
(ilfattoquotidiano.it) – “Abbiamo un potere esecutivo che vorrebbe che le sue leggi fossero immediatamente applicate e che il giudice fosse l’esecutore di quello che è scritto nelle leggi. Non è così. Si tratta di politici profondamente ignoranti“. Così a L’aria che tira (La7) il filosofo Massimo Cacciari commenta l’ultima crociata della destra di governo, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al suo vice Matteo Salvini, contro la sentenza emessa dalla giudice del tribunale di Catania Iolanda Apostolico, “rea” di aver disapplicato l’ultimo decreto immigrazione del governo sul trattenimento dei richiedenti asilo nei Cpr.
Cacciari, in particolare, sbertuccia la Lega per la sua iniziativa di una interrogazione parlamentare in Senato al ministro della Giustizia Carlo Nordio: “La legge non è immediatamente applicabile. Vale in tutti gli Stati di diritto e persino nei tempi di rivoluzione. Durante la rivoluzione francese c’erano i magistrati e i tribunali autonomi rispetto alla legge che il potere esecutivo emanava. Un partito che rivendica il diritto di sindacare e di intervenire direttamente nel merito di una decisione della magistratura ha una cultura totalmente estranea ai principi fondamentali di uno Stato di diritto“.
E conclude: “Cosa accadrà concretamente con questa interrogazione parlamentare della Lega a Nordio? Niente, cosa volete che succeda? Pensate che la Meloni sia così idiota, e non lo è affatto, da aprire una guerra con la magistratura su una questione di principio chiara come il sole? Qui c’è una sentenza che non piace all’esecutivo. Punto. Se la prende e se la mette via“.
Quando un decreto governativo confligge con il Codice di Procedura Penale (CCP) – l’unico strumento operativo a cui deve sottostare la magistratura – risulta chiara l’incapacità dell’esecutivo a produrre atti NON in contrasto con la Costituzione. Quando quel decreto verrà convertito in legge, con la regolare riscrittura degli inerenti articoli del CPP, solo allora si potrà procedere contro quella giudice con l’accusa di non aver ottemperato alle indicazioni della LEGGE. Elementare Watson!
Ma la premier ancora deve capire che vincere le elezioni non vuol dire essere liberi di comandare, sic et simpliciter, su tutto e su tutti. Altrimenti ogni ogni suo desiderio, alla maniera dell’Ancien Régime, verrebbe immediatamente tradotto in pratica a dispetto della ‘separazione dei poteri’ e soprattutto del CPP. Credo solo in tempi di guerra può essere sospesa la giurisprudenza vigente (spero di non metterle una pericolosa pulce nell’orecchio).
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Col senno di poi, credo che la caciottara e il capitone siano dei gran furboni: sapevano che qualche giudice avrebbe bocciato lo sgorbio di decreto. Anzi ci contavano, per buttare addosso a qualcuno la colpa del loro immobilismo inetto. Così, i tedeschi coi loro finanziamenti alle ong, cosa che caciottara e capitone conoscevano benissimo. Ma hanno fatto finta di ignorare, da qui la reazione finto-inviperita. Come anche la sentenza attesa di bocciatura del decreto “Cutro”, dà loro modo di alzare i toni della campagna elettorale, felici di additare ai loro elettori il nemico. Poveretti, loro ci provano, ma l’Europa malvagia e i giudici comunisti remano contro.
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“Non attribuire mai alla malizia ciò che è adeguatamente spiegato dalla stupidità”. Rasoio di Hanlon.
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