(Di Gianvito Rutigliano – repubblica,it) – “La pace in Ucraina è fondamentale perché finché c’è una guerra in cui è coinvolto in maniera pesante uno Stato nucleare la situazione è a rischio. Negli ultimi 20 anni c’è stata una proposta di accordo per impegnare le potenze nucleari a non usare la Bomba per prime, ma i governi hanno dormito e quell’accordo non è stato raggiunto”.
Lo ha detto il premio Nobel 2021 per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ‘Fermiamo le lancette del Doomsday clock’, organizzato dal Coordinamento per la democrazia costituzionale nella sede nazionale della Cgil a Roma. Il Doomsday clock è l’orologio che segna metaforicamente il tempo che manca alla fine del mondo causata da una guerra nucleare o un altro evento apocalittico; oggi è a 90 secondi dalla mezzanotte.
“È necessario riprendere la stagione dei trattati sulle armi nucleari – spiega Parisi – Il trattato per la non proliferazione nucleare prevede che le potenze atomiche aprano colloqui in buona fede per azzerare il numero di Bombe. Questi colloqui io non li ho mai visti, gli Stati non-nucleari si sono fatti fregare”.
Il fisico ha parlato anche di rischio ambientale – “difficile raggiungere accordi sui cambiamenti climatici nel momento in cui il mondo è distratto dalla guerra” – e di intelligenza artificiale: “Non bisogna avere paura, ma va regolamentata”.