasse è una menzogna che intendo chiamare con il suo nome”. (Meloni, 21 marzo)
Scommessa. “Parlare di ricostruzione per noi vuol dire scommettere concretamente sulla fine del conflitto e sulla vittoria di Kiev. Il futuro dell’Ucraina sarà di benessere, di pace e sempre più europeo”. (Meloni, 26 aprile)
Scommessa/2. “Italia e Austria scommettono sulla vittoria dell’Ucraina. Il sostegno all’Ucraina è una nostra priorità”. (Meloni con il cancelliere austriaco Karl Nehammer, 2 maggio)
Ludopatia. “Noi scommettiamo sulla vittoria dell’Ucraina. Oggi il mio amico Zelensky è qui e questo è a sua volta un segno di un’Ucraina che scommette sul futuro di un’Italia protagonista in un avvenire comune nella prosperità” (Meloni, 13 maggio)
Pace giusta/2. “Confermo il sostegno dell’Italia all’Ucraina a 360 gradi. L’Italia, in accordo con gli altri alleati, continuerà a fornire il supporto che serve – militare, umanitario, finanziario – fino a una pace giusta”. (Meloni 14 maggio)
Pace giusta/3. “L’unica pace giusta è il ritiro delle truppe russe dall’Ucraina. Ci sono territori che sono stati invasi, dove si uccidono civili, si deportano bambini. Invocare oggi il cessate il fuoco vuol dire lasciarli alla mercé della violenza di Putin”. (Giovambattista Fazzolari, 15 maggio)
Pronostici. “Putin ora è più debole, per l’Ucraina la pace si avvicina” (Tajani, 25 giugno).
Ops. “È evidente che il governo italiano sta cercando forme per rispondere a questo tipo di situazione totalmente eccezionale, che soprattutto l’economia europea sta pagando relativamente alla guerra in Ucraina. Perché anche altri hanno problemi, ma il prezzo maggiore economicamente lo stiamo pagando noi” (Giancarlo Giorgetti, 4 ottobre)
Ops/2. “C’è una continua richiesta da parte ucraina di aiuti, bisogna verificare ciò che noi siamo in grado di dare rispetto a ciò che a loro servirebbe. L’Italia ha fatto quasi tutto ciò che poteva fare, non esiste molto ulteriore spazio. Le risorse non sono illimitate”. (Crosetto, 4 ottobre)
Ops/3. “Inflazione, prezzi, energia, migrazione, sono tutte conseguenze del conflitto che rischiano di generare una stanchezza nell’opinione pubblica. Se vogliamo difendere l’Ucraina con forza dobbiamo anche fare attenzione a queste conseguenze”. (Meloni, 4 ottobre)
Cambio di passo, come per le accise!
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Anche i ritardati sanno ragionare con il senno di poi .
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Magari fosse un barlume di ragionamento… continua a seguire le direttive americane.
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Per chi ha voglia di leggere
https://sonar21.com/the-roof-of-the-ukrainian-armed-forces-is-leaking-and-everything-in-general-defense-rear-medicine/
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Che ne dite se apriamo una sottoscrizione per l’acquisto di armi da inviare in Ucraina?
Iban: IT61STR.SE77LI93MANDI52MA1SE48LI399MANDI39A10CAG..RE36ALLORA92SI
2 EURO DA LINEA FISSA O CON SMS AL 39 FAI TU……!
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