Prescrizione più improcedibilità: la Lega scavalca pure FI e Centro. Ex Cirielli. L’ultima proposta del Carroccio: abolire la Bonafede e mantenere l’improcedibilità della Cartabia. Maggioranza divisa

(DI GIACOMO SALVINI – ilfattoquotidiano.it) – Ritorno all’istituto della “prescrizione sostanziale” previsto dalla legge ex Cirielli del 2005, nota per essere una delle leggi ad personam di Silvio Berlusconi, ma mantenimento della riforma Cartabia che ha introdotto il meccanismo dell’improcedibilità se non si arriva a sentenza entro due anni in Appello e un anno in Cassazione. Con poche eccezioni che riguardano i reati di violenza domestica, molto cari alla presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno. È questo il contenuto della proposta di legge sulla prescrizione presentata dalla Lega il 5 settembre in commissione Giustizia alla Camera che il Fatto ha letto.
Un disegno di legge che sta spaccando la maggioranza: nelle ultime settimane era stato raggiunto un accordo su un altro testo che univa le proposte di Ciro Maschio (Fratelli d’Italia), Pietro Pittalis (Forza Italia) ed Enrico Costa (Azione) e aveva convinto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio che aveva affidato la materia al Parlamento. Il testo unificato prevedeva l’abolizione della legge Bonafede (stop della prescrizione dopo il primo grado) e Cartabia e il ritorno alla legge Orlando (sospensione massima di 36 mesi da Appello e Cassazione). La Lega però non aveva firmato quella proposta e adesso ne ha presentata un’altra ancora più impattante. Il Guardasigilli però non è d’accordo con alcuni punti della proposta leghista e quindi, appurato che non c’è accordo in maggioranza, ha annunciato che presto presenterà un disegno di legge governativo.
La proposta della discordia è firmata dai deputati leghisti della commissione Giustizia (la prima è quella di Ingrid Bisa) ma anche dal capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari. Come le proposte di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Azione, prevede in primo luogo l’abolizione della legge Bonafede – approvata nel 2019 proprio dal governo Conte-1 coi voti di Lega e M5S – ponendo fine al blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Il Carroccio però poi non propone il ritorno alla legge Orlando come i colleghi – cioè la possibilità di sospendere il processo per 18 mesi in Appello e altri 18 in Cassazione – ma chiede di ripristinare la vecchia legge Cirielli che individuava un termine per celebrare il processo pari alla pena massima del reato contestato. “Punto fermo e condiviso nel dibattito penalistico – scrivono i deputati leghisti nella relazione illustrativa alla proposta – è che la natura sostanziale dell’istituto trova sicuro fondamento nell’interesse generale a non perseguire più i reati rispetto ai quali il notevole lasso di tempo trascorso dalla loro commissione abbia comportato l’affievolimento delle esigenze di prevenzione generale e speciale”. La Lega inoltre chiede di mantenere in vigore la legge Cartabia che istituisce il meccanismo dell’improcedibilità: se il processo non si svolge in due anni in Appello e uno in Cassazione, scatta la tagliola. Il motivo, spiegano i deputati del Carroccio, è quello di “contemperare” le esigenze di “garanzia e giustizia” di vittime e imputati “unitamente al rispetto degli obiettivi del Pnrr” che impone “una riduzione statisticamente significativa, entro il 2026, dei tempi processuali”. Viene così reintrodotto il doppio binario di prescrizione e improcedibilità: l’imputato potrà sperare nella prescrizione già in primo grado e se questo non avverrà potrebbe salvarsi anche con il meccanismo dell’improcedibilità.
Insomma, le probabilità che scatti la prescrizione del reato in un processo penale aumenteranno considerevolmente. La Lega prevede delle eccezioni per questo meccanismo che riguardano i reati contro la violenza domestica raddoppiando i termini per la prescrizione e l’improcedibilità. L’eccezione riguarda le violenze domestiche o di genere (il “codice rosso”) tra cui maltrattamenti, lesioni, violenza sessuale.
La “melina”, tecnica di rallentamento introdotta in tutte le forme possibili dagli avvocati difensori dell’Indifendibile, che insieme alla cronica mancanza d’organico ha spronato l’europa a richiedere una contrazione dei “biblici tempi di giudizio italiani”, consente a tutti i nostri politici di formulare proposte di modifica con un unico denominatore comune: abolire la Bonafede.
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. e riprendere a rubare, loro ed i colletti bianchi loro complici come e più dei vecchi tempi. Parlamento deilla vergogna
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Infatti, l’unica riforma della giustizia degna di questo nome, è stata subito abolita dalla Casta per paura che si scoprano le sue malefatte e i suoi appartenenti possano correre il pericolo di essere condannati così da levarceli di torno e fare un po’ di pulizia in quella fogna che è diventata il parlamento. E’ chiaro dovremo attendere la loro dipartita e forse i nostri nipoti potranno respirare un’aria leggermente pià pulita…
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intanto, che la Lega si preoccupi della vviuuulenza domestica e di genere fa ridere tutti i polli della Padania.
Che razza di gaglioffi, i colletti bianchi e i mafiosi no, vero?!?
Salvini è incredibile nel suo cinismo ignorante, un essere indegno almeno quanto l’altro omonimo.
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