Serracchiani: “M5S vuole la Spazzacorrotti, noi invece no”. Chiedere al governo di non depotenziare il trojan – il virus che trasforma i telefonini in microspie ambientali e che può essere usato nelle indagini […]

(DI VALERIA PACELLI – ilfattoquotidiano.it) – Chiedere al governo di non depotenziare il trojan – il virus che trasforma i telefonini in microspie ambientali e che può essere usato nelle indagini per mafia, ma anche in quelle per corruzione – non deve essere una priorità del Partito democratico. Perché altrimenti non si spiega la decisione dei dem di astenersi ieri in aula, quando si è trattato di votare un ordine del giorno che lanciava un allarme sulle possibili e future riforme sulle intercettazioni. Un’astensione che oggi ha un peso particolare perché avviene in un momento in cui sono in corso manovre per intervenire sulla disciplina delle captazioni telefoniche e sulla loro pubblicazione da parte della stampa. L’ordine del giorno è stato presentato dal M5S a firma di Riccardo Ricciardi, Valentina D’Orso, Federico Cafiero de Raho (ex Procuratore nazionale antimafia) e altri. Nell’atto, i 5Stelle spiegano che “è fondamentale garantire la piena operatività dello strumento delle intercettazioni anche ai reati ‘spia’, ovvero quelli di corruzione”. È infatti notorio – proseguono – “come la corruzione costituisca ormai una delle principali porte di ingresso della criminalità organizzata, e in particolare di quella di stampo mafioso, interessata sempre più a insinuarsi nella gestione delle risorse pubbliche e nell’economia legale, con un costo per lo Stato di circa 60 miliardi l’anno”. In questo scenario il trojan “rappresenta certamente un mezzo imprescindibile per l’emersione dei fenomeni corruttivi e per interrompere sul nascere il pactum sceleris tra corrotto e corruttore” e di conseguenza la sua eliminazione o depotenziamento “rappresenterebbe un notevole passo indietro rispetto alla normativa attuale, finalmente adeguata agli standard europei”. Per questo nell’ordine del giorno il M5S chiede al governo di “astenersi da qualsivoglia intervento, anche normativo, volto a riformare la disciplina delle intercettazioni in termini più limitativi per l’autorità giudiziaria o comunque peggiorativi” come pure di non depotenziare l’uso del trojan “determinante per (…) per contrastare le più gravi manifestazioni criminose, compresa la corruzione”.

Era stata la legge Spazzacorrotti votata nel 2019 nel corso del governo Conte-1 ad ampliare l’uso del virus-spia: non più solo per i reati di mafia, ma anche per quelli di corruzione. Ed è proprio questa premessa, ossia la volontà di restare fermi su questa legge, che non è piaciuta al Pd, tanto da astenersi sull’ordine del giorno che alla fine infatti è stato respinto dalla Camera. Contattata dal Fatto, Debora Serracchiani, responsabile giustizia dem, ha spiegato che il partito “non è per togliere il trojan né per depotenziare le intercettazioni. Infatti abbiamo votato contro al Senato sulla relazione della commissione d’indagine perché propone di togliere il captatore per alcuni reati della Pa”. Il problema è proprio la Spazzacorrotti: “Su questo Odg – dice Serracchiani – ci siamo astenuti perché il M5S rivendicava l’impianto delle riforme del governo giallo-verde che non condividemmo. L’Odg è stato bocciato dalla maggioranza e dal Terzo polo”. Chi vota contro e chi si gira dall’altra parte.